Metoprololo au (Aurobindo pharma italia srl)

Compresse rivestite 50cpr riv 100mg

Cambia forma e dosaggio >
da3.82 €
Principio attivo:Metoprololo tartrato
Gruppo terapeutico:Betabloccanti
Tipo di farmaco:Farmaco generico
Rimborsabilità:A
Ricetta:Rr - ripetibile 10v in 6mesi
GlucosioNon presente
GlutineNon presente
LattosioNon presente



FOGLIETTO ILLUSTRATIVO
Indicazioni terapeutiche
  • infarto miocardico
  • emicrania
  • tachicardia sopraventricolare
  • Leggi l'intera sezione del foglietto
    Posologia

    Posologia

    La dose deve essere sempre personalizzata in base alle necessità del paziente, ma non deve superare i 400 mg/die. Vengono fornite le seguenti linee guida:

    Adulti:

    Ipertensione: 100 mg al giorno all’inizio della terapia. Questa dose può essere aumentata, se necessario, a 200 mg al giorno in dosi singole o separate. Per ridurre ulteriormente la pressione arteriosa può essere presa in considerazione una terapia di associazione con un altro agente antipertensivo.

    Angina pectoris: di solito, 50–100 mg 2 volte al giorno. La dose può essere ulteriormente aumentata o associata a nitrati.

    Tachicardia aritmica: di solito è sufficiente una dose giornaliera di 100–200 mg. Se necessario la dose può essere aumentata.

    Dopo trattamento endovenoso acuto di infarto miocardico: Si deve iniziare una terapia orale, 15 minuti dopo l’ultima iniezione endovenosa, con 50 mg ogni 6 ore per 48 ore.

    Profilassi dopo infarto miocardico: la dose di mantenimento è di 100 mg 2 volte al giorno.

    Profilassi dell’emicrania: 50–100 mg 2 volte al giorno.

    Pazienti con compromissione renale

    La velocità di eliminazione non è influenzata in maniera significativa dalla funzione renale, pertanto non sono necessari aggiustamenti della dose.

    Pazienti con compromissione epatica

    Solitamente il metoprololo può essere somministrato a pazienti con cirrosi del fegato alla stessa dose somministrata in pazienti con funzione epatica normale. Deve essere presa in considerazione una riduzione della dose solo quando ci sono segni di funzione epatica gravemente compromessa (ad es. pazienti operati con shunt) (vedere paragrafo 5.2).

    Pazienti anziani

    Non ci sono dati adeguati sull’uso in pazienti al di sopra degli 80 anni. Occorre prendere particolari precauzioni all’aumento della dose. Tuttavia si consiglia cautela nei pazienti anziani poiché un calo della pressione arteriosa o una eccessiva bradicardia possono avere effetti più pronunciati.

    Popolazione pediatrica:

    Ci sono dati limitati sull’uso di metoprololo in bambini e adolescenti, pertanto l’uso di Metoprololo Aurobindo non è raccomandato.

    Modo di somministrazione

    Le compresse devono essere assunte a stomaco vuoto (vedere paragrafo 5.2).

    Controindicazioni
  • diltiazem
  • insufficienza cardiaca
  • malattia arteriosa
  • infarto miocardico acuto
  • verapamil
  • beta–bloccanti
  • ipotensione
  • Leggi l'intera sezione del foglietto
    Interazioni
  • fenilpropanolamina
  • antiacido
  • propranololo
  • antiaritmici
  • rilassanti muscolari
  • parasimpaticomimetici
  • metoprololo. l’interazione
  • state descritte
  • ergotamina
  • metoprololo
  • antidepressivi triciclici
  • ritonavir
  • insulina
  • metildopa
  • indometacina
  • ipotensivo
  • verapamil
  • antipertensivo
  • antipsicotici
  • antimalarici
  • clonidina
  • antipertensivi
  • antidiabetici
  • betabloccante
  • betabloccanti
  • fenotiazine
  • calcio
  • diltiazem
  • antistaminici
  • lidocaina
  • disopiramide
  • beta–bloccanti
  • beta–bloccante
  • simpaticomimetico
  • nitrati
  • adrenalina
  • anestetici
  • alcool
  • amiodarone
  • propafenone
  • acido
  • interazione
  • chinidina
  • fluoxetina
  • agente
  • rifampicina
  • nifedipina
  • dopo
  • agenti
  • broncodilatatori
  • antinfiammatori
  • induttori enzimatici
  • barbiturici
  • barbiturico
  • glicemia
  • paroxetina
  • ipoglicemizzanti orali
  • idrossiclorochina
  • cimetidina
  • glicosidi digitalici
  • Leggi l'intera sezione del foglietto
    Avvertenze

    I beta–bloccanti devono essere somministrati con cautela ai pazienti asmatici. Se un paziente asmatico utilizza un beta–2–agonista (in compresse o per inalazione) quando inizia il trattamento con metoprololo la dose del beta–2–agonista deve essere controllata e aumentata se necessario.

    Metoprololo può ridurre gli effetti del trattamento per il diabete e mascherare i sintomi di ipoglicemia.

    Raramente con il trattamento con metoprololo possono aggravarsi i disordini della conduzione atrio–ventricolare (possibile blocco atrio–ventricolare). I beta–bloccanti devono essere somministrati con cautela in pazienti con blocco atrioventricolare di primo grado (vedere paragrafo 4.3).

    Metoprololo può esacerbare i sintomi di disturbi vascolari periferici a causa del suo effetto antipertensivo.

    Quando si prescrive metoprololo in pazienti con feocromocitoma, deve essere usato un alfa–bloccante prima di iniziare il trattamento e durante il trattamento con metoprololo.

    Nei pazienti con angina di Prinzmetal gli agenti β1–selettivi devono essere usati con cautela poiché possono aumentare il numero e la durata degli attacchi di angina.

    Il trattamento con metoprololo può mascherare i sintomi della tireotossicosi. Pertanto, metoprololo deve essere somministrato con cautela nei pazienti che hanno o sospettano lo sviluppo di tireotossicosi e sia la funzione tiroidea che quella cardiaca devono essere monitorate da vicino.

    Prima della chirurgia, l’anestesista deve essere informato che il paziente assume beta–bloccanti. L’interruzione del trattamento con il beta–bloccante durante una procedura chirurgica non è raccomandato.

    Il trattamento con beta–bloccanti non deve essere interrotto bruscamente. Se il trattamento deve essere interrotto, deve, per quanto possibile, essere gradualmente ridotto in un periodo di almeno due settimane, durante le quali la dose viene sospesa gradualmente, con diminuzioni fino a 25 mg per gli ultimi 6 giorni prima di interrompere il trattamento. Se il paziente presenta qualsiasi sintomo, la dose deve essere ridotta ad una velocità inferiore. L’interruzione improvvisa dei beta–bloccanti può esacerbare l’insufficienza cardiaca e aumentare il rischio di infarto miocardico e morte improvvisa.

    Come altri beta–bloccanti, il metoprololo può aumentare anche la sensibilità agli allergeni e la gravità di reazioni anafilattiche. Il trattamento con adrenalina non sempre fornisce l’effetto terapeutico desiderato nei pazienti trattati con beta–bloccanti (vedere anche paragrafo 4.5).

    I beta–bloccanti possono innescare o esacerbare la psoriasi.

    Ad oggi non ci sono dati sufficienti sull’uso di metoprololo in pazienti con insufficienza cardiaca e i seguenti fattori concomitanti:

    – Insufficienza cardiaca instabile (NYHA IV)

    – Infarto miocardico acuto o angina pectoris instabile nei precedenti 28 giorni

    – Funzione renale compromessa

    – Funzione epatica compromessa

    – Pazienti al di sopra degli 80 anni

    – Pazienti al di sotto dei 40 anni.

    – Patologie valvolari emodinamicamente significative

    – Cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva.

    – Durante o dopo chirurgia cardiaca entro gli ultimi 4 mesi prima del trattamento con metoprololo.

    In caso di bradicardia in aumento, il dosaggio deve essere ridotto o il trattamento gradualmente interrotto.

    Metoprololo Aurobindo non può essere somministrato in pazienti con insufficienza cardiaca congestizia non trattata. Innanzitutto l’insufficienza cardiaca congestizia deve essere riportata sotto controllo. Se ha luogo il trattamento concomitante con digossina, si deve tenere a mente che entrambi i medicinali rallentano la conduzione atrio–ventricolare e che vi è il rischio di dissociazione atrio–ventricolare. Inoltre, possono verificarsi complicazioni cardiovascolari, che si manifestano come capogiro, bradicardia e una tendenza al collasso.

    Si è verificata secchezza degli occhi, da sola oppure occasionalmente con eruzioni cutanee. Nella maggior parte dei casi i sintomi si sono attenuati quando il trattamento è stato sospeso. I pazienti devono essere tenuti sotto attento controllo per possibili effetti oculari. Se si verificano questi effetti, si deve considerare l’interruzione del metoprololo.

    Gravidanza

    Gravidanza:

    Poiché non esistono studi controllati sull’uso di metoprololo nelle donne in gravidanza, il metoprololo può essere usato in gravidanza solo se i benefici per la madre superano i rischi per l’embrione/feto.

    I beta–bloccanti riducono la perfusione placentare e possono causare morte fetale e nascita prematura. Un ritardo nella crescita intrauterina è stato osservato dopo un trattamento a lungo termine di donne in gravidanza con ipertensione da lieve a moderata. È stato segnalato che i beta–bloccanti causano parto prolungato e bradicardia nel feto e nel neonato. Sono stati segnalati casi di ipoglicemia, ipotensione, bilirubinemia aumentata e inibizione alla risposta all’anoxia nei neonati. Pertanto deve essere usata la dose più bassa possibile, e il trattamento deve essere interrotto circa 48–72 ore prima della data di nascita calcolata. Se ciò non è possibile, il neonato deve essere monitorato per 48–72 ore dopo il parto per segni e sintomi di effetti beta–bloccanti (ad es. complicanze cardiache e polmonari).

    I beta–bloccanti non hanno mostrato potenziale teratogeno negli animali, bensì ridotto flusso sanguigno nel cordone ombelicale, ritardo nella crescita, ridotta ossificazione e aumentato numero di morti fetali e post– natali.

    Allattamento:

    La concentrazione di metoprololo nel latte materno è di circa tre volte più elevata di quella nel plasma materno. Anche se il rischio di effetti avversi nei bambini allattati sembrerebbe inferiore dopo somministrazione di dosi terapeutiche del medicinale (ad eccezione degli individui con scarsa capacità metabolica), i bambini allattati devono essere monitorati per segni di beta–bloccaggio.

    Effetti Collaterali

    Il metoprololo è ben tollerato, e gli effetti indesiderati sono generalmente lievi e reversibili. La reazione avversa più comunemente segnalata durante il trattamento è l’affaticamento. Molto raramente (in meno di 1 caso per 10.000 pazienti) possono verificarsi cancrena (in pazienti con gravi patologie circolatorie periferiche), trombocitopenia e agranulocitosi. Nel corso degli studi clinici o dopo l’uso di routine sono stati segnalati i seguenti effetti indesiderati. In molti casi non è stato stabilito un collegamento certo con l’uso di metoprololo (tartrato).

      Molto comune (1/10) Comune (1/100, <1/10) Non comune (1/1000, <1/100) Raro (1/10.000, <1/1.000) Molto raro (< 1/10,000)
    Patologie del sistema emolinfopoietico         Trombocitopenia, leucopenia
    Patologie endocrine       Deterioramento di diabete mellito latente.  
    Disturbi del metabolismo e della nutrizione     Aumento di peso.    
    Disturbi psichiatrici     Depressione, Problemi di concentrazione, sonnolenza o insonnia, incubi. Nervosimo, ansia. Mancanza o compromissione della memoria, confusione, allucinazioni, alterazione della personalità (ad es. cambiamenti d’umore).
    Patologie del sistema nervoso   Capogiro, cefalea. Parestesia.    
    Patologie dell’occhio       Disturbi visivi, occhi secchi o irritati, congiuntivite.  
    Patologie dell’orecchio e del labirinto         Tinnito, problemi d’udito.
    Patologie cardiache   Bradicardia, Disturbi dell’equilibrio (molto raramente associate a sincope), palpitazioni. Esacerbazione temporanea dei sintomi di insufficienza cardiaca, blocco atrioventricolare di primo grado, dolore precordiale. Sintomi cardiaci funzionali, aritmia cardiaca, disturbi di conduzione.  
    Patologie vascolari Pronunciata caduta della pressione arteriosa e ipotensione ortostatica, molto raramente con sincope. Mani e piedi freddi.     Necrosi in pazienti con gravi disturbi vascolari periferici prima del trattamento, esacerbazione di claudicazione intermittente o sindrome di Raynaud.
    Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche   Dispnea funzionale Broncospasmo Rinite  
    Patologie gastrointestinali   Nausea, Dolore addominale, diarrea, stipsi Vomito Bocca secca Disturbi del gusto
    Patologie epatobiliari       Valori di LFT anomali. Epatite.
    Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo     Eruzione cutanea (orticaria simile a psoriasi e lesioni cutanee distrofiche), aumentata perspirazione. Perdita di capelli. Reazioni leggere di ipersensibilità, esacerbazione di psoriasi, nuova manifestazione di psoriasi, alterazioni dermatologiche simili a psoriasi.
    Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo     Spasmi muscolari.   Artralgia, debolezza muscolare.
    Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella       Impotenza e altre disfunzioni sessuali, indurimento plastico del pene (sindrome di Peyronie).  
    Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Affaticamento   Edema    

    Eccipienti

    Nucleo della compressa:

    Cellulosa microcristallina

    Amido di mais

    Sodio amido glicolato

    Silice colloidale anidra

    Sodio laurilsolfato

    Talco

    Magnesio stearato

    Rivestimento della compressa:

    Ipromellosa

    Titanio diossido (E171)

    Macrogol

    Polisorbato 80

    Talco

    Indigotina lacca d’alluminio (E132)

    Conservazione

    Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dalla luce.