Principio attivo:Levetiracetam
Gruppo terapeutico:Antiepilettici
Tipo di farmaco:Farmaco etico
Rimborsabilità:A
Ricetta:Rr - ripetibile 10v in 6mesi
GlucosioNon presente
GlutineNon presente
LattosioNon presente



FOGLIETTO ILLUSTRATIVO
Indicazioni terapeutiche
  • crisi convulsive
  • epilessia
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    Posologia

    Posologia

    Monoterapia per adulti e adolescenti a partire da16 anni di età

    La dose iniziale raccomandata è 250 mg due volte al giorno, da aumentare fino a una dose terapeutica iniziale di 500 mg due volte al giorno dopo due settimane. La dose può essere ulteriormente aumentata di 250 mg due volte al giorno ogni due settimane in base della risposta clinica. La dose massima è 1500 mg due volte al giorno.

    Terapia aggiuntiva per adulti (≥ 18 anni) e adolescenti (da 12 a 17 anni) del peso di 50 kg o superiore

    La dose terapeutica iniziale è 500 mg due volte al giorno. Questa dose può essere iniziata dal primo giorno di trattamento.

    Sulla base della risposta clinica e della tollerabilità, la dose giornaliera può essere aumentata fino ad un massimo di 1500 mg due volte al giorno. Gli aggiustamenti posologici possono essere fatti con aumenti o diminuzioni di 500 mg due volte al giorno ogni 2 – 4 settimane.

    Popolazioni speciali

    Anziani (da 65 anni in poi)

    Si raccomanda un aggiustamento della posologia nei pazienti anziani con funzionalità renale compromessa (vedere più avanti "Compromissione renale).

    Compromissione renale

    La dose giornaliera deve essere personalizzata in base alla funzionalità renale.

    Per i pazienti adulti, fare riferimento alla tabella seguente e modificare la dose come indicato. Per utilizzare questa tabella posologica è necessario valutare la clearance della creatinina del paziente (CLcr) in ml/min. La CLcr in ml/min può essere calcolata dalla determinazione della creatinina sierica (mg/dl) utilizzando, per adulti e adolescenti di peso superiore o uguale a 50 kg, la seguente formula:

    CLcr (ml/min) = [140–età (anni)] x peso (kg) (x 0,85 nelle donne)
    72 x creatinina sierica (mg/dl)

    Inoltre, la CLcr viene aggiustata secondo l’area della superficie corporea (BSA) come segue:

    CLcr (ml/min/1,73 m²) = CLcr (ml/min) x 1,73
    BSA del soggetto (m²)

    Aggiustamento posologico per pazienti adulti e adolescenti di peso superiore a 50 kg con compromissione della funzionalità renale

    Gruppo Clearance della creatinina (ml/min/1,73m²) Dose e frequenza
    Normale > 80 500 – 1500 mg due volte al giorno
    Lieve 50–79 500 – 1000 mg due volte al giorno
    Moderata 30–49 250 – 750 mg due volte al giorno
    Severa <30 250 – 500 mg due volte al giorno
    Pazienti con malattia renale allo stadio finale sottoposti a dialisi (1) 500 – 1000 mg due volte al giorno (2)

    (1) Una dose di carico pari a 750 mg è raccomandata nel primo giorno di trattamento con levetiracetam.

    (2) Dopo la dialisi si raccomanda una dose supplementare compresa tra 250 e 500 mg.

    Per bambini con ridotta funzionalità renale, la dose di levetiracetam deve essere adattata sulla base della funzionalità renale, perché la clearance del levetiracetam è correlata alla funzionalità renale.

    Questa raccomandazione si basa su uno studio condotto su pazienti adulti con funzionalità renale compromessa.

    Nei giovani adolescenti, nei bambini e nei lattanti, la CLcr, in ml/min/1,73 m², può essere stimata dalla determinazione della creatinina sierica (in mg/dl) utilizzando la seguente formula (formula di Schwartz):

    CLcr (ml/min/1,73 m²) = Altezza (cm) x ks
    Creatinina sierica (mg/dl)

    ks= 0,45 nei bambini nati a termine, di età fino a 1 anno; ks= 0,55 nei bambini di età inferiore a 13 anni e nelle femmine adolescenti; ks= 0,7 nei maschi adolescenti.

