Duloxetina tev (Teva italia srl)

Capsule rigide gastrores 7cps gastr30mg

Principio attivo:Duloxetina cloridrato
Gruppo terapeutico:Antidepressivi
Tipo di farmaco:Farmaco generico
Rimborsabilità:A
Ricetta:Rr - ripetibile 10v in 6mesi
GlucosioNon presente
GlutineNon presente
LattosioNon presente



FOGLIETTO ILLUSTRATIVO
Indicazioni terapeutiche
  • disturbo depressivo maggiore
  • ansia generalizzato
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    Posologia

    Posologia

    Disturbo depressivo maggiore

    La dose iniziale e di mantenimento raccomandata è di 60 mg/die assunta con o senza cibo. I dosaggi al di sopra dei 60 mg/die, fino a una dose massima di 120 mg/die, sono stati valutati dal punto di vista della sicurezza nell’ambito di studi clinici. Tuttavia, non vi è alcuna evidenza clinica che suggerisca che i pazienti che non rispondono alla dose iniziale raccomandata possano beneficiare di ulteriori innalzamenti della dose.

    La risposta terapeutica si osserva abitualmente dopo 2–4 settimane di trattamento.

    Dopo il consolidamento della risposta antidepressiva, si raccomanda di continuare il trattamento per diversi mesi, al fine di evitare ricadute. Nei pazienti con una storia di episodi ripetuti di depressione maggiore e che non rispondono alla duloxetina può essere preso in considerazione un ulteriore trattamento a lungo termine con una dose da 60 a 120 mg/die.

    Disturbo d’ansia generalizzato

    La dose iniziale consigliata nei pazienti con disturbo d’ansia generalizzato è di 30 mg una volta al giorno indipendendemente dall’assunzione di cibo. Nei pazienti che presentano una risposta insufficiente la dose va aumentata a 60 mg, che è la dose abituale di mantenimento nella maggior parte dei pazienti.

    Nei pazienti che presentano co–morbilità per il disturbo depressivo maggiore, la dose iniziale e di mantenimento è di 60 mg una volta al giorno (vedere anche le raccomandazioni sul dosaggio sopra riportate).

    Negli studi clinici,le dosi fino a 120 mg al giorno si sono rivelate efficaci e sono state valutate dal punto di vista della sicurezza. Pertanto, nei pazienti con risposta insufficiente ai 60 mg, può essere preso in considerazione un aumento fino a 90 o a 120 mg. L’aumento della dose deve essere effettuato sulla risposta clinica e la tollerabilità.

    Dopo il consolidamento della risposta, si raccomanda di continuare il trattamento per diversi mesi, al fine di evitare ricadute.

    Dolore neuropatico diabetico periferico

    La dose iniziale e di mantenimento raccomandata è di 60 mgal giorno indipendentemente dall’assunzione di cibo. I dosaggi al di sopra dei 60 mg al giorno, fino a una dose massima di 120 mg al giorno, somministrati in dosi frazionate in parti uguali, sono stati valutati in studi clinici dal punto di vista della sicurezza. La concentrazione plasmatica di duloxetina mostra un’ampia variabilità inter–individuale (vedere paragrafo 5.2). Pertanto, pazienti che non rispondono sufficientemente a 60 mg possono trarre beneficio con una dose più elevata.

    La risposta al trattamento deve essere valutata dopo 2 mesi. Dopo questo periodo di tempo, nei pazienti con risposta iniziale inadeguata è improbabile una risposta tardiva.

    Il beneficio terapeutico deve essere rivalutato regolarmente (almeno ogni tre mesi) (vedere paragrafo 5.1).

    Interruzione del trattamento

    Si deve evitare un’interruzione brusca del trattamento. Quando si interrompe il trattamento con Duloxetina Teva Italia la dose deve essere ridotta gradualmente nell’arco di almeno 1–2 settimane per ridurre il rischio di reazioni da astinenza (vedere paragrafi 4.4 e 4.8). Se a seguito della riduzione della dose o al momento della interruzione del trattamento si dovessero manifestare, sintomi intollerabili, si può prendere in considerazione il ripristino della dose prescritta in precedenza. Successivamente, il medico può decidere di continuare a ridurre la dose in maniera più graduale.

