Gentamicina betam ran (Ranbaxy italia spa)

Crema dermatologica cr 30g

da9.50 €
Principio attivo:Gentamicina solfato/betametasone valerato
Gruppo terapeutico:Corticosteroidi, associazioni con antibiotici
Tipo di farmaco:Farmaco generico
Rimborsabilità:C
Ricetta:Rr - ripetibile 10v in 6mesi
GlucosioNon presente
GlutineNon presente
LattosioNon presente



FOGLIETTO ILLUSTRATIVO
Indicazioni terapeutiche
  • dermatosi
  • allergiche
  • infezione
  • eczema
  • prurito
  • dermatite da contatto
  • dermatite seborroica
  • neurodermatite
  • intertrigine
  • eritema solare
  • dermatite esfoliativa
  • dermatite da stasi
  • psoriasi
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    Posologia

    Schema posologico generale

    Applicare una piccola quantità di crema sulla zona interessata 2–3 volte al giorno.

    Le lesioni psoriasiche refrattarie e le dermatosi profonde secondariamente infette possono rispondere meglio alla terapia con corticosteroidi e antibiotici locali quando questi vengono usati con la tecnica del bendaggio occlusivo, di seguito descritta.

    Tecnica del bendaggio occlusivo :

    1) applicare uno spesso strato di crema sull’intera superficie della lesione sotto una leggera garza e coprire con materiale plastico trasparente, impermeabile e flessibile, oltre i bordi della zona trattata;

    2) sigillare i bordi sulla pelle sana con un cerotto o altri mezzi;

    3) lasciare la medicazione "in situ" per 1–3 giorni e ripetere il procedimento 3–4 volte secondo necessità.

    Con questo metodo si osserva spesso un notevole miglioramento in pochi giorni. Raramente si sviluppano delle eruzioni miliari di follicolite sulla pelle sotto la medicazione che rendono necessaria la rimozione della copertura di plastica.

    Controindicazioni
  • herpes simplex
  • malattie virali con localizzazione cutanea
  • ipersensibilità ai principi attivi
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    Interazioni
  • gentamicina
  • farmaci potenzialmente ototossici
  • nefrotossici
  • diuretici
  • acido etacrinico
  • furosemide
  • cisplatino
  • ciclosporina
  • cefalosporine
  • aminoglicosidi
  • indometacina
  • anticoagulanti orali
  • bifosfonati
  • neostigmina
  • piridostigmina
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    Avvertenze

    Nel caso di irritazione o sensibilizzazione correlate all’impiego del prodotto, in particolare per uso prolungato, il trattamento deve essere sospeso ed istituita una adeguata terapia. Ognuno degli effetti indesiderati descritti per i corticosteroidi sistemici, tra cui l’iposurrenalismo, può verificarsi anche con i corticosteroidi topici, soprattutto in pazienti pediatrici.

    L’assorbimento sistemico dei corticosteroidi topici aumenta con il trattamento di ampie superfici cutanee o con l’impiego della medicazione occlusiva. In tali casi, o quando si preveda un trattamento prolungato, sono richieste le precauzioni opportune particolarmente nei pazienti pediatrici.

    Come con tutti gli antibiotici, il trattamento con gentamicina può causare la proliferazione di organismi non sensibili inclusi i miceti. In questo caso, o qualora si sviluppino irritazione, sensibilizzazione o superinfezione, il trattamento con gentamicina deve essere sospeso e va instaurata una terapia specifica.

    È stata dimostrata ipersensibilità crociata tra aminiglicosidi.

    Uso in pediatria: i pazienti pediatrici possono dimostrarsi più sensibili degli adulti alla depressione dell’asse ipotalamo–ipofisi–surrene indotta dai cortisonici topici ed agli effetti dei corticosteroidi esogeni, dato il maggiore assorbimento dovuto all’elevato rapporto tra superficie cutanea e peso corporeo.

    In bambini trattati con corticosteroidi topici sono stati descritti depressione dell’asse ipotalamo–ipofisi–surrene, sindrome di Cushing, ritardo della crescita staturale e ponderale ed ipertensione endocranica. Nei bambini, le manifestazioni di iposurrenalismo includono bassi livelli di cortisolemia e mancata risposta alla stimolazione con ACTH. Le manifestazioni di ipertensione endocranica includono tensione delle fontanelle, cefalea e papilledema bilaterale.

    Per evitare eventi avversi, si raccomanda un continuo monitoraggio (prima, durante e dopo) della funzione renale (creatinina sierica, clearance della creatinina), il controllo della funzione vestibolare e cocleare, come dei valori epatici e generali.