    Aggiustamento posologico per lattanti, bambini e adolescenti di peso inferiore a 50 kg con funzionalità renale alterata:

    Gruppo Clearance della creatinina (ml/min/1,73 m²) Dose e frequenza (1)
      Lattanti da 1 mese a meno di 6 mesi Bambini da 6 a 23 mesi, bambini e adolescenti di peso inferiore ai 50 kg
    Normale > 80 7 – 21 mg/kg due volte al giorno 10 – 30 mg/kg due volte al giorno
    Lieve 50–79 7 – 14 mg/kg due volte al giorno 10 – 20 mg/kg due volte al giorno
    Moderata 30–49 3,5 – 10,5 mg/kg due volte al giorno 5 – 15 mg/kg due volte al giorno
    Severa < 30 3,5 – 7 mg/kg due volte al giorno 5 – 10 mg due volte al giorno
    Pazienti con malattia renale allo stadio finale sottoposti a dialisi – – 7 – 14 mg/kg una volta al giorno (2) (4) 10 – 20 mg/kg una volta al giorno (3) (5)

    (1) Utilizzare ITALEPT soluzione orale per dosi inferiori a 250 mg e per i pazienti incapaci di deglutire le compresse.

    (2) Si raccomanda una dose di carico di 10,5 mg/kg il primo giorno di trattamento con levetiracetam.

    (3) Si raccomanda una dose di carico di 15 mg/kg il primo giorno di trattamento con levetiracetam.

    (4) Dopo la dialisi, si raccomanda una dose supplementare di 3,5 – 7 mg/kg.

    (5) Dopo la dialisi, si raccomanda una dose supplementare di 5 – 10 mg/kg.

    Compromissione epatica

    Non è necessario alcun adeguamento posologico nei pazienti con compromissione epatica di grado lieve o moderato. In pazienti con compromissione epatica severa, la clearance della creatinina può far sottostimare il grado di insufficienza renale. Pertanto, quando la clearance della creatinina è < 60 ml/min/1,73 m², si raccomanda una riduzione del 50% della dose di mantenimento giornaliera.

    Popolazione pediatrica

    Il medico deve prescrivere la forma farmaceutica, la presentazione e il dosaggio più appropriati in base all’età, al peso e alla dose.

    La formulazione in compresse non è adatta all’uso nella prima infanzia e nei bambini di età inferiore a 6 anni. ITALEPT soluzione orale è la formulazione più indicata per questa popolazione di pazienti.

    Inoltre, i dosaggi disponibili per le compresse non sono indicati per il trattamento iniziale dei bambini di peso inferiore a 25 kg, dei pazienti incapaci di deglutire le compresse o per la somministrazione di dosi inferiori a 250 mg. In tutti questi casi deve essere utilizzato ITALEPT soluzione orale.

    Monoterapia

    Non sono state ancora stabilite la sicurezza e l’efficacia di ITALEPT somministrato in monoterapia nei bambini e negli adolescenti di età inferiore a 16 anni.

    Non vi sono dati disponibili.

    Terapia aggiuntiva per bambini piccoli da 6 a 23 mesi di età, bambini (da 2 a 11 anni) e adolescenti (da 12 a 17 anni) di peso inferiore a 50 kg

    ITALEPT soluzione orale è la formulazione più indicata nella prima infanzia e nei bambini di età inferiore a 6 anni.

    La dose terapeutica iniziale è di 10 mg/kg due volte al giorno.

    Sulla base della risposta clinica e della tollerabilità, la dose può essere aumentata fino a 30 mg/kg due volte al giorno. Gli aggiustamenti posologici non devono superare aumenti o diminuzioni di 10 mg/kg due volte al giorno ogni due settimane. Deve essere usata la dose efficace più bassa.

    La dose in bambini di 50 kg o più è uguale a quella degli adulti.

    Dose raccomandata nella prima infanzia a partire da 6 mesi di età, nei bambini e negli adolescenti:

    Peso Dose iniziale: 10 mg/kg due volte al giorno Dose massima: 30 mg/kg due volte al giorno
    6 kg (1) 60 mg due volte al giorno 180 mg due volte al giorno
    10 kg(1) 100 mg due volte al giorno 300 mg due volte al giorno
    15 kg (1) 150 mg due volte al giorno 450 mg due volte al giorno
    20 kg (1) 200 mg due volte al giorno 600 mg due volte al giorno
    25 kg 250 mg due volte al giorno 750 mg due volte al giorno
    Da 50 kg (2) 500 mg due volte al giorno 1.500 mg due volte al giorno

    (1) I bambini dal peso di 25 kg o inferiore devono preferibilmente iniziare il trattamento con ITALEPT 100 mg/ml soluzione orale.

