Omeprazolo ze (Zentiva italia srl)

Capsule rigide gastrores 14cps 20mg

da5.63 €
Principio attivo:Omeprazolo
Gruppo terapeutico:Antiulcera peptica e malattia da reflusso gastroesof. (gord)
Tipo di farmaco:Farmaco generico
Rimborsabilità:A
Ricetta:Rr - ripetibile 10v in 6mesi
GlucosioNon presente
GlutinePresente
LattosioNon presente



FOGLIETTO ILLUSTRATIVO
Indicazioni terapeutiche
  • ulcera duodenale
  • ulcera gastrica
  • infezione
  • ulcera peptica
  • ulcere gastriche e duodenali
  • esofagite da reflusso
  • reflusso gastroesofageo sintomatica
  • pirosi gastrica
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    Posologia

    Posologia in pazienti adulti

    Trattamento delle ulcere duodenali

    La dose raccomandata nei pazienti con un’ulcera duodenale in corso è 20 mg una volta al giorno. Nella maggior parte dei pazienti la guarigione avviene entro 2 settimane. Per alcuni pazienti che non sono completamente guariti, dopo il trattamento iniziale, di solito la guarigione avviene durante le ulteriori 2 settimane di trattamento. Nei pazienti con ulcera duodenale che rispondono poco al trattamento è raccomandata la dose giornaliera di 40 mg e la guarigione si ottiene di solito entro 4 settimane di trattamento.

    Prevenzione delle recidive delle ulcere duodenali

    Per la prevenzione delle recidive di ulcera duodenale in pazienti negativi all’H. pylori o quando l’eradicazione dell’H.pylori non è possibile, la dose raccomadata è 20 mg una volta al giorno. In alcuni pazienti la dose giornaliera di 10 mg potrebbe essere sufficiente. In caso di fallimento della terapia, la dose può essere aumentata a 40 mg.

    Trattamento delle ulcere gastriche

    La dose raccomandata è 20 mg una volta al giorno. Nella maggior parte dei pazienti si ottiene la guarigione entro 4 settimane. Per quei pazienti che non sono completamente guariti dopo il trattamento iniziale, la guarigione si ha solitamente entro ulteriori 4 settimane di trattamento. Per i pazienti con ulcera gastrica che rispondono poco al trattamento è raccomandata una dose di 40 mg una volta la giorno e la guarigione si ottiene solitamente entro 8 settimane.

    Prevenzione delle recidive delle ulcere gastriche

    Per la prevenzione delle recidive di ulcera gastrica nei pazienti che rispondono poco al trattamento la dose raccomandata è 20 mg una volta al giorno. Se necessario la dose può essere aumentata a 40 mg una volta al giorno.

    Eradicazione dell’H. pylori nei pazienti con ulcera peptica

    Per l’eradicazione dell’H. pylorila scelta dell’antibiotico deve tener conto della tolleranza individuale del paziente al farmaco, e deve essere fatta in accordo agli schemi terapeutici nazionali, regionali e locali e alle linee guida vigenti.

    •  Omeprazolo 20 mg + amoxicillina 1000 mg + claritromicina 500 mg, ciascun medicinale due volte al giorno per una settimana, o

    •  Omeprazolo 20 mg + claritromicina 250 mg (in alternativa 500 mg)+ metronidazolo 400 mg (o 500 mg o tinidazolo 500 mg), ciascun medicinale per due volte al giorno per una settimana, o

    •  Omeprazolo 40 mg una volta al giorno associato ad amoxicillina 500 mg e metronidazolo 400 mg (o 500 mg o tinidazolo 500 mg), entrambi tre volte al giorno per una settimana.

    Con ciascun regime la teraipa può essere ripetute se il paziente risulta ancora positivo all’H.pylori.