    Popolazioni speciali

    Anziani

    Nei pazienti anziani non è raccomandato un aggiustamento del dosaggio esclusivamente in base all’età. Tuttavia, deve essere osservata cautela nel trattamento dei pazienti anziani, specialmente nel disturbo depressivo maggiore o nel disturbo d’ansia generalizzato con duloxetina 120 mg al giorno per il quale i dati sono limitati (vedere paragrafi 4.4 e 5.2).

    Compromissione epatica

    Duloxetina Teva Italia non deve essere utilizzato in pazienti con epatopatia con compromissione epatica (vedere paragrafi 4.3 e 5.2)

    Compromissione renale

    Nei pazienti con disfunzione renale lieve o moderata (clearance della creatinina da 30 a 80 ml/min) non è necessario alcun aggiustamento della dose. Duloxetina Teva Italia non deve essere utilizzato in pazienti con compromissione renale grave (clearance della creatinina <30 ml/min; vedere paragrafo 4.3).

    Popolazione pediatrica

    Duloxetina non deve essere impiegata nei bambini e negli adolescenti di età inferiore ai 18 anni per il trattamento del disturbo depressivo maggiore a causa di problemi di sicurezza ed efficacia (vedere paragrafi 4.4, 4.8 e 5.1).

    La sicurezza e l’efficacia di duloxetina per il trattamento del disturbo d’ansia generalizzato nei pazienti pediatrici di età compresa tra 7 e 17 anni non sono state stabilite. I dati attualmente disponibili sono descritti ai paragrafi 4.8, 5.1 e 5.2.

    La sicurezza e l’efficacia di duloxetina per il trattamento del dolore neuropatico diabetico periferico non sono state studiate. Non ci sono dati disponibili.

    Modo di somministrazione

    Per uso orale.

    Controindicazioni
  • ipersensibilità al principio attivo
  • ipertensione
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    Interazioni
  • antistaminici sedativi
  • stati effettuati studi specifici sull’interazione
  • desipramina
  • altri medicinali
  • descritti
  • tramadolo
  • anticoagulanti orali
  • metoprololo
  • warfarina
  • antidepressivi triciclici
  • triptani
  • alcool
  • magnesio
  • inibitori della monoamino ossidasi
  • propafenone
  • interazione
  • benzodiazepine
  • antiacidi
  • amitriptilina
  • alluminio
  • imipramina
  • dopo
  • agenti
  • antipsicotici
  • fenobarbitale
  • teofillina
  • fluvoxamina
  • antibiotico
  • evidenziato
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    Avvertenze

    Mania e convulsioni

    Duloxetina Teva Italia deve essere usato con cautela nei pazienti con una storia di mania o una diagnosi di disturbo bipolare e/o convulsioni.

    Midriasi

    In associazione a duloxetina è stata riferita midriasi, perciò deve essere usata cautela quando Duloxetina Teva Italia viene prescritto a pazienti con aumentata pressione intraoculare, o a rischio di glaucoma acuto ad angolo chiuso.

    Pressione arteriosa e frequenza cardiaca

    In alcuni pazienti duloxetina è stata associata a un aumento della pressione arteriosa e a ipertensione clinicamente significativa. Questo può essere dovuto all’effetto di duloxetina sul sistema noradrenergico. Con duloxetina sono stati riportati casi di crisi ipertensive, soprattutto nei pazienti con ipertensione pre–esistente. Pertanto, nei pazienti con diagnosi di ipertensione e/o altra patologia cardiaca, si raccomanda un monitoraggio della pressione arteriosa, soprattutto durante il primo mese di trattamento. Duloxetina deve essere usata con cautela nei pazienti le cui condizioni cliniche possono risultare compromesse da un aumento della frequenza cardiaca o della pressione arteriosa. Deve inoltre essere usata cautela quando duloxetina viene somministrata in concomitanza a medicinali che possono alterarne il metabolismo (vedere paragrafo 4.5). In pazienti che durante la terapia con duloxetina presentano un aumento persistente della pressione arteriosa nel tempo, deve essere considerata una riduzione della dose o una graduale sospensione del trattamento (vedere paragrafo 4.8).

