Fluoxetina accord (Accord healthcare italia srl)

Capsule rigide 28cps 20mg

da6.10 €
Principio attivo:Fluoxetina cloridrato
Gruppo terapeutico:Antidepressivi
Tipo di farmaco:Farmaco generico
Rimborsabilità:A
Ricetta:Rr - ripetibile 10v in 6mesi
GlucosioNon presente
GlutineNon presente
LattosioNon presente



FOGLIETTO ILLUSTRATIVO
Indicazioni terapeutiche
  • depressione maggiore
  • disturbo ossessivo–compulsivo
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    Posologia

    Da somministrare per via orale.

    Episodi di depressione maggiore.

    Adulti ed anziani: la dose raccomandata è di 20 mg al giorno. Se necessario, si deve rivedere e correggere il dosaggio entro 3–4 settimane dall’inizio della terapia e, successivamente, nel caso fosse appropriato dal punto di vista clinico. Sebbene ai dosaggi più alti vi possa essere un maggior rischio di effetti indesiderati, in alcuni pazienti, con insufficiente risposta terapeutica a 20 mg, la dose può essere gradualmente aumentata fino ad un massimo di 60 mg (vedere paragrafo 5.1). Gli aggiustamenti del dosaggio devono essere effettuati su base individuale e usando una particolare cautela, per mantenere il paziente alla più bassa dose efficace.

    I pazienti con depressione devono essere trattati per un periodo di tempo sufficiente di almeno 6 mesi per essere sicuri che siano privi di sintomatologia.

    Disturbo ossessivo–compulsivo

    Adulti ed anziani: la dose raccomandata è di 20 mg al giorno. Sebbene ai dosaggi più alti vi possa essere un maggior rischio di effetti indesiderati, in alcuni pazienti si può aumentare gradualmente la dose fino ad un massimo di 60 mg, nel caso in cui dopo due settimane la risposta terapeutica alla dose di 20 mg rimanga insufficiente.

    Se entro 10 settimane non si osserva alcun miglioramento, si deve riconsiderare il trattamento con fluoxetina. Se è stata ottenuta una buona risposta terapeutica, il trattamento può essere continuato ad un dosaggio adattato su base individuale. Anche se non vi sono studi sistematici che consentano di stabilire per quanto tempo continuare il trattamento con fluoxetina, il disturbo ossessivo–compulsivo è una condizione cronica ed è ragionevole considerare un prolungamento della terapia oltre le 10 settimane nei pazienti che rispondono al trattamento. Gli aggiustamenti del dosaggio devono essere effettuati su base individuale e usando una particolare cautela, per mantenere il paziente alla più bassa dose efficace. La necessità di un trattamento deve essere rivalutata periodicamente. Nei pazienti che hanno risposto bene alla farmacoterapia, alcuni clinici ritengono utile una psicoterapia comportamentale in concomitanza.

    Nel disturbo ossessivo compulsivo non è stata dimostrata una efficacia nel lungo termine (oltre le 24 settimane).

    Bulimia nervosa: adulti ed anziani: si raccomanda una dose di 60 mg al giorno. Nella bulimia nervosa non è stata dimostrata una efficacia nel lungo termine (oltre i 3 mesi).

    Tutte le indicazioni: adulti: la dose raccomandata può essere aumentata o diminuita. Non sono state sistematicamente valutate dosi superiori a 80 mg al giorno.

    La fluoxetina può essere somministrata in dose singola o frazionata, durante o lontano dai pasti.

    Quando la somministrazione viene sospesa, le sostanze farmacologicamente attive persisteranno nell’organismo per settimane. Ciò deve essere tenuto presente quando si inizia o si interrompe il trattamento.

    Bambini ed adolescenti di 8 anni di età ed oltre (episodio di depressione maggiore di grado da moderato a grave)

    Il trattamento deve essere iniziato e monitorato sotto la supervisione dello specialista. La dose iniziale è di 10 mg al giorno. Aggiustamenti della dose devono essere effettuati con attenzione, su base individuale, per mantenere il paziente alla dose minima efficace.

    Dopo una o due settimane, si può aumentare la dose a 20 mg al giorno. L’esperienza clinica con dosi giornaliere superiori a 20 mg è minima. Esistono solo dati limitati sul trattamento oltre le 9 settimane.