    Trattamento delle ulcere gastriche e duodenali associate alla terapia con FANS

    Per il trattamento delle ulcere gastriche e duodenali associate alla terapia con FANS la dose raccomandata è 20 mg una volta la giorno. Nella maggior parte dei pazienti si ha la guarigione entro 4 settimane di trattamento. Per quei pazienti che non sono completamente guariti dopo il trattamento iniziale la guarigione di solito avviene nelle ulteriori 4 settimane di trattamento.

    Prevenzione delle ulcere gastriche e duodenali associate alla terapia con FANS nei pazienti a rischio.

    Per la prevenzione delle ulcere gastriche e duodenali associate alla terapia con FANS nei pazienti a rischio (età > di 60 anni e con una anamnesi di ulcere gastriche e duodenali e di sanguinamenti del tratto gastrointestinale superiore) la dose raccomandata è 20 mg una volta al giorno.

    Trattamento dell’esofagite da reflusso

    La dose raccomandata è 20 mg una volta al giorno. Nella maggior parte dei pazienti si ha la guarigione entro 4 settimane di trattamento. Per quei pazienti che non guariscono completamente dopo il trattamento iniziale, la guarigione avviene di solito durante le ulteriori 4 settimane di trattamento.

    Nei pazienti con grave esofagite è raccomandata una dose giornaliera di 40 mg e di solito si ottiene la guarigione entro 8 settimane di trattamento.

    Gestione a lungo termine dei pazienti con esofagite dal reflusso guarita

    Per la gestione a lungo termine dei pazienti con esofagite dal reflusso guarita la dose raccomandata è 10 mg una volta al giorno. Se necessario, la dose può essere aumentata a 20-40 mg una volta al giorno.

    Trattamento della malattia da reflusso gastroesofageo sintomatica

    La dose raccomandata è 20 mg una volta al giorno. I pazienti possono rispondere adeguatamente alla dose giornaliera di 10 mg, e pertanto, può essere considerato un aggiustamento individuale della dose.

    Se non è stato raggiunto il controllo dei sintomi entro 4 settimane di trattamento con 20 mg giornalieri, si raccomanda un ulteriore accertamento clinico.

    Trattamento della Sindrome di Zolliger-Ellison

    Nei pazienti con la sindrome di Zolliger-Ellison la dose deve essere aggiustata individualmente e il trattamento deve continuare in base all’evidenza clinica. La dose iniziale raccomandata è 60 mg una volta al giorno.

    Tutti i pazienti con patologia grave e inadeguata risposta ad altre terapie sono stati efficacemente controllati e più del 90% dei pazienti hanno assunto dosi giornaliere comprese tra 20 mg e 120 mg. Quando la dose giornaliera supera 80 mg, la dose deve essere frazionata in 2 somministrazioni al giorno.

    Posologia nei bambini

    Bambini di età superiore ad un anno e un peso corporeo ≥ 10 Kg

    Trattamento dell’esofagite da reflusso

    Trattamento sintomatico della pirosi gastrica e rigurgido acido nella malattia da reflusso gastroesofageo

    Le posologie raccomandate sono le seguenti:

    Età Peso Posologia
    ≥ 1 anno di età 10 -20 Kg 10 mg una volta al giorno.La dose può essere aumentata fino a 20 mg una volta al giorno, se necessario
    ≥ 2 anni di età > di 20 Kg 20 mg una volta al giorno. La dose può essere aumentato fino a 40 mg una volta al giorno, se necessario

    Esofagite da reflusso: la durata del trattamento è di 4 -8 settimane

    Trattamento sintomatico della pirosi gastrica e rigurgito acido nella malattia da reflusso gastroesofageo

    La durata del trattamento è 2-4 settimane. Se non viene raggiunto il controllo della sintomatologia dopo 2-4 settimane, si raccomanda un ulteriore accertamento clinico.