    Compromissione renale

    Nei pazienti con compromissione renale grave in emodialisi (clearance della creatinina < 30 ml/min) le concentrazioni plasmatiche di duloxetina risultano aumentate. Per pazienti con compromissione renale grave vedere paragrafo 4.3. Per informazioni relative a pazienti con disfunzione renale lieve o moderata, vedere paragrafo 4.2.

    Sindrome serotoninergica

    La sindrome serotoninergica, una condizione potenzialmente letale, può verificarsi durante il trattamento con duloxetina, in particolare con l’uso concomitante di altri medicinali serotoninergici (inclusi gli SSRI, gli antidepressivi triciclici SNRI o i triptani), con medicinali che compromettono il metabolismo della serotonina come gli IMAO, o con antipsicotici o altri antagonisti della dopamina che possono influenzare i sistemi neurotrasmettitoriali serotoninergici (vedere paragrafi 4.3 e 4.5).

    I sintomi della sindrome serotoninergica possono includere alterazioni dello stato mentale (ad es. agitazione, allucinazioni, coma), instabilità del sistema nervoso autonomo (ad es. tachicardia, pressione arteriosa alterata, ipertermia), anomalie neuromuscolari (ad es, iperriflessia, incoordinazione), e/o sintomi gastrointestinali (ad es. nausea, vomito, diarrea).

    Se un trattamento concomitante con duloxetina e altri medicinali serotoninergici che possono influenzare i sistemi neurotrasmettitoriali serotoninergici e/o dopaminergici è clinicamente giustificato, si consiglia un’attenta osservazione del paziente, in particolare all’inizio del trattamento e durante gli aumenti della dose.

    Erba di San Giovanni

    Le reazioni avverse possono essere più comuni durante l’uso concomitante di Duloxetina Teva Italia e preparati a base di piante medicinali contenenti erba di San Giovanni (Hypericum perforatum).

    Suicidio

    Disturbo depressivo maggiore e disturbo d’ansia generalizzato: La depressione è associata ad un aumentato rischio di pensieri suicidari, autolesionismo e suicidio (eventi correlati al suicidio). Questo rischio persiste fino a quando non si ottiene una remissione significativa. Poiché il miglioramento dei sintomi può non verificarsi durante le prime settimane o più di trattamento, in tale periodo i pazienti devono essere monitorati attentamente. Si osserva generalmente nell’esperienza clinica che il rischio di suicidio può aumentare nelle prime fasi della guarigione.

    Anche altre condizioni psichiatriche, per le quali viene prescritto Duloxetina Teva Italia, possono essere associate a un aumento del rischio di eventi correlati al suicidio. Inoltre, queste condizioni possono coesistere con il disturbo depressivo maggiore. Pertanto, quando si trattano i pazienti con altri disturbi psichiatrici, devono essere osservate le stesse precauzioni adottate per i pazienti con disturbo depressivo maggiore.

    Pazienti con anamnesi positiva per eventi correlati al suicidio o che manifestano un grado significativo di pensieri suicidari prima dell’inizio del trattamento, sono a rischio maggiore di pensieri o comportamenti suicidari e devono essere attentamente controllati durante il trattamento. Una metanalisi degli studi clinici controllati con placebo, condotti con medicinali antidepressivi nel trattamento di disturbi psichiatrici, ha mostrato un aumento del rischio di comportamento suicidario nei pazienti di età inferiore ai 25 anni trattati con antidepressivi rispetto al placebo.