    Bambini di peso corporeo inferiore: a causa dei più alti livelli plasmatici che si raggiungono nei bambini di peso corporeo inferiore, l’effetto terapeutico può essere raggiunto con dosaggi più bassi (vedere paragrafo 5.2).

    Nei pazienti pediatrici che rispondono al trattamento, si deve rivalutare la necessità di continuare il trattamento dopo 6 mesi. Se entro 9 settimane non si raggiunge alcun beneficio clinico, si deve riconsiderare il trattamento.

    Anziani: quando si aumenta la dose, si raccomanda di usare cautela, ed in genere la dose giornaliera non deve superare i 40 mg. La dose massima raccomandata è di 60 mg al giorno.

    Una dose più bassa o somministrazioni meno frequenti (per es. 20 mg ogni due giorni) devono essere prese in considerazione nei pazienti con insufficienza epatica (vedere paragrafo 5.2) o nei pazienti in cui vi è la possibilità di interazioni con la fluoxetina (vedere paragrafo 4.5).

    Sintomi da sospensione osservati all’interruzione del trattamento con Fluoxetina Accord capsule: l’interruzione brusca deve essere evitata. Quando si interrompe il trattamento con Fluoxetina Accord capsule, si deve ridurre la dose gradualmente in un periodo di almeno 1–2 settimane, allo scopo di ridurre il rischio di comparsa di reazioni da sospensione (vedere paragrafi 4.4 e 4.8). Se a seguito della riduzione della dose o dell’interruzione del trattamento si presentano sintomi intollerabili, si può considerare la possibilità di riprendere il trattamento con la dose precedentemente prescritta. Successivamente, il medico può continuare a ridurre la dose, ma in maniera più graduale.

    Controindicazioni
  • inibitore delle monoaminossidasi
  • dopo
  • neurolettici
  • coma
  • moclobemide
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    Interazioni
  • interazione
  • fluoxetina
  • tramadolo
  • triptani
  • litio
  • antidepressivi triciclici
  • carbamazepina
  • tamoxifene
  • anticoagulanti orali
  • warfarina
  • stati segnalati
  • alcool
  • alcol
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    Avvertenze

    Assunzione da parte di bambini ed adolescenti di età inferiore ai 18 anni: comportamenti correlati al suicidio (tentativo di suicidio ed ideazione suicidaria) ed ostilità (essenzialmente aggressività, comportamento di opposizione e collera) sono stati osservati con maggiore frequenza negli studi clinici effettuati su bambini ed adolescenti trattati con antidepressivi rispetto a quelli trattati con placebo. Fluoxetina Accord capsule deve essere utilizzato nei bambini e negli adolescenti di età compresa tra gli 8 ed i 18 anni solo per il trattamento degli episodi di depressione maggiore di grado da moderato a grave e non deve essere usato in altre indicazioni. Qualora, in base ad esigenze mediche, dovesse essere presa la decisione di effettuare il trattamento, il paziente deve essere sorvegliato attentamente per quanto concerne la comparsa di sintomi suicidari. Per di più, nei bambini e negli adolescenti sono disponibili solo dati limitati per quanto concerne gli effetti a lungo termine sulla sicurezza, inclusi gli effetti sulla crescita, sulla maturazione sessuale e sullo sviluppo cognitivo, emotivo e comportamentale (vedere paragrafo 5.3).

    In uno studio clinico della durata di 19 settimane, nei bambini e negli adolescenti trattati con fluoxetina è stata osservata una riduzione dell’altezza e dell’accrescimento ponderale (vedere paragrafo 4.8). Non è stato stabilito se vi sia un effetto sul conseguimento dell’altezza normale dell’adulto e non può essere esclusa la possibilità di un ritardo nella pubertà (vedere paragrafi 5.3 e 4.8). La crescita e lo sviluppo puberale (altezza, peso e stadiazione secondo TANNER) devono pertanto essere monitorati durante e dopo il trattamento con fluoxetina. Se entrambi risultano rallentati, si deve richiedere una valutazione pediatrica.