    Bambini di età superiore ai 4 anni di età e adolescenti

    Trattamento dell’ulcera duodenale causata da H. pylori

    Quando si seleziona la terapia combinata appropriata, si devono prendere in considerazione le linee guida nazionali, regionali e locali relative alla resistenza batterica, la durata del trattamento (comunemente di 7 giorni ma qualche volta fino a 14 giorni) e l’uso di appropriati agenti antibiotici.

    Il trattamento deve essere controllato da un medico specialista.

    Le posologie raccomandate sono le seguenti:

    Peso Posologia
    15-30 kg Combinazione con due antibiotici: omeprazolo 10 mg, amoxicillina 25 mg/Kg di peso corporeo e claritromicina 7,5 mg/Kg di peso corporeo, somministrati insieme due volte al giorno per una settimana
    31-40 Kg Combinazione con due antibiotici: omeprazolo 20 mg, amoxicillina 750 mg e claritromicina 7,5 mg/kg di peso corporeo, somministrati insieme due volte al giorno per una settimana
    > 40 kg Combinazione con due antibiotici: omeprazolo 20 mg, amoxicillina 1 g e claritromicina 500 mg, somministrati insieme due volte al giorno per una settimana

    Popolazioni speciali

    Compromissione della funzionalità renale

    Non è necessario alcun adattamento posologico nei pazienti con compromissione della funzionalità renale(vedere paragrafo 5.2).

    Compromissione della funzionalità epatica

    In pazienti con funzionalità epatica compromessa può essere sufficiente una dose di 10-20 mg giornaliera (vedere paragrafo 5.2).

    Anziani (> di 65 anni di età)

    Non è necessario un aggiustamento della dose nei pazienti anziani (vedere paragrafo 5.2).

    Modo di somministrazione

    Si raccomanda di prendere le capsule di omeprazolo al mattino preferibilmente senza cibo, e di deglutirle intere con mezzo bicchiere di acqua. Le capsule non devono essere masticate o frantumate.

    Pazienti con difficoltà a deglutire e bambini che possono bere o deglutire cibo semi solido

    I pazienti possono aprire le capsule ed deglutire il contenuto con mezzo bicchiere di acqua o dopo aver miscelato il contenuto con un liquido leggermente acido come ad esempio un succo di frutta o purea di mela o in acqua non frizzante.

    I pazienti devono essere avvisati del fatto che devono assumere immediatamente la miscela (o entro 30 minuti) e che questa deve essere sempre mescolata appena prima di assumerla con mezzo bicchiere d’acqua.

    In alternativa i pazienti possono succhiare il contenuto delle capsule e deglutire i pellets con mezzo bicchiere di acqua. I pellets hanno un rivestimento gastroprotettivo e quindi non devono essere masticati.

    Controindicazioni
  • ipersensibilità all’omeprazolo
  • benzimidazoli sostituiti
  • nelfinavir
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    Interazioni
  • omeprazolo
  • nelfinavir
  • interazione
  • ritonavir
  • digossina
  • clopidogrel
  • evidenziato
  • ketoconazolo
  • itraconazolo
  • warfarin
  • vitamina
  • diazepam
  • fenitoina
  • saquinavir
  • tacrolimus
  • claritromicina
  • voriconazolo
  • conosciute
  • rifampicina
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    Avvertenze

    In presenza di sintomi sospetti (ad esempio perdita di peso significativa e non voluta di peso, vomito ricorrente, disfagia, ematemesi o melena) e quando l’ulcera gastrica è sospetta o presente, deve essere esclusa la presenza di una neoplasia prima di istituire il trattamento dal momento che la terapia può alleviare i sintomi e ritardare di conseguenza la diagnosi.

    La co-somministrazione di atazanavir con inibitori di pompa protonica non è raccomadata (vedere paragrafo 4.5). Se la combinazione di atazanavir con un inibitore di pompa protonica è inevitabile, è raccomandato uno stretto monitoraggio clinico (ad esempio controllo della carica virale) in associazione all’aumento della dose di atazanavir a 400 mg con 100 mg di ritonavir; il dosaggio di 20 mg di omeprazolo non deve essere superato.