    Durante la terapia con duloxetina o poco dopo l’interruzione del trattamento sono stati osservati casi di pensiero e comportamento suicidiario (vedere paragrafo 4.8)

    La terapia farmacologica con antidepressivi deve essere sempre associata ad una stretta sorveglianza dei pazienti, in particolare di quelli ad alto rischio, nelle fasi iniziali del trattamento e dopo cambiamenti di dose. I pazienti (o chi si prende cura di loro) devono essere avvertiti della necessità di monitorare e di riportare immediatamente al proprio medico curante qualsiasi peggioramento del quadro clinico, l’insorgenza di comportamento o pensieri suicidari o di cambiamenti comportamentali.

    Dolore neuropatico diabetico periferico: Durante la terapia con duloxetina o poco dopo l’interruzione del trattamento sono stati osservati casi isolati di ideazione e comportamenti suicidiari. Per quanto riguarda i fattori di rischio per il suicidio nella depressione, si rimanda a quanto indicato in precedenza. I medici devono incoraggiare i pazienti a riferire in qualsiasi momento qualsiasi pensiero o sensazione di angoscia.

    Emorragia

    Con gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI) e gli inibitori della ricaptazione della serotonina/noradrenalina (SNRI), duloxetina inclusa sono state riferite manifestazioni emorragiche come ecchimosi, porpora ed emorragia gastrointestinale. Si consiglia cautela nei pazienti che stanno assumendo anticoagulanti e/o farmaci noti per avere effetti sulla funzionalità piastrinica (ad es. farmaci anti–infiammatori non steroidei (FANS) o acido acetilsalicilico (ASA)), e nei pazienti con accertate tendenze al sanguinamento.

    Iponatremia

    Durante la somministrazione di duloxetina è stata riferita iponatremia, inclusi casi con sodiemia inferiore a 110 mml/l. L’iponatremia può essere dovuta a una sindrome da inappropriata secrezione dell’ormone antidiuretico (SIADH). La maggior parte dei casi di iponatremia sono stati riferiti negli anziani, in modo particolare quando collegati a una storia recente di, o a una condizione predisponente ad alterazioni dell’equilibrio elettrolitico. Si richiede cautela nei pazienti ad aumentato rischio di iponatremia, come pazienti anziani, cirrotici o disidratati o pazienti trattati con farmaci diuretici.

    Interruzione del trattamento

    I sintomi da astinenza quando si interrompe il trattamento sono comuni, soprattutto in caso di interruzione improvvisa (vedere paragrafo 4.8). Negli studi clinici, eventi avversi osservati alla sospensione brusca del trattamento si sono verificati in circa il 45% dei pazienti trattati con duloxetina e nel 23% dei pazienti trattati con placebo. Il rischio di sintomi da astinenza osservati con gli SSRI e gli SNRI può dipendere da molteplici fattori, inclusi la durata e la dose della terapia e la velocità di riduzione della dose. Le reazioni riferite più comunemente sono elencate al paragrafo 4.8. Generalmente, questi sintomi sono di intensità da lieve a moderata, tuttavia in alcuni pazienti possono essere di grave intensità. Si verificano abitualmente entro i primi giorni dall’interruzione del trattamento, ma sono stati segnalati rari casi di insorgenza di questi sintomi in pazienti che avevano involontariamente saltato una dose. I sintomi sono generalmente autolimitanti e si risolvono entro 2 settimane, sebbene in alcuni individui possano persistere più a lungo (2–3 mesi o più). Si consiglia pertanto di ridurre gradualmente la dose di duloxetina, quando si interrompe il trattamento, in un periodo non inferiore alle 2 settimane, secondo le esigenze del paziente (vedere paragrafo 4.2).

    Pazienti Anziani

    Ci sono dati limitati sull’uso di duloxetina 120 mg nei pazienti anziani con disturbo depressivo maggiore e con disturbo d’ansia generalizzato. Pertanto, si raccomanda cautela nel trattamento dei pazienti anziani con il massimo dosaggio (vedere paragrafi 4.2 e 5.2).

    Acatisia/irrequietezza psicomotoria

    L’uso di duloxetina è stato associato allo sviluppo di acatisia, caratterizzata da un’irrequietezza

    soggettivamente spiacevole o penosa e dal bisogno di muoversi spesso accompagnato da un’incapacità a

    stare seduto o immobile. Ciò è più probabile che accada entro le prime settimane di trattamento. In pazienti che sviluppino questi sintomi, l’aumento della dose può essere dannoso.

    Medicinali contenenti duloxetina

    Duloxetina viene usata con diversi nomi commerciali per differenti indicazioni (trattamento del dolore neuropatico diabetico, disturbo depressivo maggiore, disturbo d’ansia generalizzato e incontinenza urinaria da stress). L’uso concomitante di più di uno di questi prodotti deve essere evitato.

    Epatite/aumento degli enzimi epatici

    Con duloxetina (vedere paragrafo 4.8) sono stati riportati casi di danno epatico, inclusi marcati aumenti dei valori degli enzimi epatici (>10 volte il limite normale superiore), epatite e ittero. La maggior parte dei casi si è verificata durante i primi mesi di trattamento. Il tipo di danno epatico è stato essenzialmente epatocellulare. Duloxetina deve essere usata con cautela nei pazienti in trattamento con altri farmaci che possono provocare un danno epatico.

    Saccarosio

    Duloxetina Teva Italia contiene saccarosio. I pazienti con rari problemi ereditari di intolleranza al fruttosio, di malassorbimento di glucosio–galattosio o di insufficienza di saccarosio–isomaltasi non devono assumere questo medicinale.

    Uso nei bambini e negli adolescenti di età inferiore ai 18 anni

    Duloxetina Teva Italia non deve essere usato nel trattamento di bambini e adolescenti di età inferiore agli 18 anni. Comportamenti suicidari (tentativi di suicidio e pensieri suicidari) ed atteggiamento ostile (essenzialmente aggressività, comportamento di opposizione e ira) sono stati osservati con maggiore frequenza negli studi clinici effettuati su bambini e adolescenti trattati con antidepressivi rispetto a quelli trattati con placebo. Qualora, in base ad esigenze cliniche, si decida di effettuare comunque il trattamento, il paziente deve essere sorvegliato attentamente relativamente alla comparsa di sintomi suicidari (vedere paragrafo 5.1). Inoltre, nei bambini e negli adolescenti non sono disponibili dati di sicurezza a lungo termine relativi alla crescita, la maturità ed allo sviluppo cognitivo e comportamentale (vedere paragrafo 4.8).

    Gravidanza

    Fertilità

    Duloxetina non ha avuto effetti sulla fertilità maschile, e gli effetti nelle femmine sono stati evidenti solo a dosi che hanno causato una tossicità materna.

    Gravidanza

    Non vi sono dati sufficienti sull’uso di duloxetina nelle donne in gravidanza. Studi sugli animali hanno rivelato una tossicità riproduttiva a concentrazioni sistemiche (AUC) di duloxetina più basse rispetto all’esposizione clinica massima (vedere paragrafo 5.3).

    Il rischio potenziale per gli esseri umani non è noto.

    I dati epidemiologici hanno suggerito che l’uso di SSRI in gravidanza, specialmente nelle ultime fasi, può aumentare il rischio di ipertensione polmonare persistente nel neonato (PPHN). Sebbene nessuno studio abbia investigato l’associazione di PPHN al trattamento con SNRI, questo rischio potenziale non può essere escluso con duloxetina, considerando il meccanismo d’azione (inibizione della ricaptazione della serotonina).

    Come con altri farmaci serotoninergici, sintomi da sospensione possono verificarsi nel neonato dopo un uso materno di duloxetina in prossimità del parto. Sintomi da sospensione osservati con duloxetina possono includere ipotonia, tremore, nervosismo, difficoltà nell’allattamento, difficoltà respiratoria e convulsioni. La maggior parte dei casi si sono verificati sia alla nascita sia entro pochi giorni dalla nascita.

    Duloxetina Teva Italia deve essere utilizzato durante la gravidanza solo se il beneficio potenziale giustifica il potenziale rischio per il feto. Le donne devono essere informate di riferire al loro medico dell’inizio di una gravidanza o dell’intenzione di intraprendere una gravidanza durante la terapia.

    Allattamento

    Sulla base di uno studio effettuato su 6 donne in periodo di allattamento, che non allattavano al seno i loro bambini, è emerso che duloxetina viene scarsamente secreta nel latte materno. Calcolata in mg/kg, la dose infantile giornaliera stimata corrisponde circa allo 0,14% della dose materna (vedere paragrafo 5.2). Poiché la sicurezza di duloxetina nei neonati non è nota, si sconsiglia l’uso di Duloxetina Teva Italia durante l’allattamento al seno.

    Effetti Collaterali

    a. Riassunto del profilo di sicurezza

    Le reazioni avverse più comunemente riferite nei pazienti trattati con duloxetina sono state nausea, cefalea, secchezza della bocca, sonnolenza e capogiro. Tuttavia, la maggioranza delle reazioni avverse comuni si è presentata in forma da lieve a moderata, generalmente è iniziata precocemente durante la terapia e la maggior parte ha teso a ridursi con il proseguimento della terapia.

    b. Tabella riepilogativa delle reazioni avverse

    La Tabella 1 mostra le reazioni avverse osservate in segnalazioni spontanee e in studi clinici controllati con placebo (per un totale di 9.454 pazienti, di cui 5.703 con duloxetina e 3.751 con placebo) nella depressione, nel disturbo d’ansia generalizzato e nel dolore neuropatico diabetico.

    Tabella 1: Reazioni avverse

    La frequenza è definita come: molto comune (≥ 1/10); comune (≥ 1/100 e < 1/10); non comune (≥ 1/1000 e < 1/100); rara (≥ 1/10.000 e < 1/1000) e molto rara (< 1/10.000).

    All’interno di ciascuna classe di frequenza, gli effetti indesiderati sono riportati in ordine decrescente di gravità.

    Molto comune Comune Non comune Rara Molto rara
    Infezioni ed infestazioni
        Laringite    
    Disturbi del sistema immunitario
          Reazione anafilattica Disturbo di ipersensibilità  
    Patologie endocrine
          Ipotiroidismo  
    Disturbi del metabolismo e della nutrizione
      Diminuzione dell’appetito Iperglicemia (riferita specialmente nei pazienti diabetici) Disidratazione Iponatremia SIADH6  
    Disturbi psichiatrici
      Insonnia Agitazione Diminuzione della libido Ansia Orgasmo anormale Sogni anomali Ideazione suicidaria5,7 Disturbi del sonno Bruxismo Disorientamento Apatia Comportamento suicidario5,7 Mania Allucinazioni Comportamento aggressivo e ira4  
    Patologie del sistema nervoso
    Cefalea Sonnolenza Capogiro Letargia Tremore Parestesia Mioclono Acatisia7 Nervosismo Disturbo dell’attenzione Disgeusia Discinesia Sindrome delle gambe senza riposo Scarsa qualità del sonno Sindrome serotoninergica6 Convulsioni¹ Irrequietezza psicomotoria6 Sintomi extra–piramidali6  
    Patologie dell’occhio
      Visione offuscata Midriasi Compromissione visiva Glaucoma  
    Patologie dell’orecchio e del labirinto
      Tinnito¹ Vertigini Otalgia    
    Patologie cardiache
      Palpitazioni Tachicardia Aritmia sopraventricolare, principalmente fibrillazione atriale    
    Patologie vascolari
      Aumento della pressione arteriosa³ Vampate di calore Sincope² Ipertensione 3,7 Ipotensione ortostatica² Sensazione di freddo alle estremità Crisi ipertensive3,6  
    Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche
      Sbadigli Costrizione alla gola Epistassi    
    Patologie gastrointestinali
    Nausea Secchezza delle fauci Costipazione Diarrea Dolore addominale Vomito Dispepsia Flatulenza Emorragia gastrointestinale7 Gastroenterite Eruttazione Gastrite Disfagia Stomatite Ematochezia Alitosi  
    Patologie epatobiliari
        Epatite³ Enzimi epatici elevati (ALT, AST, fosfatasi alcalina) Danno epatico acuto Insufficienza epatica6 Ittero6  
    Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
      Aumento della sudorazione Eruzione cutanea Sudorazioni notturne Orticaria Dermatite da contatto Sudorazione fredda Reazioni di fotosensibilità Aumentata tendenza all’insorgenza di lividi Sindrome di Stevens–Johnson6 Edema angioneurotico6  
    Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo
      Dolore muscolo–scheletrico Spasmo muscolare Rigidità muscolare Contrazione muscolare Trisma  
    Patologie renali e urinarie
      Disuria Pollachiuria Ritenzione urinaria Difficoltà iniziale alla minzione Nicturia Poliuria Flusso urinario ridotto Odore alterato delle urine  
    Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella
      Disfunzione erettile Disturbi dell’eiaculazione Eiaculazione ritardata Emorragia a carico dell’apparato riproduttivo femminile Disturbi mestruali Disfunzioni sessuali Dolore testicolare Sintomi della menopausa Galattorea Iperprolattinemia  
    Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione
      Cadute8 Spossatezza Dolore toracico7 Sentirsi strano Sensazione di freddo Sete Brividi Malessere Sensazione di caldo Disturbi a carico della deambulazione    
    Esami diagnostici
      Diminuzione del peso corporeo Aumento del peso corporeo Aumento della creatina fosfochinasi ematica Aumento del potassio nel sangue Aumento del colesterolo nel sangue  

    ¹Casi di convulsione e casi di tinnito sono stati inoltre riportati dopo la sospensione del trattamento.

    ²Casi di ipotensione ortostatica e sincope sono stati riportati soprattutto all’inizio del trattamento.

    ³Vedere il paragrafo 4.4.

    4Casi di comportamento aggressivo e collera sono stati riportati specialmente nelle fasi precoci del trattamento o dopo la sua sospensione.

    5Casi di ideazione e comportamento suicidiari sono stati osservati durante la terapia con duloxetina o poco dopo l’interruzione del trattamento (vedere paragrafo 4.4)

    6Frequenza stimata delle reazioni avverse riportate durante il periodo di farmacovigilanza successivo alla commercializzazione; non osservate negli studi clinici controllati con placebo.

    7Differenza non statisticamente significativa dal placebo.

    8Le cadute sono state più comuni negli anziani (65 anni).

    c Descrizione di reazioni avverse selezionate

    L’interruzione del trattamento con duloxetina (in particolare se improvvisa) porta comunemente all’insorgenza di sintomi da astinenza. Le reazioni più comunemente riferite sono capogiro, disturbi sensoriali (incluse parestesie o sensazioni tipo scossa elettrica, particolarmente con localizzazione cranica), disturbi del sonno (inclusi insonnia e sogni vividi), affaticamento, sonnolenza, agitazione o ansia, nausea e/o vomito, tremore, cefalea, mialgia, irritabilità, diarrea, iperidrosi e vertigini.

    Generalmente tali sintomi, per gli SSRI e gli SNRI, sono di intensità da lieve a moderata ed auto–limitanti, sebbene in alcuni individui possono essere gravi e/o durare nel tempo. Pertanto, quando il trattamento con duloxetina non è più necessario, si consiglia di effettuare una sospensione graduale della terapia mediante una progressiva riduzione della dose (vedere paragrafi 4.2 e 4.4).