    (2) La dose in bambini e adolescenti dal peso di 50 kg o superiore è uguale a quella degli adulti.

    Terapia aggiuntiva per lattanti da 1 mese a meno di 6 mesi di età

    La soluzione orale è la formulazione da utilizzare nei lattanti.

    Modo di somministrazione

    Le compresse rivestite con film devono essere somministrate per via orale, deglutite con una sufficiente quantità di liquido e possono essere assunte con o senza cibo. La dose giornaliera va ripartita in due somministrazioni uguali.

    Controindicazioni
  • ipersensibilità al principio attivo
  • derivati pirrolidonici
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    Interazioni
  • antiepilettici
  • fenitoina
  • carbamazepina
  • acido valproico
  • fenobarbital
  • lamotrigina
  • primidone
  • altri medicinali
  • probenecid
  • agente
  • sulfamidici
  • metotrexato
  • contraccettivi orali
  • etinilestradiolo
  • digossina
  • warfarin
  • antiacidi
  • lassativo
  • dopo
  • alcool
  • dati sulle interazioni
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    Avvertenze

    Interruzione

    In accordo con la pratica clinica corrente, se si deve interrompere il trattamento con ITALEPT si raccomanda una sospensione graduale (ad es. negli adulti e negli adolescenti di peso superiore a 50 kg: diminuzione di 500 mg due volte al giorno ad intervalli di tempo compresi tra due e quattro settimane; nella prima infanzia dopo i 6 mesi, nei bambini e negli adolescenti di peso inferiore a 50 kg: la diminuzione della dose non deve superare i 10 mg/kg due volte al giorno ogni due settimane; nei lattanti (di età inferiore a 6 mesi): la diminuzione della dose non deve superare i 7 mg/kg due volte al giorno ogni due settimane).

    Insufficienza renale

    La somministrazione di ITALEPT in pazienti con compromissione renale può richiedere un aggiustamento posologico. In pazienti con funzionalità epatica gravemente compromessa si raccomanda di valutare la funzionalità renale prima di stabilire la posologia (vedere paragrafo 4.2).

    Suicidio

    Casi di suicidio, tentato suicidio, idea e comportamento suicida sono stati riportati in pazienti trattati con antiepilettici (incluso levetiracetam). Una meta–analisi di studi randomizzati e controllati con placebo, condotti con medicinali antiepilettici, ha mostrato un lieve incremento del rischio di idea e comportamento suicida. Il meccanismo di tale rischio non è noto.

    Di conseguenza, i pazienti devono essere monitorati per quanto riguarda la comparsa di segni di depressione e/o idea e comportamento suicida, e deve essere preso in considerazione un trattamento appropriato. I pazienti (e coloro che se ne prendono cura) devono essere avvisati che, nel caso in cui compaiano segni di depressione e/o idea o comportamento suicida, è necessario consultare un medico.

    Popolazione pediatrica

    La formulazione in compresse non è adatta all’uso nella prima infanzia e nei bambini di età inferiore a 6 anni.

    Dai dati disponibili nei bambini non si evince un’influenza sull’accrescimento e sulla pubertà.

    Tuttavia, non sono noti gli effetti a lungo termine sull’apprendimento, l’intelligenza, l’accrescimento, la funzione endocrina, la pubertà e sul potenziale riproduttivo nei bambini.

    La sicurezza e l’efficacia di levetiracetam non sono state valutate accuratamente nei bambini di età inferiore ad 1 anno con epilessia. Negli studi clinici, sono stati esposti al medicinale solo 35 bambini di età inferiore ad 1 anno con crisi parziali, di cui solo 13 erano di età inferiore a 6 mesi.

    Gravidanza

    Gravidanza

    Dati post–marketing di diversi registri prospettici di gravidanza hanno documentato i risultati della esposizione a levetiracetam in monoterapia in più di 1000 donne durante il primo trimestre di gravidanza. Nel complesso, questi dati non suggeriscono un sostanziale aumento del rischio di malformazioni congenite maggiori, sebbene un rischio teratogeno non possa essere completamente escluso. La terapia con più farmaci antiepilettici è associata ad un più alto rischio di malformazioni congenite rispetto alla monoterapia e pertanto la monoterapia deve essere presa in considerazione.

    Gli studi sugli animali hanno mostrato una tossicità riproduttiva (vedere paragrafo 5.3). ITALEPT non è raccomandato durante la gravidanza e nelle donne in età fertile che non utilizzano metodi contraccettivi, a meno che non sia clinicamente necessario. Come per altri antiepilettici, le alterazioni fisiologiche durante la gravidanza possono influenzare le concentrazioni di levetiracetam. Durante la gravidanza, è stata osservata una riduzione delle concentrazioni plasmatiche di levetiracetam.

    Questa riduzione è più pronunciata durante il terzo trimestre (fino al 60% della concentrazione basale prima della gravidanza). Le donne in gravidanza trattate con levetiracetam devono essere accuratamente seguite dal punto di vista clinico. L’interruzione dei trattamenti antiepilettici può comportare una esacerbazione della malattia che può essere nociva per la madre e per il feto.

    Allattamento

    Levetiracetam è escreto nel latte materno. Pertanto, l’allattamento non è raccomandato. Tuttavia, se il trattamento con levetiracetam è necessario durante l’allattamento, deve essere valutato il rapporto rischio/beneficio del trattamento, tenendo in considerazione l’importanza dell’allattamento.

    Fertilità

    Non è stato rilevato alcun impatto sulla fertilità negli studi sugli animali (vedere paragrafo 5.3). Non sono disponibili dati clinici; il rischio potenziale nell’uomo è sconosciuto.

    Effetti Collaterali

    Riassunto del profilo di sicurezza

    Il profilo degli eventi avversi di seguito presentato si basa sull’analisi degli studi clinici controllati verso placebo aggregati, relativi a tutte le indicazioni studiate, per un totale di 3.416 pazienti trattati con levetiracetam. Questi dati sono integrati con l’uso di levetiracetam in corrispondenti studi di estensione in aperto, così come dall’esperienza post–marketing.

    Le reazioni avverse più frequentemente riportate sono state rinofaringite, sonnolenza, cefalea, affaticamento e capogiro. Il profilo di sicurezza del levetiracetam è generalmente simile nell’ambito dei diversi gruppi di età (pazienti adulti e pediatrici) e delle indicazioni approvate nel trattamento dell’epilessia.

    Elenco tabulare delle reazioni avverse

    Le reazioni avverse segnalate nel corso di studi clinici (adulti, adolescenti, bambini e lattanti di età superiore ad 1 mese) e nell’esperienza post–marketing sono elencate nella tabella seguente secondo la classificazione per sistemi e organi e per frequenza. La frequenza è così definita: molto comune (≥1/10), comune (≥1/100, <1/10), non comune (≥1/1000, <1/100), raro (≥1/10.000, <1/1000) e molto raro (<1/10.000).

    Classificazione per sistemi e organi (MedDRA) Categoria di frequenza
    Molto comune Comune Non comune Raro
    Infezioni ed infestazioni Rinofaringite     Infezione
    Patologie del sistema emolinfopoietico     Trombocitopenia, leucopenia Pancitopenia, neutropenia, agranulocitosi
    Disturbi del sistema immunitario       Reazione a farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS)
    Disturbi del metabolismo e della nutrizione   Anoressia Perdita di peso, aumento di peso Iponatriemia
    Disturbi psichiatrici   Depressione, ostilità/aggressività, ansia, insonnia, nervosismo/irritabilità Tentato suicidio, idea suicida, disturbo psicotico, comportamento anormale, allucinazioni, collera, stato confusionale, attacco di panico, labilità affettiva/sbalzi d’umore, agitazione Suicidio riuscito, disturbo della personalità, pensiero anormale
    Patologie del sistema nervoso Sonnolenza, cefalea Convulsione, disturbo dell’equilibrio, capogiro, letargia, tremore Amnesia, compromissione della memoria, coordinazione anormale/atassia, parestesia, alterazione dell’attenzione Coreoatetosi, discinesia, ipercinesia
    Patologie dell’occhio     Diplopia, visione offuscata  
    Patologie dell’orecchio e del labirinto   Vertigine    
    Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche   Tosse    
    Patologie gastrointestinali   Dolore addominale, diarrea, dispepsia, vomito, nausea   Pancreatite
    Patologie epatobiliari     Test della funzionalità epatica anormali Insufficienza epatica, epatite
    Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo   Rash Alopecia, eczema, prurito Necrolisi epidermica tossica, sindrome di Stevens– Johnson, eritema multiforme
    Patologie del sistema musculoscheletrico e del tessuto connettivo     Debolezza muscolare, mialgia  
    Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione   Astenia/affatica mento    
    Traumatismo, avvelenamento e complicazioni da procedura     Traumatismo  

    Descrizione di determinate reazioni avverse

    Il rischio di anoressia è più elevato quando assieme al levetiracetam viene somministrato il topiramato. In numerosi casi di alopecia, è stata osservata guarigione dopo la sospensione del trattamento con levetiracetam.

    In alcuni dei casi di pancitopenia è stata identificata soppressione del midollo osseo.

    Popolazione pediatrica

    In pazienti di età compresa tra 1 mese e meno di 4 anni, un totale di 190 pazienti è stato trattato con levetiracetam in studi controllati con placebo ed in studi di estensione in aperto. Sessanta (60) di questi pazienti sono stati trattati con levetiracetam in studi controllati con placebo. In pazienti di età compresa tra 4 e 16 anni, un totale di 645 pazienti è stato trattato con levetiracetam in studi controllati con placebo ed in studi di estensione in aperto. 233 di questi pazienti sono stati trattati con levetiracetam in studi controllati con placebo. In entrambi questi intervalli di età pediatrica, questi dati sono integrati con l’esperienza post marketing relativa all’uso di levetiracetam.

    Il profilo di eventi avversi del levetiracetam è generalmente simile nell’ambito dei diversi gruppi di età e delle indicazioni approvate nel trattamento dell’epilessia. Negli studi clinici controllati con placebo, i risultati sulla sicurezza nei pazienti pediatrici sono stati coerenti con il profilo di sicurezza di levetiracetam negli adulti, ad eccezione delle reazioni avverse comportamentali e psichiatriche che sono state più comuni nei bambini rispetto che negli adulti. Nei bambini e negli adolescenti di età compresa tra 4 e 16 anni, sono stati riportati più frequentemente che in altri gruppi di età o nel profilo di sicurezza complessivo vomito (molto comune, 11,2%), agitazione (comune, 3,4%), sbalzi d’umore (comune, 2,1%), labilità affettiva (comune, 1,7%), aggressività (comune, 8,2%), comportamento anormale (comune, 5,6%) e letargia (comune, 3,9%). In infanti e bambini di età compresa tra 1 mese e meno di 4 anni, sono state riportate più frequentemente che in altri gruppi di età o nel profilo di sicurezza complessivo irritabilità (molto comune, 11,7%) e coordinazione anormale (comune, 3,3%).

    Uno studio di sicurezza sui pazienti pediatrici, condotto secondo un disegno di non inferiorità, in doppio cieco e controllato con placebo, ha valutato gli effetti cognitivi e neuro–psicologici di levetiracetam in bambini da 4 a 16 anni di età con crisi convulsive a esordio parziale. Il levetiracetam si è dimostrato non differente (non inferiore) rispetto al placebo per quanto riguarda la modifica rispetto al basale nel punteggio ottenuto ai test "Attenzione e Memoria" della scala di Leiter–R (Memory Screen Composite score) nella popolazione per protocol. I risultati correlati alle funzioni comportamentali ed emozionali hanno indicato un peggioramento, nei pazienti trattati con levetiracetam, del comportamento aggressivo misurato in maniera standardizzata e sistematica, con l’utilizzo di uno strumento validato (CBCL – Achenbach Child Behavior Checklist).

    Tuttavia, i soggetti che hanno assunto levetiracetam nello studio in aperto di follow–up a lungo termine non hanno manifestato, in media, un peggioramento delle loro funzioni comportamentali ed emozionali; in particolare, le valutazioni dell’aggressività nei comportamenti non sono peggiorate rispetto al basale.

    Segnalazione delle reazioni avverse sospette

    La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione dell’ Agenzia Italiana del Farmaco, Sito web: www.agenziafarmaco.gov.it/it/responsabili.

    Eccipienti

    Nucleo della compressa:

    amido di mais,

    povidone K 30,

    talco,

    biossido di silicio colloidale,

    magnesio stearato (E572).

    Compresse rivestite con film da 500 mg

    Film di rivestimento:

    polivinil alcol, parz. Idrolizzato,

    titanio diossido(E171),

    macrogol 3350,

    talco,

    ferro ossido giallo (E172).

    Compresse rivestite con film da 1000 mg

    Film di rivestimento:

    polivinil alcol, parz. Idrolizzato,

    titanio diossido,

    macrogol 3350,

    talco.

    Conservazione

    Compresse rivestite con film da 500 mg

    Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione.

    Compresse rivestite con film da 1000 mg

    Non conservare a temperatura superiore a 30° C.