    In studi clinici pediatrici, sono state riportate di frequente mania ed ipomania (vedere paragrafo 4.8). Pertanto, si consiglia di effettuare un monitoraggio regolare per rilevare l’eventuale comparsa di mania/ipomania. La somministrazione di fluoxetina deve essere sospesa in qualunque paziente che stia entrando in una fase maniacale.

    È importante che il medico prescrittore discuta attentamente i rischi ed i benefici del trattamento con il bambino o l’adolescente e/o con i suoi genitori.

    Eruzione cutanea e reazioni allergiche: sono state riportate eruzione cutanea, reazioni anafilattoidi e reazioni sistemiche progressive talvolta gravi (coinvolgenti la cute, i reni, il fegato o i polmoni). Alla comparsa di eruzione cutanea o di altri fenomeni di natura allergica per i quali non può essere identificata una diversa eziologia, si deve sospendere la somministrazione di fluoxetina.

    Convulsioni: le convulsioni costituiscono un rischio potenziale della terapia con medicinali antidepressivi. Pertanto, come per altri antidepressivi, nei pazienti con anamnesi di convulsioni si deve iniziare a somministrare fluoxetina con cautela. Il trattamento deve essere sospeso in qualunque paziente che manifesti convulsioni o in cui si osservi un aumento della frequenza delle convulsioni. La somministrazione di fluoxetina deve essere evitata nei pazienti con disturbi convulsivi instabili/epilessia, mentre i pazienti con epilessia controllata devono essere attentamente monitorati.

    Mania: gli antidepressivi devono essere usati con cautela in pazienti con anamnesi di mania/ipomania. Come con tutti i medicinali antidepressivi, il trattamento con fluoxetina deve essere sospeso in qualunque paziente che stia entrando in una fase maniacale.

    Funzionalità epatica e renale: la fluoxetina è ampiamente metabolizzata dal fegato ed eliminata dai reni. Nei pazienti con disfunzione epatica significativa si raccomanda una dose più bassa, per es. una somministrazione a giorni alterni. In seguito alla somministrazione di fluoxetina alla dose di 20 mg al giorno per 2 mesi, i pazienti con insufficienza renale grave (GFR <10 ml/min) con necessità di dialisi non hanno mostrato alcuna differenza nei livelli plasmatici di fluoxetina o norfluoxetina rispetto ai soggetti di controllo con funzionalità renale nella norma.

    Tamoxifene: La fluoxetina, un potente inibitore del CYP2D6, può provocare concentrazioni ridotte di endoxifene, uno dei metaboliti attivi più importanti del tamoxifene. Pertanto, la fluoxetina deve essere evitata, quando è possibile, durante la terapia con tamoxifene (vedere paragrafo 4.5).

    Cardiopatia: all’ECG di 312 pazienti trattati con fluoxetina in studi clinici in doppio cieco non è stata osservata nessuna delle alterazioni di conduzione che portano ad arresto cardiaco. Tuttavia, l’esperienza clinica nella cardiopatia acuta è limitata, per cui si raccomanda cautela.

    Perdita di peso: nei pazienti che assumono fluoxetina può verificarsi perdita di peso, ma questa è abitualmente proporzionale al peso corporeo iniziale.

    Diabete: nei pazienti con diabete il trattamento con un SSRI può alterare il controllo glicemico. Durante la terapia con fluoxetina si è manifestata ipoglicemia, mentre in seguito alla sospensione del medicinale si è sviluppata iperglicemia. Può essere necessario un aggiustamento del dosaggio dell’insulina e/o degli ipoglicemizzanti orali.

    Suicidio/pensieri suicidari o peggioramento clinico: la depressione si associa ad un maggior rischio di pensieri suicidi, autolesionismo e suicidio (eventi correlati al suicidio). Questo rischio persiste fino a che non si verifica una remissione significativa. Poiché il miglioramento può non verificarsi nel corso delle prime settimane o più di trattamento, i pazienti devono essere strettamente monitorati fino al raggiungimento di tale miglioramento. Secondo l’esperienza clinica generale il rischio di suicidio può aumentare nelle prime fasi del miglioramento.

    Anche altre patologie psichiatriche in cui viene prescritto Fluoxetina Accord capsule possono essere associate ad un maggior rischio di eventi correlati al suicidio. Per di più, queste condizioni possono essere in comorbilità con il disturbo depressivo maggiore. Durante il trattamento di pazienti affetti da altri disturbi psichiatrici si devono pertanto osservare le stesse precauzioni attuate durante il trattamento di pazienti con disturbo depressivo maggiore.

    Tra i pazienti con una storia di eventi correlati al suicidio, quelli che presentano un grado significativo di ideazione suicidaria prima dell’inizio del trattamento hanno un maggior rischio di pensieri suicidari e di tentativi di suicidio e devono ricevere un attento monitoraggio durante il trattamento. Una metanalisi di studi clinici controllati verso placebo sulla terapia con medicinali antidepressivi in pazienti adulti affetti da disturbi psichiatrici ha dimostrato un aumento del rischio di comportamento suicidario durante la terapia con antidepressivi rispetto al placebo nei soggetti di età inferiore a 25 anni.

    La terapia farmacologica deve essere accompagnata da una sorveglianza stretta dei pazienti, soprattutto di quelli a rischio elevato ed in particolar modo nelle prime fasi del trattamento ed in seguito alle variazioni di dose.

    I pazienti (e le persone che si occupano della loro assistenza) devono essere avvertiti della necessità di controllare l’eventuale comparsa di peggioramenti clinici, comportamento o pensieri suicidari, e variazioni insolite del comportamento, nonché di rivolgersi immediatamente ad un medico, qualora si manifestassero tali sintomi.

    Acatisia/irrequietezza psicomotoria: l’uso di fluoxetina è stato associato allo sviluppo di acatisia, caratterizzata da un’irrequietezza soggettivamente spiacevole o spossante e dal bisogno di muoversi, spesso accompagnato dall’incapacità di stare seduto o immobile. Questo è più probabile che si verifichi nelle prime settimane di trattamento. Nei pazienti che sviluppano questi sintomi, l’aumento della dose può essere dannoso.

    Sintomi da sospensione osservati all’interruzione del trattamento con SSRI: quando si interrompe il trattamento si manifestano di frequente sintomi da sospensione, specialmente se l’interruzione avviene in maniera brusca (vedere paragrafo 4.8). Negli studi clinici, gli eventi avversi osservati in seguito a interruzione brusca del trattamento si sono manifestati in circa il 60% dei pazienti in entrambi i gruppi (fluoxetina e placebo). Di questi eventi avversi, il 17% nel gruppo con fluoxetina ed il 12% nel gruppo con placebo sono stati di natura grave.

    Il rischio di sintomi da sospensione può dipendere da parecchi fattori, inclusi la durata e la dose della terapia e la velocità di riduzione della dose. Le reazioni più comunemente riportate sono capogiro, disturbi del sensorio (compresa la parestesia), disturbi del sonno (compresi insonnia e sogni vividi), astenia, agitazione o ansia, nausea e/o vomito, tremore e cefalea. Generalmente questi sintomi sono di grado da lieve a moderato, ma in alcuni pazienti possono essere di intensità grave. Abitualmente si manifestano entro i primi giorni dall’interruzione del trattamento. In genere questi sintomi sono autolimitanti ed abitualmente si risolvono entro 2 settimane, anche se in alcuni soggetti si possono protrarre più a lungo (2–3 mesi o più). Quando si interrompe il trattamento si consiglia pertanto di ridurre gradualmente il dosaggio di Fluoxetina Accord capsule in un periodo di almeno 1–2 settimane, secondo le necessità del paziente (vedere Sintomi da sospensione osservati all’interruzione del trattamento con Fluoxetina Accord capsule, paragrafo 4.2).

    Emorragia: in seguito all’uso di SSRI sono stati segnalati episodi emorragici cutanei quali ecchimosi e porpora. Durante il trattamento con fluoxetina l’ecchimosi è stata riportata come un evento non frequente. Altre manifestazioni emorragiche (per es. emorragie ginecologiche, sanguinamenti a carico del tratto gastrointestinale ed altri sanguinamenti a livello cutaneo o mucoso) sono stati riportati raramente. Nei pazienti che assumono SSRI si consiglia cautela, specialmente durante l’uso contemporaneo di anticoagulanti orali, medicinali noti per influenzare la funzione piastrinica (per es. gli antipsicotici atipici come la clozapina, le fenotiazine, la maggior parte degli antidepressivi triciclici, l’aspirina, i FANS) o altri medicinali che possono aumentare il rischio di sanguinamento, così come nel caso in cui i pazienti abbiano una storia di disturbi della coagulazione.

    Terapia elettroconvulsiva (ECT): nei pazienti trattati con fluoxetina che ricevono un trattamento con ECT sono stati segnalati casi rari di convulsioni prolungate e pertanto si consiglia cautela.

    Erba di S. Giovanni: in caso di uso concomitante di inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina e fitofarmaci contenenti erba di S. Giovanni (Hypericum perforatum), si può osservare un aumento degli effetti di tipo serotoninergico, come la sindrome serotoninergica.

    In rare occasioni lo sviluppo di una sindrome serotoninergica o di eventi simili alla sindrome maligna da neurolettici sono stati riportati in associazione al trattamento con fluoxetina, soprattutto se questa viene somministrata in associazione con altri medicinali serotoninergici (fra gli altri l’L–triptofano) e/o neurolettici. Poiché queste sindromi possono dare luogo a condizioni potenzialmente pericolose per la vita del paziente, se si verificano tali eventi (caratterizzati da raggruppamenti di sintomi quali ipertermia, rigidità, mioclono, instabilità del sistema nervoso autonomo con possibili fluttuazioni rapide dei segni vitali, modificazioni dello stato mentale che comprendono stato confusionale, irritabilità ed agitazione estrema fino al delirio ed al coma), si deve sospendere il trattamento con fluoxetina ed istituire un trattamento sintomatico di supporto.

    Midriasi: La midriasi è stata riferita in associazione con fluoxetina; perciò si deve fare attenzione quando fluoxetina è prescritta a pazienti con pressione intraoculare elevata o a quelli a rischio di glaucoma ad angolo chiuso acuto.

    Gravidanza

    Gravidanza:

    Alcuni studi epidemiologici suggeriscono un aumento del rischio di difetti cardiovascolari associati all’uso della fluoxetina durante il primo trimestre. Il meccanismo non è noto. L’insieme dei dati suggerisce che il rischio di avere un neonato con malformazioni cardiovascolari in seguito a esposizione materna alla fluoxetina è dell’ordine del 2/100 contro una frequenza attesa di 1/100 per queste malformazioni nella popolazione generale.

    Dati epidemiologici evidenziano che l’uso di SSRIs in gravidanza, soprattutto verso il termine della gravidanza, può aumentare il rischio di ipertensione polmonare persistente nel neonato (IPPN). Il rischio osservato è stato di circa 5 casi ogni 1000 gravidanze. Nella popolazione generale, si verificano 1–2 casi di IPPN su 1000 gravidanze.

    Sebbene la fluoxetina possa essere usata durante la gravidanza, occorre usare cautela, specialmente nelle ultime fasi di gravidanza o subito prima dell’inizio del travaglio di parto, poiché nei neonati sono stati riportati gli effetti seguenti: irritabilità, tremore, ipotensione, pianto persistente, difficoltà a succhiare o a dormire. Questi sintomi possono indicare sia effetti serotoninergici, sia una sindrome da sospensione. Il momento di insorgenza e la durata di questi sintomi possono essere correlati alla lunga emivita della fluoxetina (4–6 giorni) e del suo metabolita attivo, la norfluoxetina (4–16 giorni).

    Allattamento:

    È noto che la fluoxetina ed il suo metabolita attivo (norfluoxetina) vengono escreti nel latte materno umano. Nei neonati allattati al seno sono stati riportati eventi avversi. Se il trattamento con fluoxetina è ritenuto necessario, si deve prendere in considerazione la sospensione dell’allattamento al seno; tuttavia, se si prosegue l’allattamento al seno, si deve prescrivere la più bassa dose efficace di fluoxetina.

    Fertilità:

    I dati sugli animali hanno dimostrato che la fluoxetina può influire sulla qualità dello sperma (vedere paragrafo 5.3). Casi umani segnalati con alcuni inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI) hanno dimostrato che un effetto sulla qualità dello sperma è reversibile. L’impatto sulla fertilità umana non è stato ancora osservato.