    In tre studi clinici di fase acuta della durata di 12 settimane con duloxetina, in pazienti con dolore neuropatico diabetico, è stato osservato un aumento della glicemia a digiuno di lieve entità ma statisticamente significativo nei pazienti trattati con duloxetina. Il valore dell’HbA1c è risultato stabile sia nei pazienti trattati con duloxetina sia nei pazienti trattati con placebo. Nella fase di estensione di questi studi, durata fino a 52 settimane, c’è stato un aumento del valore dell’HbA1c in entrambi i gruppi di pazienti trattati con duloxetina e con trattamento di routine, ma l’aumento medio è stato maggiore dello 0,3% nel gruppo trattato con duloxetina. C’è stato anche un lieve incremento della glicemia a digiuno e del colesterolo totale nei pazienti trattati con duloxetina mentre i test di laboratorio hanno mostrato una lieve diminuzione nel gruppo sottoposto a trattamento di routine.

    Nei pazienti trattati con duloxetina, l’intervallo QT corretto per la frequenza cardiaca non è risultato diverso da quello osservato nei pazienti trattati con placebo. Nei pazienti trattati con duloxetina e in quelli trattati con placebo non sono state osservate differenze clinicamente significative per le misurazioni di QT, PR, QRS o QTcB tra i pazienti.

    d. Popolazione pediatrica

    In studi clinici, 509 pazienti pediatrici di età compresa tra 7 e 17 anni con disturbo depressivo maggiore e 241 pazienti pediatrici di età compresa tra 7 e 17 anni con disturbo d’ansia generalizzato sono stati trattati con duloxetina.In generale, il profilo delle reazioni avverse di duloxetina nei bambini e negli adolescenti è stato simile a quello osservato negli adulti.

    Un totale di 467 pazienti pediatrici inizialmente randomizzati a duloxetina in studi clinici, hanno presentato una diminuzione media di peso di 0,1 kg alla settimana 10 rispetto a un aumento medio di 0,9 kg nei 353 pazienti trattati con placebo. Nella fase successiva, durante il periodo di 4–6 mesi di estensione dello studio, i pazienti hanno presentato mediamente la tendenza al recupero del percentile atteso per il loro peso basale previsto sulla base dei dati di popolazione di soggetti sani di pari età e sesso.

    In studi della durata fino a 9 mesi nei pazienti pediatrici trattati con duloxetina (vedere paragrafo 4.4) è stata osservata una diminuzione media complessiva dell’1% del percentile altezza (una diminuzione del 2% nei ragazzi (di età compresa tra 7 e 11 anni) e un aumento dello 0,3% negli adolescenti (di età compresa tra 12 e 17 anni)).

    Segnalazione delle reazioni avverse sospette

    La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo http://www.agenziafarmaco.gov.it/it/responsabili.

    Eccipienti

    Contenuto della capsula

    Sfere di zucchero (saccarosio, amido di mais)

    Povidone (K–30)

    Sodio laurilsolfato

    Talco

    Ipromellosa

    Saccarosio

    Trietil citrato

    Ipromellosa acetato succinato

    Titanio diossido (E171)

    Involucro della capsula :

    Titanio diossido (E171)

    Indigotina – (E132)

    Gelatina

    Additionale per le capsule da 30 mg:

    Ossido di ferro rosso (E172)

    Additional for 60 mg capsules:

    Ossido di ferro giallo (E172)

    Inchiostro di stampa :

    Per le capsule da 30 mg:

    Gommalacca (E904)

    Glicole propilenico (E1520)

    Idrossido di potassio (E525)

    Ossido di ferro nero (E172)

    Soluzione forte di ammoniaca (E527)

    Per le capsule da 60 mg:

    Smalto di gommalacca–45 (20% esterified)

    Ossido di ferro nero (E172)

    Glicole propilenico (E1520)

    Soluzione forte di ammoniaca (E527)

    Conservazione

    Non conservare a temperatura superiore ai 30°

    Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dalla luce e dall’umidità