    L’omeprazolo, come tutti i medicinali inibitori della secrezione acida, possono ridurre l’assorbimento della vitamina B12 (cianocobalamina) dovuto all’ipo o acloridia. Questa possibilità deve essere considerata in pazienti con carenza di riserve epatiche o che sono a rischio di un assorbimento ridotto di vitamina B12 durante terapie a lungo termine.

    L’omeprazolo è un inibitore del CYP2C19. Quando si inizia o si conclude un trattamento con omeprazolo, deve essere considerata la potenziale interazione con farmaci metabolizzati attraverso il CYP2C19. È stata osservata interazione tra clopidogrel e omeprazolo (vedere paragrafo 4.5). L’importanza clinica di questa interazione non è chiara. Come precauzione l’uso concomitante di omeprazolo e clopidogrel deve essere evitata.

    Alcuni bambini con malattie croniche possono richiedere un trattamento a lungo termine sebbene non sia raccomandato.

    Il trattamento con inibitori di pompa protonica può indurre un leggero aumento del rischio di infezioni gastrointestinali come Salmonella e Campylobacter (vedere paragrafo 5.1).

    Come in tutti i trattamenti a lungo termine, specialmente quando il periodo di trattamento eccede 1 anno, i pazienti devono essere monitorati regolarmente.

    Gli inibitori di pompa protonica, specialmente se utilizzati a dosaggi elevati e per periodi prolungati (> 1 anno), possono causare un lieve aumento di rischio di fratture dell’anca, del polso e della colonna vertebrale, soprattutto in pazienti anziani o in presenza di altri fattori di rischio conosciuti. Studi osservazionali suggeriscono che gli inibitori di pompa protonica poossono aumentare Il rischio complessivo di frattura dal 10% al 40%. Tale aumento può essere in parte dovuto ad altri fattori di rischio. I pazienti a rischio di osteoporosi devono ricevere le cure in base alle attuali linee guida di pratica clinica e devono assumere un’adeguata quantità di vitamina D e calcio.

    Ipomagnesiemia

    È stato osservato che gli inibitori di pompa protonica come omeprazolo, in pazienti trattati per almeno tre mesi e in molti casi per un anno, possono causare grave ipomagnesiemia.

    Gravi sintomi di ipomagnesiemia includono affaticamento, tetania, vaneggiamento, convulsioni, capogiro e aritmia ventricolare. Essi, inizialmente, si possono manifestare in modo insidioso ed essere trascurati.

    L’ipomagnesiemia, nella maggiore parte dei pazienti, migliora dopo l’assunzione di magnesio e la sospensione dell’inibitore di pompa protonica.

    Gli operatori sanitari devono considerare l’eventuale misurazione dei livelli di magnesio all’inizio e periodicamente nei pazienti in trattamento con PPI per un periodo prolungato o in terapia con digossina o medicinali che possono causare ipomagnesiemia (ad esempio diuretici).

    Questo medicinale contiene zucchero (saccarosio). Quindi pazienti con rari problemi ereditari di intolleranza al fruttosio, malassorbimento di glucosio-galattosio o deficit di saccarasi-isomaltasi non devono prendere questo medicinale.

    Gravidanza

    I risultati di 3 studi epidemiologici prospettici (più di 1000 bambini esposti) indicano che non ci sono effetti avversi dell’omeprazolo sulla gravidanza o sulla salute del feto/neonato. L’omeprazolo può essere usato in gravidanza.

    L’omeprazolo è escreto nel latte materno ma è improbabile che influenzi il bambino se usato alle dosi terapeutiche.

    Effetti Collaterali

    Gli effetti indesiderati più comuni (1 - 10%) sono mal di testa, dolore addominale, costipazione, diarrea, flatulenza e nausea/vomito.

    Le seguenti reazioni avverse da farmaco sono state identificate o sospettate nel programma di studi clinici condotti con omeprazolo e nell’esperienza post marketing. Non sono stati trovati effetti dose-correlati. Le reazioni avverse elencate di seguito sono state classificate in accordo al System Organ Class (SOC).

    Le categorie di frequenza sono definite in accordo alla seguente convenzione:

    Molto comune (>1/10), comune (>1/100, <1/10), Non comune (>1/1000, <1/100), raro (>1/10.000, <1/1000), molto raro (<1/10.000), frequenza non nota (non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

    SOC/frequenza Reazioni avverse
    Patologie del sistema emolinfopoietico
    Raro Leucopenia, trombocitopenia
    Molto raro Agranulocitosi, pancitopenia
    Patologie del sistema immunitario
    Raro Reazioni di ipersensibilità come febbre, angioedema, reazioni anafilattiche/shock
    Disturbi del metabolismo e della nutrizione
    Raro Iponatremia
    Non nota Ipomagnesemia (vedere paragrafo 4.4)
    Disturbi psichiatrici
    Non comune Insonnia
    Raro Agitazione, confusione, depressione
    Molto raro Aggressione, allucinazioni
    Patologie del sistema nervoso
    Comune Cefalea
    Non comune Capogiri, parestesia, sonnolenza
    Raro Disturbi del gusto
    Patologie dell’occhio
    Raro Visione offuscata
    Patologie dell’orecchio e del labirinto
    Non comune Vertigine
    Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche
    Raro Broncospasmo
    Patologie gastrointestinali
    Comune Dolore addominale, costipazione, diarrea, flatulenza, nausea/vomito
    Raro Secchezza delle fauci, stomatite, candidiasi gastrointestinale
    Patologie epatobiliari
    Non comune Aumento degli enzimi epatici
    Raro Epatiti con o senza ittero
    Molto raro Insufficienza epatica, encefalopatia in pazienti con una preesistente malattia del fegato
    Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
    Non comune Dermatite, prurito, rash, orticaria
    Raro Alopecia, fotosensibilità
    Molto raro Eritema multiforme, sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi epidermica tossica (NET)
    Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo
    Non comune Frattura dell’anca, del polso o della colonna vertebrale (vedere paragrafo 4.4)
    Raro Artralgia, mialgia
    Molto raro Debolezza muscolare
    Patologie renali e urinarie
    Raro Nefrite interstiziale
    Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella
    Molto raro Ginecomastia
    Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione
    Non comune Malessere, edema periferico
    Raro Aumento della sudorazione

    Popolazione pediatrica

    La sicurezza di omeprazolo è stata valutata in un totale di 310 pazienti di età tra 0 e 16 anni affetti da malattie correlate all’acidità. Ci sono dati limitati sulla sicurezza a lungo termine in 46 bambini che hanno ricevuto una terapia di mantenimento fino a 749 giorni durante uno studio clinico per una grave erosione da esofagite. Il profilo degli eventi avversi era generalmente lo stesso rilevato negli adulti trattati per breve o lungo periodo. Non sono disponibili dati a lungo termine sugli effetti di omeprazolo sulla pubertà e sulla crescita.

    Eccipienti

    Contenuto della capsula: ipromellosa, talco, titanio diossido, sodio fosfato dibasico diidrato, acido metacrilico-etile acrilato copolimero 1:1 (Ph. Eur.) (contiene sodio laurilsolfato e polisorbato 80), trietile citrato, amido di mais, saccarosio.

    Involucro della capsula: gelatina (contiene sodio laurilsolfato), titanio diossido, inchiostro della capsula [gomma lacca, ferro ossido nero (E 172)].

    Conservazione

    Blister (Al/Al): conservare a temperatura non superiore ai 30°C.

    Flacone: non richiede nessuna particolare condizione di conservazione. Mantenere la confezione ben chiusa, protetta dall’umidità.