    Effetti Collaterali

    Le reazioni avverse riferite più comunemente nei pazienti trattati con fluoxetina sono risultate cefalea, nausea, insonnia, affaticamento e diarrea. L’intensità e la frequenza degli effetti indesiderati possono diminuire con il trattamento continuato e non portano in genere all’interruzione della terapia.

    La tabella che segue presenta le reazioni avverse osservate negli studi clinici (n = 9.297) e fornite dalle segnalazioni spontanee. Alcune di queste reazioni avverse sono in comune con altri inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI).

    Stima della frequenza: Molto comune (≥1/10), comune (da ≥1/100 a <1/10), non comune (da ≥1/1.000 a <1/100), raro (da ≥1/10.000 a <1/1.000), molto raro (<1/10.000), non noto (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili). All’interno di ciascuna classe di frequenza, le reazioni avverse sono riportate in ordine decrescente di gravità.

    Molto comune Comune Non comune Raro Molto raro Frequenza non nota
    Patologie del sistema emolinfopoietico
            Trombocitopenia  
    Disturbi del sistema immunitario
          Reazione anafilattica    
    Malattia da siero
    Patologie endocrine
              Inappropriata secrezione di ormone antidiuretico
    Disturbi del metabolismo e della nutrizione
      Riduzione dell’appetito¹   Iponatremia    
    Disturbi psichiatrici
    Insonnia² Ansia Depersonalizzazione Ipomania   Pensieri e comporamento suicidari 14
    Nervosismo Elevazione dell’umore Mania Confusione
    Irrequietezza Umore euforico Allucinazioni Disfemia
    Tensione Pensiero anormale Agitazione
    Riduzione di libido Orgasmo anormale5 Attacchi di panico
    Disturbo del sonno Bruxismo
    Sogni anormali³
    Patologie del sistema nervoso
    Cefalea Alterazione dell’attenzione Iperattività psicomotoria Convulsione   Sindrome serotoninergica
    Vertigini Discinesia Acatisia Compromissione della memoria
    Disgeusia Atassia Sindrome bucco linguale
    Letargia Disturbo dell’equilibrio
    Sonnolenza6 Mioclono
    Tremore
    Patologie dell’occhio
      Vista annebbiata Midriasi      
    Patologie dell’orecchio e del labirinto
              Tinnito
    Patologie cardiache
      Palpitazioni        
    Patologie vascolari
      Rossore7 Ipotensione Vasculite    
    Vasodilatazione
    Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche
      Sbadigli Dispnea Faringite   Eventi polmonari (processi infiammatori di varia istopatologia e/o fibrosi)
    Epistassi
    Patologie gastrointestinali
    Diarrea Nausea Vomito Disfagia Dolore esofageo   Emorragia gastrointestinale15
    Dispepsia
    Bocca secca
    Patologie epatobiliari
              Molto raro
    Epatite idiosincratica
    Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
      Rash8 Alopecia Angioedema   Eritema multiforme13
    Orticaria Aumento della tendenza alla formazione di lividi Ecchimosi
    Prurito   Reazione di fotosensibilità
    Iperidrosi Porpora
    Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo
      Artralgia Contrazione muscolare     Mialgia
    Patologie renali e urinarie
      Minzione frequente9 Disuria Ritenzione urinaria   Disturbo della minzione
    Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella
      Sanguinamento ginecologico11 Disfunzione sessuale Galattorrea   Priapismo
    Disfunzione erettile
    Disturbo dell’eiaculazione10
    Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione
    Affaticamento12 Sensazione di nervosismo Malessere     Emorragia mucosale
    Brividi di freddo Sensazione anomala
    Sensazione di freddo
    Sensazione di caldo
    Esami diagnostici
      Calo ponderale       Esami anormali della funzionalità epatica

    ¹ Comprende anoressia,

    ² Comprende risveglio al mattino presto, insonnia iniziale, insonnia intermedia

    ³ Comprende incubi

    4 Comprende perdita della libido

    5 Comprende anorgasmia

    6 Comprende ipersonnia, sedazione

    7 Comprende vampate di calore

    8 Comprende eritema, eruzione cutanea esfoliativa, eruzione da calore, eruzione cutanea, esantema eritematoso, esantema follicolare, esantema generalizzato, esantema maculare, esantema maculopapulare, esantema morbilliforme, esantema papulare, esantema pruriginoso, esantema vescicolare, eruzione eritematosa ombelicale

    9 Comprende pollachiuria

    10 Comprende mancanza di eiaculazione, disfunzione dell’eiaculazione, eiaculazione prematura, eiaculazione ritardata, eiaculazione retrograda

    11 Comprende emorragia cervicale, disfunzione uterina, sanguinamento uterino, emorragia genitale, menometrorragia, menorragia, metrorragia, polimenorrea, emorragia postmenopausale, emorragia uterina, emorragia vaginale

    12 Comprende astenia

    13 Potrebbe progredire nella sindrome di Stevens–Johnson o necrolisi epidermica tossica (sindrome di Lyell)

    14 Questi sintomi possono essere dovuti alla patologia di base.

    15 Comprende più frequentemente sanguinamento gengivale, ematemesi, ematochezia, emorragia rettale, diarrea emorragica, melena ed emorragia da ulcera gastrica.

    Nel corso della terapia con fluoxetina o subito dopo l’interruzione del trattamento sono stati segnalati casi di ideazione suicidaria e comportamento suicidario (vedere paragrafo 4.4).

    Fratture ossee: Gli studi epidemiologici, condotti principalmente in pazienti di 50 anni di età e oltre, mostrano un aumento del rischio di fratture ossee nei pazienti trattati con gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI) e gli antidepressivi triciclici (TCA). Il meccanismo che porta a questo rischio non è noto.

    Sintomi di astinenza osservati all’interruzione dei trattamenti con fluoxetina: L’interruzione della terapia con fluoxetina provoca comunemente sintomi di astinenza. Le reazioni segnalate più comunemente sono: capogiri, disturbi sensori (compresa parestesia), disturbi del sonno (compresi insonnia e sogni vividi), astenia, agitazione o ansia, nausea e/o vomito, tremore e cefalea. Generalmente questi eventi sono di entità da lieve a moderata e auto–limitanti, tuttavia, in alcuni pazienti possono essere gravi e/o prolungati (vedere paragrafo 4.4). Si consiglia pertanto che, se non è più necessario il trattamento con fluoxetina, deve essere effettuata una graduale interruzione, tramite una riduzione della dose (vedere paragrafi 4.2 e 4.4).

    Bambini e adolescenti (vedere paragrafi 4.4 e 5.1):

    Ulteriori reazioni avverse sono state osservate specificatamente in questa popolazione e sono descritte sotto.

    Negli studi clinici pediatrici sono stati osservati più frequentemente comportamenti correlati al suicidio (tentativo di suicidio e pensieri suicidari) e ostilità tra i bambini e gli adolescenti trattati con antidepressivi, rispetto a quelli trattati con placebo. Sono state riferite reazioni maniacali, incluse mania ed ipomania (2,6% nei pazienti trattati con fluoxetina vs. 0% nei controlli trattati con placebo), che hanno portato all’interruzione del trattamento nella maggior parte dei casi. Questi pazienti non avevano avuto precedenti episodi di ipomania/mania.

    Nell’impiego clinico sono stati segnalati anche casi isolati di ritardo della crescita vedere anche paragrafo 5.1).

    In studi clinici pediatrici, il trattamento con fluoxetina è stato associato a epistassi, segnalata comunemente, e ad una riduzione dei livelli ematici di fosfatasi alcalina.

    Nell’impiego clinico in pediatria sono stati riferiti casi isolati di eventi avversi che potrebbero indicare un ritardo della maturazione sessuale o una disfunzione sessuale (vedere anche paragrafo 5.3).

    Eccipienti

    La capsula contiene anche:

    Amido (di mais) pregelatinizzato; silice colloidale anidra; magnesio stearato (E470b); talco purificato.

    Componenti dell’involucro della capsula:

    Giallo di chinolina (E104); eritrosina (E127); indigotina, carminio d’indaco (E132); titanio biossido (E171); gelatina.

    Componenti dell’inchiostro di stampa:

    Gomma lacca (E904); ossido di ferro nero (E172); glicole propilenico; idrossido di ammonio.

    Conservazione

    Non conservare a temperature superiori ai 30 °C.