    È stata riportata ototossicità a seguito dell’uso di gentamicina. I gruppi particolarmente a rischio sono i pazienti con compromissione della funzione renale, i neonati e probabilmente gli anziani. Di conseguenza, in questi pazienti devono essere controllate le funzioni renale, uditiva e vestibolare e determinati i livelli sierici così da evitare picchi di concentrazione superiori a 10mg/l e depressioni superiori a 2mg/l quando la gentamicina è somministrata due volte al giorno e una volta al giorno alla dose di 1 mg/l. Poiché ci sono poche evidenze che sia il rischio di ototossicità che di nefrotossicità sia correlato al livello di esposizione totale, la durata della terapia deve essere la più breve possibile compatibile con la guarigione clinica.

    In alcuni pazienti con compromissione della funzione renale vi è stato un aumento transitorio dell’azoto ureico nel sangue che di solito è ritornato alla normalità durante o a seguito della sospensione della terapia. È importante aggiustare la frequenza della dose secondo il grado della funzione renale.

    La gentamicina deve essere usata in gravidanza solo se considerata essenziale dal medico (vedere paragrafo 4.6 "Gravidanza e allattamento").

    La gentamicina deve essere utilizzata con attenzione in condizioni caratterizzate da debolezza muscolare.

    In caso di obesità significativa devono essere attentamente controllate le concentrazioni sieriche di gentamicina e deve essere presa in considerazione una riduzione del dosaggio.

    Il medicinale contiene clorocresolo che può provocare reazioni allergiche.

    Il medicinale contiene, inoltre, alcool cetosterarilico che può provocare reazioni cutanee locali (es. dermatite da contatto).

    Il prodotto non può essere impiegato per uso oftalmico.

    Gravidanza

    La sicurezza dei corticosteroidi topici non è stata stabilita in donne in gestazione; pertanto, in corso di gravidanza l’uso dei farmaci appartenenti a questa classe deve essere limitato ai casi in cui il beneficio atteso giustifichi il rischio potenziale per il feto. Nelle pazienti in gravidanza tali farmaci non vanno impiegati in modo intensivo, a dosi elevate o per lunghi periodi di tempo.

    Non essendo noto se la somministrazione topica dei corticosteroidi possa determinare un assorbimento sistemico sufficiente a produrre concentrazioni dosabili nel latte materno, è necessario decidere se interrompere l’allattamento o se sospendere la terapia, tenendo conto dell’importanza del farmaco per la madre.

    Non ci sono casi accertati di danni intrauterini causati da gentamicina. Tuttavia, come con la maggior parte dei farmaci che attraversano la placenta, l’uso in gravidanza deve essere preso in considerazione solo in situazioni di pericolo di vita in cui i benefici attesi superano i possibili rischi. In assenza di infiammazione gastrointestinale, è improbabile che la quantità di gentamicina presente nel latte dia luogo a livelli ematici significativi nei neonati che vengono allattati

    Effetti Collaterali

    Patologie del sistema emolinfopoietico

    Anemia, dicrasia sanguigna, occasionalmente porpora.

    Disturbi del sistema immunitario

    Ipersensibilità.

    Disturbi psichiatrici e patologie del sistema nervoso

    In associazione alla terapia con gentamicina sono stati riferiti in casi molto rari neurotossicità centrale, compresi encefalopatia, confusione, convulsioni, letargia, depressione mentale e allucinazioni.

    Patologie dell’orecchio e del labirinto

    Danno vestibolare e perdita dell’udito, in particolare dopo esposizione a farmaci ototossici o in presenza di disfunzione renale.

    Patologie gastrointestinali

    Sono stati anche riferiti nausea, vomito, stomatite e colite associata ad antibiotici.

    Patologie epatobiliari

    Occasionalmente possono verificarsi effetti sulla funzione epatica.

    Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

    Il trattamento con gentamicina può produrre irritazione temporanea (eruzione cutanea, eritema o prurito) che solitamente non richiede sospensione della terapia. Sono stati descritti i seguenti effetti indesiderati, correlati all’uso di corticosteroidi topici: bruciori, esantema della cute, follicolite, ipertricosi, eruzioni acneiformi, ipopigmentazione, dermatite periorale, dermatite da contatto allergica.

    In questi soggetti il patch test condotto successivamente non ha dimostrato fenomeni di irritazione e sensibilizzazione.

    Patologie renali e urinarie

    Nefrotossicità (di solito reversibile) e occasionalmente renale acuta.

    Esami diagnostici

    È stata riferita raramente ipomagnesiemia durante la terapia prolungata.

    Ricorrendo all’uso della medicazione occlusiva, possono verificarsi con maggiore frequenza effetti indesiderati quali macerazione cutanea, infezione secondaria, atrofia cutanea, strie e miliaria.

    Segnalazione delle reazioni avverse sospette

    La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo: www.agenziafarmaco.gov.it/it/responsabili.

    Eccipienti

    Clorocresolo, macrogol cetosteariletere, alcool cetostearilico, vaselina bianca, paraffina liquida, sodio fosfato diidrato, sodio fosfato dodecaidrato, acqua depurata.

    Conservazione

    Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione.