Principio attivo:Quetiapina fumarato
Gruppo terapeutico:Antipsicotici
Tipo di farmaco:Farmaco generico
Rimborsabilità:A
Ricetta:Rr - ripetibile 10v in 6mesi
GlucosioNon presente
GlutineNon presente
LattosioNon presente



FOGLIETTO ILLUSTRATIVO
Indicazioni terapeutiche
  • disturbo bipolare
  • episodi maniacali
  • episodi depressivi maggiori
  • schizofrenia
  • episodio maniacale
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    Posologia

    Posologia

    Esistono diversi schemi di dosaggio per ciascuna indicazione. Bisogna pertanto assicurarsi che i pazienti ricevano informazioni chiare sulla dose più appropriata per la loro patologia.

    Adulti

    Per il trattamento della schizofrenia e degli episodi maniacali da moderati a gravi associati al disturbo bipolare

    Quetiapina Accord compresse a rilascio prolungato deve essere somministrata almeno un’ora prima di un pasto. La dose giornaliera all’inizio della terapia è di 300 mg al Giorno 1 e 600 mg al Giorno 2. La dose giornaliera raccomandata è di 600 mg, tuttavia, se clinicamente giustificato, la dose può essere aumentata a 800 mg al giorno. La dose deve essere aggiustata in un intervallo di dosaggio efficace che varia tra 400 mg e 800 mg al giorno, in funzione della risposta clinica e della tollerabilità del paziente. Per la terapia di mantenimento della schizofrenia non è necessario alcun aggiustamento della dose.

    Per il trattamento degli episodi depressivi associati al disturbo bipolare

    Quetiapina Accord compresse a rilascio prolungato deve essere somministrata la sera, prima di coricarsi. La dose totale giornaliera per i primi quattro giorni di terapia è di 50 mg (Giorno 1), 100 mg (Giorno 2), 200 mg (Giorno 3) e 300 mg (Giorno 4). La dose giornaliera raccomandata è di 300 mg. In studi clinici non è stato osservato alcun beneficio aggiuntivo nel gruppo di pazienti trattato con la dose da 600 mg rispetto ai pazienti trattati con 300 mg (vedere paragrafo 5.1). Singoli pazienti possono beneficiare del trattamento con la dose da 600 mg. Le dosi superiori a 300 mg devono essere somministrate da medici con esperienza nel trattamento del disturbo bipolare. In singoli pazienti, nel caso di problemi di tolleranza, gli studi clinici hanno evidenziato che potrebbe essere considerata la riduzione della dose fino ad un minimo di 200 mg.

    Per la prevenzione delle recidive nel disturbo bipolare

    Per prevenire la recidiva di episodi maniacali, depressivi o misti nel disturbo bipolare, i pazienti che hanno risposto a Quetiapina Accord compresse a rilascio prolungato per il trattamento acuto del disturbo bipolare devono proseguire la terapia con Quetiapina Accord compresse a rilascio prolungato alla stessa dose somministrata la sera, prima di coricarsi. La dose di Quetiapina Accord compresse a rilascio prolungato può essere aggiustata in base alla risposta clinica e alla tollerabilità del singolo paziente, in un intervallo compreso tra 300 mg e 800 mg/die. È importante utilizzare la dose minima efficace per la terapia di mantenimento.

    Per il trattamento aggiuntivo di episodi depressivi maggiori associati al DDM

    Quetiapina Accord compresse a rilascio prolungato deve essere somministrata la sera, prima di coricarsi. La dose giornaliera all’inizio della terapia è di 50 mg nei Giorni 1 e 2, e 150 mg nei Giorni 3 e 4. L’effetto antidepressivo è stato osservato alle dosi di 150 e 300 mg/die in studi clinici a breve termine, come terapia aggiuntiva (con amitriptilina, bupropione, citalopram, duloxetina, escitalopram, fluoxetina, paroxetina, sertralina e venlafaxina – vedere paragrafo 5.1) e di 50 mg/die in studi clinici a breve termine in monoterapia. A dosi superiori aumenta il rischio di eventi avversi. I medici devono pertanto accertarsi che venga utilizzata la dose minima efficace per il trattamento iniziando con 50 mg/die. La necessità di incrementare la dose da 150 a 300 mg/die deve essere basata sulla valutazione del singolo paziente.

    Passaggio dalla terapia con Quetiapina compresse a rilascio immediato

    Per un dosaggio più comodo, i pazienti attualmente trattati con dosi suddivise di Quetiapina compresse a rilascio immediato possono passare al trattamento con Quetiapina Accord compresse a rilascio prolungato alla dose totale giornaliera equivalente somministrata una volta al giorno. Possono essere necessari aggiustamenti individuali della dose.

    Anziani

    Come per altri antipsicotici e antidepressivi, Quetiapina Accord compresse a rilascio prolungato deve essere utilizzata con cautela nei pazienti anziani, specie durante le prime fasi del trattamento. Può essere necessario che l’incremento progressivo della dose di Quetiapina Accord compresse a rilascio prolungato avvenga più lentamente e che la dose terapeutica giornaliera venga ridotta rispetto ai pazienti più giovani. La clearance plasmatica media della quetiapina è risultata ridotta del 30–50% nei pazienti anziani rispetto ai pazienti più giovani. La dose iniziale per i pazienti anziani è pari a 50 mg/die. La dose può essere aumentata con incrementi di 50 mg/die fino a una dose efficace, in funzione della risposta clinica e della tollerabilità del singolo paziente.

    Nei pazienti anziani con episodi depressivi maggiori associati a DDM, la dose iniziale deve essere di 50 mg/die ai Giorni 1–3, aumentando a 100 mg/die al Giorno 4 e a 150 mg/die al Giorno 8. Deve essere utilizzata la dose minima efficace, cominciando da 50 mg/die. Qualora fosse richiesto un aumento della dose a 300 mg/die, sulla base della valutazione del singolo paziente, questo deve effettuarsi non prima del Giorno 22 di trattamento.

    L’efficacia e la sicurezza non sono state valutate in pazienti di età superiore a 65 anni con episodi depressivi associati al disturbo bipolare.

    Popolazione pediatrica

    Quetiapina Accord compresse a rilascio prolungato non deve essere utilizzata in bambini e adolescenti di età inferiore a 18 anni, a causa della mancanza di dati che supportano l’uso in questa fascia di età. I dati al momento disponibili provenienti da studi clinici controllati con placebo sono riportati nei Paragrafi 4.4, 4.8, 5.1 e 5.2.

    Compromissione della funzionalità renale

    Non è necessario un aggiustamento della dose in pazienti con funzionalità renale compromessa.

    Compromissione della funzionalità epatica

    Quetiapina viene ampiamente metabolizzata dal fegato. Pertanto Quetiapina Accord compresse a rilascio prolungato deve essere quindi usata con cautela in pazienti con nota compromissione della funzionalità epatica, particolarmente durante le fasi iniziali del trattamento. La dose iniziale per i pazienti con funzionalità epatica compromessa deve essere di 50 mg/die. L’aggiustamento della dose può avvenire con incrementi pari a 50 mg/die fino a raggiungere la dose efficace, in funzione della risposta clinica e della tollerabilità del singolo paziente.

    Modo di somministrazione

    Quetiapina Accord 50 mg compresse a rilascio prolungato deve essere somministrata una volta al giorno, lontano dai pasti. Le compresse devono essere deglutite intere, senza dividerle, masticarle o frantumarle.

    Controindicazioni
  • ipersensibilit√† al principio attivo
  • eritromicina
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    Interazioni
  • succo di pompelmo
  • imipramina
  • stati segnalati
  • quetiapina
  • noti
  • antipsicotici
  • induttori enzimatici
  • metadone
  • fenitoina
  • noto
  • antidepressivi triciclici
  • carbamazepina
  • ketoconazolo
  • induttore enzimatico
  • interazione
  • aloperidolo
  • alcol
  • cimetidina
  • litio
  • stati condotti studi
  • induttore degli enzimi epatici
  • fluoxetina
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    Avvertenze

    Poiché Quetiapina Accord compresse a rilascio prolungato è indicata per il trattamento della schizofrenia, del disturbo bipolare e per il trattamento aggiuntivo degli episodi depressivi maggiori nei pazienti con DDM, si deve tener conto del profilo di sicurezza del farmaco rispetto alla diagnosi del singolo paziente e alla dose da somministrare.

    L’efficacia e la sicurezza a lungo termine in pazienti con DDM non sono state valutate nella terapia aggiuntiva, tuttavia l’efficacia e la sicurezza a lungo termine sono state valutate nei pazienti adulti in monoterapia (vedere Paragrafo 5.1).

    Popolazione pediatrica

    Quetiapina non deve essere utilizzata in bambini e adolescenti di età inferiore a 18 anni, a causa della mancanza di dati che ne supportino l’uso in questa fascia di età. Studi clinici condotti con quetiapina hanno evidenziato che in aggiunta al noto profilo di sicurezza osservato negli adulti (vedere paragrafo 4.8), alcuni eventi avversi si verificano con una frequenza superiore nei bambini e negli adolescenti rispetto agli adulti (aumento dell’appetito, innalzamento della prolattina sierica, vomito, rinite, sincope), o possono avere differenti implicazioni per i bambini e gli adolescenti (sintomi extrapiramidali) mentre uno di questi non era mai stato segnalato precedentemente negli studi sugli adulti (aumenti della pressione sanguigna). In bambini e adolescenti sono state anche osservate alterazioni dei test di funzionalità tiroidea.

    Inoltre, le implicazioni di sicurezza nel lungo termine del trattamento con la quetiapina sulla crescita e la maturazione non sono state analizzate oltre le 26 settimane. Analogamente, le implicazioni nel lungo termine relative allo sviluppo cognitivo e comportamentale non sono note.

    In studi clinici controllati con placebo condotti su pazienti bambini e adolescenti, quetiapina è stata associata ad un’aumentata incidenza di sintomi extrapiramidali (EPS) rispetto al placebo nei pazienti trattati per schizofrenia, depressione bipolare e mania bipolare (vedere Paragrafo 4.8).

    Suicidio/propensione al suicidio o peggioramento clinico

    La depressione è associata ad un aumentato rischio di propensione al suicidio, autolesionismo e suicidio (eventi correlati al suicidio). Questo rischio persiste fino a una remissione significativa. Poiché tale miglioramento potrebbe non verificarsi nel corso delle prime settimane o più di trattamento, i pazienti devono essere strettamente monitorati fino al raggiungimento di tale miglioramento. Dall’esperienza clinica generale si è osservato che il rischio di suicidio può aumentare nelle fasi precoci di miglioramento.

    Inoltre i medici devono considerare il rischio potenziale di eventi correlati al suicidio dopo la brusca interruzione del trattamento con quetiapina, dovuto ai noti fattori di rischio per la patologia in questione.

    Anche altri disturbi psichiatrici per i quali viene prescritta quetiapina possono essere associati a un aumento del rischio di eventi correlati al suicidio. Oltre a ciò, queste patologie possono esistere in comorbilità con episodi depressivi maggiori. Le stesse precauzioni osservate nel trattamento di pazienti con episodi depressivi maggiori devono essere pertanto adottate durante il trattamento di pazienti con altri disturbi psichiatrici.

    I pazienti con anamnesi positiva per eventi correlati al suicidio, o coloro che mostrano un grado significativo di propensione al suicidio prima dell’inizio del trattamento, sono noti essere esposti a un rischio maggiore di propensione al suicidio o tentativo di suicidio, e devono pertanto essere sottoposti a stretta sorveglianza durante il trattamento. Una meta–analisi condotta su studi clinici controllati con placebo con farmaci antidepressivi in pazienti adulti con disturbi psichiatrici ha mostrato un aumentato rischio di comportamento suicida con l’uso di antidepressivi rispetto al placebo nei pazienti di età inferiore a 25 anni.

    Durante la terapia deve essere effettuato un attento monitoraggio dei pazienti, in particolare di quelli ad alto rischio, specie nelle fasi iniziali di trattamento e in seguito alle variazioni della dose. I pazienti (e chi si prende cura di loro) devono essere avvertiti della necessità di controllare qualsiasi eventuale peggioramento clinico, comportamento o propensione al suicidio e variazioni inusuali del comportamento e di richiedere immediatamente un intervento medico se tali sintomi si presentano.

    In studi clinici controllati con placebo a più breve termine condotti su pazienti con episodi depressivi maggiori associati al disturbo bipolare è stato osservato un rischio maggiore di eventi correlati al suicidio nei pazienti adulti giovani (di età inferiore a 25 anni) trattati con quetiapina, rispetto ai pazienti trattati con placebo (3,0% vs 0%, rispettivamente). In studi clinici su pazienti con DDM l’incidenza di eventi correlati al suicidio osservata nei pazienti adulti giovani (di età inferiore a 25 anni) è risultata pari a 2,1% (3/144) per quetiapina e 1,3% (1/75) per il placebo.

    Sintomi extrapiramidali

    In studi clinici controllati con placebo in pazienti adulti trattati per episodi depressivi maggiori correlati a disturbo bipolare e disturbo depressivo maggiore, la quetiapina è stata associata ad un aumento dell’incidenza di sintomi extrapiramidali (EPS) rispetto al placebo (vedere Paragrafi 4.8 e 5.1).

    L’uso di quetiapina è stato associato allo sviluppo di acatisia, caratterizzata da irrequietezza soggettivamente spiacevole o disturbante e dalla necessità di muoversi, spesso accompagnata dall’incapacità di rimanere seduti o fermi. Ciò è più probabile che si verifichi entro le prime settimane di trattamento. Nei pazienti che manifestano questi sintomi, l’incremento della dose potrebbe rivelarsi dannoso.

    Discinesia tardiva

    Qualora si manifestassero segni e sintomi di discinesia tardiva, è necessario considerare la riduzione della dose o l’interruzione della terapia con quetiapina. I sintomi di discinesia tardiva possono peggiorare o persino insorgere dopo l’interruzione del trattamento (vedere Paragrafo 4.8).

    Sonnolenza e vertigini

    Il trattamento con la quetiapina è stato associato a sonnolenza e sintomi correlati, come sedazione (vedere Paragrafo 4.8). In studi cinici per il trattamento di pazienti con depressione bipolare e disturbo depressivo maggiore, l’insorgenza di tale evento si verifica generalmente entro i primi 3 giorni di terapia ed è prevalentemente d’intensità da lieve a moderata.

    I pazienti affetti da depressione bipolare e i pazienti con episodi depressivi maggiori associati a DDM che sperimentano sonnolenza di grave intensità possono richiedere controlli più frequenti per un minimo di 2 settimane dall’insorgenza di sonnolenza o fino al miglioramento dei sintomi, e deve essere presa in considerazione la sospensione del trattamento.

    Il trattamento con la quetiapina è stato associato a ipotensione ortostatica e capogiri correlati (vedere Paragrafo 4.8) i quali, analogamente alla sonnolenza, insorgono solitamente durante la fase iniziale di titolazione della dose. Ciò può aumentare il verificarsi di lesioni accidentali (cadute), particolarmente nella popolazione anziana. Pertanto, i pazienti devono essere avvertiti di prestare cautela fino a quando non saranno a conoscenza della loro sensibilità individuale al farmaco.

    Patologie cardiovascolari

    Quetiapina deve essere usata con cautela nei pazienti con patologie cardiovascolari note, patologie cerebrovascolari o con altre condizioni predisponenti all’ipotensione. Quetiapina può indurre ipotensione ortostatica, particolarmente durante la fase iniziale di titolazione della dose, e pertanto in questo caso deve essere considerata una riduzione della dose o una titolazione più graduale. Un regime di titolazione più lento deve essere considerato in pazienti con patologia cardiovascolare sottostante.

    Crisi epilettiche

    Studi clinici controllati non hanno evidenziato differenze nell’incidenza di crisi epilettiche nei pazienti trattati con quetiapina o con placebo. Non sono disponibili dati relativi all’incidenza delle crisi epilettiche nei pazienti con storia di disturbi epilettici. Come per gli altri antipsicotici, si raccomanda cautela nel trattamento di pazienti con anamnesi di crisi epilettiche (vedere paragrafo 4.8).

    Sindrome neurolettica maligna

    La sindrome neurolettica maligna è stata associata al trattamento con farmaci antipsicotici, compresa la quetiapina (vedere Paragrafo 4.8). Le manifestazioni cliniche comprendono ipertermia, alterazione dello stato mentale, rigidità muscolare, instabilità del sistema nervoso autonomo e aumento della creatinafosfochinasi. In tali circostanze, la terapia con quetiapina deve essere interrotta e deve essere istituita una terapia medica appropriata.

    Neutropenia grave

    In studi clinici con quetiapina sono stati osservati non comunemente casi gravi di neutropenia (conta di neutrofili <0,5 X 109/l). La maggior parte degli episodi di neutropenia grave si sono verificati entro un paio di mesi dall’inizio della terapia con quetiapina. Non è stata osservata un’apparente correlazione con la dose. Nel corso dell’esperienza post–marketing, la sospensione della terapia con quetiapina ha indotto la risoluzione della leucopenia e/o neutropenia. I possibili fattori di rischio per neutropenia comprendono una preesistente riduzione del numero di leucociti (WBC) ed un’anamnesi di neutropenia indotta da farmaci. Il trattamento con quetiapina deve essere interrotto in pazienti con una conta dei neutrofili <1,0 X 109/l. I pazienti devono essere tenuti in osservazione per possibili segni e i sintomi di infezione e la conta dei neutrofili deve essere regolarmente monitorata (fino a quando si superino valori di 1,5 X 109/l). (vedere paragrafo 5.1)

    Interazioni

    Vedere anche il paragrafo 4.5.

    L’uso concomitante di quetiapina con potenti induttori enzimatici epatici, come la carbamazepina o la fenitoina, riduce sostanzialmente le concentrazioni plasmatiche di quetiapina, con possibili ripercussioni sull’efficacia della terapia. Nei pazienti trattati con induttori enzimatici epatici, la terapia con quetiapina può essere iniziata soltanto se il medico ritiene che i benefici di quetiapina superino i rischi della sospensione degli induttori enzimatici epatici. È importante che ogni variazione riguardante gli induttori sia graduale, e se necessario, sostituita da un farmaco non–induttore (ad es. sodio valproato).

    Peso corporeo

    Nei pazienti trattati con quetiapina è stato riportato un aumento del peso corporeo; i pazienti devono essere monitorati e trattati in maniera clinicamente appropriata in conformità alle linee guida dell’antipsicotico utilizzato (vedere Paragrafi 4.8 e 5.1).

    Iperglicemia

    Raramente sono stati segnalati casi di iperglicemia e/o lo sviluppo o esacerbazione di diabete occasionalmente associato a chetoacidosi o coma, compresi alcuni casi con esito fatale (vedere Paragrafo 4.8). In alcuni casi, un precedente aumento del peso corporeo poteva rappresentare un fattore predisponente. È consigliabile un monitoraggio clinico appropriato in conformità alle linee guida dell’antipsicotico utilizzato. I pazienti trattati con qualsiasi farmaco antipsicotico, quetiapina inclusa, devono essere tenuti in osservazione per possibili segni e sintomi di iperglicemia, (come polidipsia, poliuria, polifagia e debolezza), mentre i pazienti con diabete mellito o con fattori di rischio per diabete mellito devono essere monitorati regolarmente per un possibile peggioramento del controllo del glucosio. Il peso corporeo deve essere sottoposto a controlli regolari.

    Lipidi

    In studi clinici con la quetiapina sono stati osservati aumenti dei trigliceridi, del colesterolo LDL e totale, e una riduzione del colesterolo HDL (vedere Paragrafo 4.8). Le variazioni dei lipidi devono essere gestite in modo clinicamente appropriato.

    Rischio metabolico

    A causa delle possibili variazioni di peso corporeo, glucosio ematico (vedere iperglicemia) e lipidi osservate negli studi clinici, nei pazienti (inclusi quelli con normali valori al basale) può verificarsi un possibile peggioramento del profilo di rischio metabolico in singoli pazienti, che deve essere gestito in modo clinicamente appropriato (vedere anche Paragrafo 4.8).

    Prolungamento dell’intervallo QT

    La quetiapina, negli studi clinici e durante l’uso secondo le istruzioni riportate nel Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto, non è stata associata a incrementi persistenti dell’intervallo QT assoluto. Durante l’esperienza post–marketing il prolungamento dell’intervallo QT è stato osservato con la quetiapina a dosi terapeutiche (vedere Paragrafo 4.8) e nel sovradosaggio (vedere Paragrafo 4.9). Come con altri antipsicotici, è necessario porre cautela nella prescrizione di quetiapina a pazienti con patologie cardiovascolari o con storia familiare di prolungamento dell’intervallo QT. È necessario porre cautela anche nella prescrizione di quetiapina con farmaci noti per prolungare l’intervallo QT o con neurolettici concomitanti, particolarmente negli anziani, nei pazienti con sindrome del QT lungo congenita, insufficienza cardiaca congestizia, ipertrofia cardiaca, ipopotassiemia o ipomagnesemia (vedere Paragrafo 4.5).

    Sospensione

    Dopo improvvisa cessazione della terapia con quetiapina sono stati segnalati sintomi da sospensione acuta come insonnia, nausea, cefalea, diarrea, vomito, capogiri e irritabilità. È consigliabile un’interruzione graduale nell’arco di un periodo di almeno 1–2 settimane (vedere Paragrafo 4.8).

    Pazienti anziani con psicosi correlata alla demenza

    L’uso di quetiapina non è autorizzato per il trattamento di psicosi correlata alla demenza.

    In studi clinici randomizzati controllati con placebo condotti in una popolazione di pazienti con demenza trattati con alcuni antipsicotici atipici, è stato osservato un aumento di circa 3 volte del rischio di eventi cerebrovascolari. Il meccanismo di tale aumento del rischio non è noto. Non può essere escluso un aumento del rischio per altri antipsicotici o in altre popolazioni di pazienti. Qquetiapina deve essere utilizzata con cautela in pazienti con fattori di rischio per l’ictus.

    In una meta–analisi eseguita su antipsicotici atipici, è stato segnalato un incremento del rischio di morte rispetto al placebo nei pazienti anziani con psicosi correlata alla demenza. Tuttavia, in due studi clinici con quetiapina controllati con placebo della durata di 10 settimane nella stessa popolazione di pazienti (n=710; età media: 83 anni; range: 56–99 anni) l’incidenza di mortalità nei pazienti trattati con quetiapina è stata del 5,5% vs 3,2% nel gruppo trattato con placebo.

    I pazienti di questi studi clinici sono deceduti per varie cause in linea con quanto atteso per questa popolazione. Questi dati non hanno stabilito una relazione causale tra il trattamento con quetiapina e la morte in pazienti anziani con demenza.

    Disfagia

    Con quetiapina è stata segnalata disfagia (vedere Paragrafo 4.8). La quetiapina deve essere utilizzata con cautela in pazienti a rischio di polmonite.

    Tromboembolismo venoso (TEV)

    Con l’uso di farmaci antipsicotici sono stati segnalati casi di tromboembolismo venoso (TEV). Poiché i pazienti trattati con antipsicotici presentano spesso fattori di rischio acquisiti per TEV, è necessario identificare tutti i possibili fattori di rischio per TEV prima e durante il trattamento con quetiapina ed adottare appropriate misure preventive.

    Pancreatite

    Sia in studi clinici che durante l’esperienza post–marketing è stata riferita pancreatite.

    Tra le segnalazioni post–marketing, mentre non tutti i casi sono stati confusi dai fattori di rischio, molti pazienti presentavano fattori che sono riconosciuti come associati alla pancreatite come anche all’aumento dei trigliceridi (vedere il Paragrafo 4.4), calcoli biliari e consumo di alcol.

    Informazioni aggiuntive

    I dati relativi all’uso di quetiapina in associazione con divalproex o litio negli episodi maniacali da moderati a gravi sono limitati; tuttavia la terapia combinata è risultata ben tollerata (vedere Paragrafi 4.8 e 5.1). I dati hanno evidenziato un effetto additivo alla settimana 3.

    Lattosio:

    Quetiapina Accord 50 mg compresse a rilascio prolungato contiene lattosio. I pazienti con rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, deficit di lattasi o malassorbimento di glucosio–galattosio non devono assumere questo medicinale.

    Gravidanza

    La sicurezza e l’efficacia di quetiapina non sono state ancora stabilite durante la gravidanza umana. Finora non sono emerse indicazioni negative dai test su animali, tuttavia non sono stati esaminati i possibili effetti sull’occhio del feto. Pertanto quetiapina deve essere utilizzata durante la gravidanza soltanto se i benefici giustificano i potenziali rischi. In seguito all’uso della quetiapina in gravidanza, sono stati osservati sintomi da astinenza nei neonati.

    Sono stati pubblicati casi relativi all’escrezione di quetiapina nel latte materno, tuttavia il grado di escrezione non era consistente. Pertanto, le donne che allattano al seno devono essere avvertite di evitare l’allattamento mentre assumono quetiapina.

    I neonati esposti agli antipsicotici (compresi quetiapina) durante il terzo trimestre di gravidanza sono a rischio di reazioni avverse, compresi sintomi extrapiramidali e/o sintomi di astinenza che possono variare in gravità e durata dopo il parto. Ci sono state segnalazioni di agitazione, ipertonia, ipotonia, tremore, sonnolenza, difficoltà respiratoria, o disturbi di alimentazione. Di conseguenza, i neonati devono essere monitorati attentamente.

    Effetti Collaterali

    Le Reazioni Avverse al Farmaco (ADR) più comunemente segnalate con la quetiapina sono sonnolenza, capogiri, secchezza delle fauci, mal di testa, sintomi da astinenza (sospensione), aumento dei livelli sierici di trigliceridi nel siero, aumento del colesterolo totale (soprattutto colesterolo LDL), diminuzione del colesterolo HDL, aumento di peso, diminuzione dell’emoglobina e sintomi extrapiramidali.

    L’incidenza di ADR associate alla terapia con la quetiapina è riportata nella tabella seguente, secondo il formato raccomandato dal Council for International Organizations of Medical Sciences (CIOMS III Working Group; 1995).

    Le frequenze degli eventi avversi sono classificate secondo la seguente convezione: Molto comune (≥1/10), comune (da ≥1/100 a <1/10), non comune (da ≥1/1000 a <1/100), raro (da ≥1/10.000 a <1/1000) e molto raro (<1/10.000), non nota (la frequenza non può essere stimata dai dati disponibili)
    Patologie del sistema emolinfopoietico
    Molto comune: Diminuzione di emoglobina 23
    Comune: Leucopenia 1,29,diminuita conta dei neutrofili, aumento di eosinofili28
    Non comune: Trombocitopenia, anemia, diminuzione della conta piastrinica14
    Raro: Agranulocitosi27
    Non nota: Neutropenia ¹
    Disturbi del sistema immunitario
    Non comune: Ipersensibilità (incluse reazioni allergiche della pelle)
    Molto raro: Reazione anafilattica 6
    Patologie endocrine
    Comune: Iperprolattinemia16 ,diminuzione del T4 totale25, diminuzione del T4 libero25, diminuzione del T3 totale25, aumento di TSH25
    Non commune. Diminuzione del T3 libero25, ipotiroidismo22
    Molto raro: Secrezione inappropriata dell’ormone antidiuretico
    Disturbi del metabolismo e della nutrizione
    Molto comune: Aumento dei livelli sierici di trigliceridi, 11,31 aumento del colesterolo totale (soprattutto di colesterolo LDL),12,31 diminuzione del colesterolo HDL,18,31aumento di peso,9,31
    Comune: Aumento di appetito, aumento di glucosio nel sangue a livelli di iperglicemia7,31
    Non comune Iponatriemia,20diabete mellito1,5,6
    Raro: Sindrome metabolica30
    Disturbi psichiatrici
    Comune: Sogni anormali e incubi Propensione al suicidio e comportamenti suicidi21
    Raro: Sonnambulismo e reazioni correlate come parlare nel sonno e disturbi alimentari correlati al sonno
    Patologie del sistema nervoso
    Molto comune: Capogiro 4, 17,sonnolenza 2, 17, cefalea, sintomi extrapiramidali 1,22
    Comune: Disartria
    Non comune: Crisi epilettiche,¹ sindrome delle gambe senza riposo, discinesia tardiva 1,6 , Sincope 4, 17
    Patologie cardiache
    Comune: Tachicardia4 , palpitazioni24
    Non Comune: Prolungamento del QT1,13,19 , bradicardia 33
    Patologie dell’occhio
    Comune: Vista offuscata
    Patologie vascolari
    Comune: Ipotensione ortostatica 4, 17
    Raro: Tromboembolismo venoso ¹
    Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche
    Comune: Dispnea 24
    Non comune: Rinite
    Patologie gastrointestinali
    Molto comune: Secchezza delle fauci
    Comune: Stipsi, dispepsia, vomito26
    Non comune: Disfagia 8
    Raro: Pancreatite¹
    Patologie epatobiliari
    Comune: Aumento di alanina aminotransferasi sierica (ALT, AST),³ aumento dei livelli di gamma–GT³
    Non comune: Aumento di aspartato aminotransferasi sierica (AST)³
    Raro: Ittero 6,epatite
    Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
    Molto raro: Angioedema 6, sindrome di Stevens–Johnson 6
    Non nota: Necrolisi epidermica tossica, eritema multiforme
    Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo
    Molto raro Rabdomiolisi
    Gravidanza, puerperio e periodo perinatale
    Non nota: Sintomi di astinenza da farmaci nei neonati 32
    Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella
    Non comune Disfunzione sessuale
    Raro: Priapismo, galattorrea, ingrossamento del seno, disturbi mestruali
    Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione
    Molto comune Sintomi di astinenza (sospensione) 1, 10
    Comune: Lieve astenia, edema periferico, irritabilità, piressia
    Raro: Sindrome neurolettica maligna ¹, ipotermia
    Esami diagnostici
    Raro: Aumenti della creatinfosfochinasi15

    1. Vedere paragrafo 4.4.

    2. Può verificarsi sonnolenza, generalmente durante le prime due settimane di trattamento, che si risolve solitamente proseguendo la somministrazione di quetiapina.

    3. In alcuni pazienti trattati con quetiapina sono stati osservati aumenti asintomatici (spostamento da normale a > 3X ULN in qualunque momento) delle transaminasi sieriche (ALT, AST) o dei livelli di gamma–GT. Tali aumenti sono stati in genere reversibili proseguendo il trattamento con quetiapina.

    4. Come altri antipsicotici con attività alfa–1 bloccante adrenergica, quetiapina può comunemente indurre ipotensione ortostatica, associata a vertigini, tachicardia e, in alcuni pazienti, sincope, soprattutto durante la fase iniziale di titolazione della dose. (Vedere paragrafo 4.4).

    5. In casi molto rari è stata segnalata esacerbazione del diabete preesistente.

    6. Il calcolo della frequenza di queste ADR deriva esclusivamente dai dati post–marketing di quetiapina nella formulazione a rilascio immediato.

    7. Glucosio a digiuno ≥7,0 mmol/L (≥ 126 mg/dL) o glucosio non a digiuno ≥ 11,1 mmol/L (≥ 200 mg/dL) in almeno un’occasione.

    8. Un aumento del tasso di disfagia con quetiapina rispetto al placebo è stato osservato solo negli studi clinici sulla depressione bipolare.

    9. Basato su un aumento ponderale >7% rispetto al peso iniziale. Si verifica prevalentemente durante le prime settimane di trattamento.

    10. I seguenti sintomi di astinenza sono stati osservati più frequentemente in studi clinici in acuto, in monoterapia controllati verso placebo, che hanno valutato i sintomi da sospensione: insonnia, nausea, cefalea, diarrea, vomito, capogiri e irritabilità. L’incidenza di queste reazioni è diminuita in modo significativo dopo 1 settimana dall’interruzione della terapia.

    11. Trigliceridi ≥2,258 mmol/L ( ≥200 mg/dL) (pazienti ≥18 anni di età) o ≥ 1,694 mmol/L (≥150 mg/dL) (pazienti <18 anni di età) in almeno un’occasione.

    12. Colesterolo ≥6,2064 mmol/L (≥240 mg/dL) (pazienti ≥18 anni di età) o ≥5,172 mmol/l (≥200 mg/dL) (pazienti <18 anni di età) in almeno un’occasione. È stato osservato con frequenza molto comune un aumento del colesterolo LDL di ≥0,769 mmol/L (≥30 mg/dL). La variazione media tra i pazienti che hanno riportato questo aumento era ≥1,07 mmol/l (41,7 mg/dL).

    13. Vedere il testo sotto.

    14. Piastrine ≤100 x 109/l in almeno un’occasione.

    15. Basati su segnalazioni da studi clinici di eventi avversi relativi ad aumento della creatinfosfochinasi non associato a sindrome neurolettica maligna.

    16. Livelli di prolattina (pazienti >18 anni di età): >20 mcg/l (>869,56 pmol/l) nei maschi; >30 mcg/l (>1304,34 pmol/l) nelle femmine in qualsiasi momento.

    17. Possono provocare cadute.

    18. Colesterolo HDL: ≤1,025 mmol/L (<40 mg/dL) nei maschi; ≤ 1,282 mmol/L (<50 mg/dL) nelle femmine in qualsiasi momento di osservazione.

    19. Incidenza di pazienti che hanno uno spostamento del QTc da <450 msec a ≥ 450 msec, con un aumento in ≥30 msec. Negli studi clinici con quetiapina controllati con placebo, la variazione media e l’incidenza di pazienti che hanno manifestato uno spostamento verso livelli clinicamente significativi sono simili nei gruppi trattati con quetiapina e placebo.

    20. Passaggio da > 132 mmol/l a ≤ 132 mmol/l in almeno un’occasione.

    21. Durante la terapia con quetiapina o subito dopo la sospensione del trattamento sono stati riportati casi di propensione al suicidio e comportamenti suicidi (vedere paragrafi 4.4 e 5.1).

    22. Vedere il Paragrafo 5.1

    23. Si è verificata diminuzione di emoglobina a ≤130 g/dl (8,07 mmol/l) nei maschi, ≤120 g/dl (7,45 mmol/l) nelle femmine in almeno un’occasione nell’11% dei pazienti trattati con la quetiapina in tutti gli studi clinici, inclusi gli studi di estensione in aperto. Per questi pazienti, la diminuzione massima media di emoglobina in qualsiasi momento è stata pari a 15 g/L

    24. Queste segnalazioni si sono spesso verificate in ambito di tachicardia, capogiri, ipotensione ortostatica e/o durante malattia cardiaca/respiratoria.

    25. Basato sullo spostamento dai valori normali al basale a valori di potenziale importanza clinica in ogni momento dopo il basale in tutti gli studi le variazioni nel T4 totale, T4 libero, T3 totale, T3 libero, sono definiti come < 0.8 x LLN (pmol/L) e lo spostamento nel TSH è > 5 mIU/L in ogni momento.

    26. Basato sull’aumento della velocità del vomito nei pazienti anziani (≥ 65 anni d’età).

    27. Variazioni dei neutrofili da >=1.5 X 109/L al basale a <0.5 X 109/L in ogni momento durante il trattamento.

    28. Basato sulla variazione dai valori normali al basale a valori di potenziale importanza clinica in ogni momento dopo il basale in tutti gli studi. Le variazioni nei WBC sono definiti come >1 X 109 cell/L in ogni momento.

    29. Basato sulla variazione dai valori normali al basale a valori di potenziale importanza clinica in ogni momento dopo il basale in tutti gli studi. Le variazioni negli eosinofili sono definiti come ≤ 3 X 109 cell/L in ogni momento.

    30. Basato su segnalazioni di eventi avversi di sindrome metabolica da tutti gli studi clinici con quetiapina.

    31. In alcuni pazienti, è stato osservato negli studi clinici (vedere il paragrafo 4.4) un peggioramento di più di un fattore metabolico, peso, glucosio nel sangue e lipidi.

    32. Vedere il Paragrafo 4.6.

    33. Può verificarsi all’inizio o vicino all’inizio del trattamento e può essere associata con ipotensione e/o sincope. La frequenza è basata sulle segnalazioni di eventi avversi di bradicardia ed eventi correlati in tutti gli studi clinici con quetiapina.

    In seguito all’uso di neurolettici sono stati segnalati casi di prolungamento dell’intervallo QT, aritmia ventricolare, morte improvvisa inspiegabile, arresto cardiaco e torsioni di punta, che vengono considerati effetti di questa classe di farmaci.

    Popolazione pediatrica

    Le stesse ADR sopra descritte per i pazienti adulti devono essere considerate per i bambini e gli adolescenti. La seguente tabella riassume le ADR che si verificano con frequenza maggiore nei bambini e negli adolescenti (di età compresa tra 10 e 17 anni) rispetto alla popolazione adulta oppure ADR che non sono state identificate nella popolazione adulta.

    Le frequenze degli eventi avversi sono classificate come segue: Molto comune (≥1/10), comune (da ≥1/100 a <1/10), non comune (da ≥1/1000 a <1/100), raro (da ≥1/10.000 a <1/1000) e molto raro (<1/10.000)
    Disturbi del metabolismoo e della nutrizione
    Molto comune : Aumento dell’appetito
    Patologie del sistema nervoso
    Comune : Sincope
    Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche
    Comune : Rinite
    Patologie gastrointestinali
    Molto comune : Vomito
    Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione
    Comune : Irritabilità ³
    Esami diagnostici  
    Molto comune : Innalzamenti dei livelli di prolattina¹, aumenti della pressione sanguigna ²

    (1) Livelli di prolattina (pazienti di età <18 anni): >20 mcg/l (>869,56 pmol/l) nei maschi; >26 mcg/l (>1130,428 pmol/l) nelle femmine in qualsiasi momento di osservazione. Meno dell’1% dei pazienti ha riportato un aumento del livello di prolattina >100 mcg/l.

    (2) Basati sul superamento delle soglie clinicamente significative (adattate dai criteri del National Institutes of Health) o aumenti >20 mmHg per la pressione arteriosa sistolica o >10 mmHg per la pressione arteriosa diastolica in qualsiasi momento di osservazione in due studi clinici in acuto (3–6 settimane) controllati con placebo, condotti in bambini e adolescenti.

    (3) Nota: La frequenza ricalca quella osservata nei pazienti adulti, ma l’irritabilità potrebbe essere associata a diverse implicazioni cliniche in bambini e adolescenti rispetto agli adulti.

    Segnalazione delle reazioni avverse sospette

    La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo www.agenziafarmaco.gov.it/it/responsabili.

    Eccipienti

    Nucleo della compressa:

    Lattosio monoidrato

    Ipromellosa

    Sodio cloruro

    Povidone K–30

    Cellulosa microcristallina silicata (Diossido di Silicio & Cellulosa Microcristallina).

    Talco

    Magnesio stearato

    Rivestimento :

    Composizione unitaria di Opadry II rosa 85F540003:

    Poli–vinil alcol

    Titanio diossido (E171)

    Macrogol 3350 (E1521)

    Talco

    Ossido di ferro rosso (E172)

    Ossido di ferro giallo (E172)

    Conservazione

    Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione.