Valsartan teva (Teva italia srl)

Capsule rigide 28cps 80mg

Principio attivo:Valsartan
Gruppo terapeutico:Antagonisti dell'angiotensina ii, non associati
Tipo di farmaco:Farmaco generico
Rimborsabilità:A
Ricetta:Rr - ripetibile 10v in 6mesi
GlucosioNon presente
GlutineNon presente
LattosioPresente



FOGLIETTO ILLUSTRATIVO
Indicazioni terapeutiche
  • insufficienza cardiaca
  • ipertensione arteriosa essenziale
  • infarto miocardico
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    Posologia

    Per dosi non realizzabili/praticabili con i presenti dosaggi, sono disponibili altri dosaggi e forme farmaceutiche di questo medicinale.

    Posologia :

    Ipertensione

    La dose iniziale raccomandata per valsartan è di 80 mg una volta al giorno. L’effetto antipertensivo è sostanzialmente presente entro 2 settimane e l’effetto massimo si osserva entro 4 settimane. In alcuni pazienti, in cui non viene raggiunto un adeguato controllo dei valori pressori, la dose può essere aumentata a 160 mg e fino a un massimo di 320 mg.

    Valsartan può essere somministrato in associazione con altri farmaci antipertensivi (vedere paragrafi 4.3, 4.4, 4.5 e 5.1). L’aggiunta di un diuretico, come idroclorotiazide, diminuirà ancor di più la pressione arteriosa in questi pazienti.

    Infarto miocardico recente

    Nei pazienti clinicamente stabili, la terapia può essere iniziata 12 ore dopo un infarto miocardico. Dopo una dose iniziale di 20 mg due volte al giorno, la dose di valsartan deve essere aumentata a 40 mg, 80 mg e 160 mg due volte al giorno nelle settimane successive. La dose iniziale è ottenuta mediante la compressa divisibile da 40 mg.

    La dose massima da raggiungere è 160 mg due volte al giorno. In generale si raccomanda che i pazienti raggiungano una dose di 80 mg due volte al giorno entro 2 settimane dall’inizio della terapia e la dose massima, 160 mg due volte al giorno, entro 3 mesi, a seconda della tollerabilità del paziente. Nel caso si verifichi ipotensione sintomatica o disfunzione renale si deve considerare una riduzione del dosaggio.

    Valsartan può essere utilizzato in pazienti trattati con altre terapie per il post–infarto, quali trombolitici, acido acetilsalicilico, beta–bloccanti, statine e diuretici. Il trattamento concomitante con ACE inibitori non è raccomandato (vedere paragrafi 4.4 e 5.1).

    La valutazione dei pazienti con infarto miocardico recente deve sempre includere un esame della funzionalità renale.

    Insufficienza cardiaca

    La dose iniziale raccomandata di valsartan è di 40 mg due volte al giorno. L’aumento della dose fino a 80 mg e 160 mg due volte al giorno, deve essere fatto ad intervalli di almeno due settimane, fino al massimo dosaggio tollerato dal paziente. Si deve considerare riduzione della dose dei diuretici somministrati contemporaneamente. La dose massima giornaliera somministrata durante gli studi clinici è di 320 mg, suddivisa in due somministrazioni.

    Valsartan può essere somministrato in concomitanza ad altre terapie per l’insufficienza cardiaca. Tuttavia, la tripla associazione di un ACE–inibitore, valsartan e un betabloccante o un diuretico risparmiatore di potassio non è raccomandata (vedere paragrafi 4.4 e 5.1).

    La valutazione dei pazienti con insufficienza cardiaca deve sempre includere un esame della funzionalità renale.

    Popolazioni speciali

    Persone anziane

    Non è richiesto alcun aggiustamento della dose nelle persone anziane.

    Compromissione renale

    Non è richiesto alcun aggiustamento della dose nei pazienti adulti con insufficienza renale con clearance della creatinina >10 ml/min (vedere i paragrafi 4.4 e 5.2).

    L’uso concomitante di valsartan con aliskiren è controindicato nei pazienti con compromissione renale (GFR <60 ml/min/1.73 m²) (vedere paragrafi 4.3, 4.5 e 5.1).

    Diabete Mellito

    L’uso concomitante di valsartan con aliskiren è controindicato nei pazienti con diabete mellito (vedere paragrafi 4.3, 4.5 e 5.1).

    Compromissione epatica

    L’uso di valsartan è controindicato nei pazienti con insufficienza epatica grave, cirrosi biliare e nei pazienti con colestasi (vedere i paragrafi 4.3, 4.4 e 5.2). Nei pazienti con lieve o moderata compromissione epatica, senza colestasi, la dose di valsartan non deve superare gli 80 mg.

    Popolazione pediatrica

    Ipertenzione pediatrica

    Bambini e adolescenti di età compresa tra 6 e 18 anni

    La dose iniziale è 40 mg una volta al giorno nei bambini di peso inferiore a 35 kg e 80 mg una volta al

    giorno nei bambini di peso uguale o superiore a 35 kg. La dose deve essere aggiustata in base alla

    risposta della pressione arteriosa. Per le dosi massime studiate negli studi clinici fare riferimento alla

    tabella che segue. Dosi superiori a quelle riportate in tabella non sono state studiate e non sono pertanto raccomandate.

    Peso Dose massima studiata negli studi clinici
    ≥18 kg to <35 kg 80 mg
    ≥35 kg to <80 kg 160 mg
    ≥80 kg to ≤160 kg 320 mg

    Bambini di età inferiore a 6 anni

    I dati disponibili sono descritti nei paragrafi 4.8, 5.1 e 5.2. Tuttavia, la sicurezza e efficacia di valsartan nei bambini di età compresa tra 1 e 6 anni non sono state stabilite.

    Uso nei pazienti pediatrici di età compresa tra 6 e 18 anni con insufficienza renale

    L’uso nei pazienti pediatrici con clearance della creatinina <30 ml/min e nei pazienti pediatrici sottoposti a dialisi non è stato studiato, valsartan non è pertanto raccomandato in questi pazienti. Non è richiesto alcun aggiustamento della dose nei pazienti pediatrici con clearance della creatinina >30 ml/min. La funzionalità renale ed il potassio serico devono essere controllati attentamente (vedere paragrafi 4.4 e 5.2).

    Uso nei pazienti pediatrici di età compresa tra 6 e 18 anni con insufficienza epatica

    Come per gli adulti, valsartan è controindicato nei pazienti pediatrici con grave insufficienza epatica, cirrosi biliare e nei pazienti con colestasi (vedere paragrafi 4.3, 4.4 e 5.2). L’esperienza sull’uso di valsartan nei pazienti pediatrici con insufficienza epatica lieve o moderata è limitata. In questi pazienti la dose di valsartan non deve superare 80 mg.

    Insufficienza cardiaca e infarto miocardico pediatrici

    Valsartan non è raccomandato nel trattamento dell’insufficienza cardiaca e dell’infarto miocardico recente nei bambini e negli adolescenti di età inferiore a 18 anni a causa della mancanza di dati sulla sicurezza e sull’efficacia.

    Metodo di somministrazione

    Valsartan può essere assunto indipendentemente dai pasti e deve essere somministrato con acqua.

    Controindicazioni
  • ipersensibilità al principio attivo
  • compromissione epatica
  • gravidanza
  • diabete mellito
  • cirrosi
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    Interazioni
  • agente
  • digossina
  • acido acetilsalicilico
  • indometacina
  • altri medicinali
  • antipertensivo
  • antinfiammatori
  • antagonisti dell’angiotensina
  • state riscontrate interazioni
  • warfarin
  • atenololo
  • interazione
  • furosemide
  • cimetidina
  • litio
  • idroclorotiazide
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    Avvertenze

    Iperkaliemia

    L’uso concomitante con integratori di potassio, diuretici risparmiatori di potassio, sostituti del sale contenenti potassio o altri farmaci che possono aumentare i livelli di potassio (eparina, ecc.) non è raccomandato. I livelli ematici di potassio devono essere controllati appropriatamente.

    Compromissione renale

    Ad oggi non esiste esperienza sulla sicurezza di impiego in pazienti con clearance della creatinina <10 ml/min ed in pazienti sottoposti a dialisi, pertanto valsartan deve essere utilizzato con cautela in tale popolazione di pazienti. Non è richiesto alcun aggiustamento della dose nei pazienti adulti con clearance della creatinina >10 ml/min. (vedere paragrafi 4.2 e 5.2).

    L’uso concomitante di ARBs – incluso valsartan– o di ACEIs con aliskiren è controindicato in pazienti con compromissione renale (GFR <60 ml/min/1.73m²) (vedere paragrafi 4.3, 4.5 e 5.1).

    Compromissione epatica

    Nei pazienti con insufficienza epatica lieve o moderata, senza colestasi, Valsartan deve essere utilizzato con cautela (vedere paragrafi 4.2 e 5.2).

    Pazienti sodio e/o volume depleti

    In pazienti con forte deplezione di sodio e/o volume, come coloro che ricevono elevati dosaggi di diuretici, può, in rari casi, verificarsi ipotensione sintomatica dopo l’inizio della terapia con valsartan. La deplezione di sodio e/o di volume deve essere corretta prima di iniziare il trattamento con valsartan, ad es. riducendo la dose di diuretico.

    Stenosi dell’arteria renale

    Non è stata stabilita la sicurezza di impiego di valsartan in pazienti con stenosi bilaterale dell’arteria renale o stenosi di rene unico.

    La somministrazione di valsartan a breve termine a dodici pazienti affetti da ipertensione reno–vascolare secondaria a stenosi unilaterale dell’arteria renale non ha indotto alcuna alterazione significativa dell’emodinamica renale, della creatinina sierica o dell’azotemia (BUN). Tuttavia, poiché altre sostanze che agiscono sul sistema renina–angiotensina possono aumentare l’azotemia e la creatinina sierica nei pazienti con stenosi unilaterale dell’arteria renale, durante il trattamento con valsartan si raccomanda il monitoraggio della funzione renale.

    Trapianto renale

    Ad oggi non vi è esperienza sulla sicurezza di impiego di valsartan in pazienti sottoposti a trapianto renale recente.

    Iperaldosteronismo primario

    I pazienti con iperaldosteronismo primario non devono essere trattati con valsartan in quanto il loro sistema renina–angiotensina non è attivo.

    Stenosi della valvola aortica e mitrale, cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva

    Come per tutti i vasodilatatori, è necessaria particolare cautela nei pazienti affetti da stenosi aortica o mitralica o da cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva (HOCM).

    Gravidanza

    La terapia con antagonisti del recettore dell’angiotensina II (AIIRA) non deve essere iniziata durante la gravidanza. Per le pazienti che stanno pianificando una gravidanza si deve ricorrere ad un trattamento antipertensivo alternativo, con comprovato profilo di sicurezza per l’uso in gravidanza, a meno che non sia considerato essenziale il proseguimento della terapia con un AIIRA. Quando viene accertata una gravidanza, il trattamento con antagonisti del recettore dell’angiotensina II deve essere interrotto immediatamente e, se appropriato, deve essere iniziata una terapia alternativa (vedere paragrafi 4.3 e 4.6).

    Infarto miocardico recente

    La somministrazione combinata di captopril e valsartan non ha evidenziato alcun beneficio clinico addizionale, mentre il rischio di effetti indesiderati è aumentato, in confronto al trattamento con le rispettive monoterapie (vedere paragrafi 4.2 e 5.1). L’ associazione di valsartan con un ACE inibitore non è pertanto raccomandata.

    Quando si inizia una terapia in pazienti post–infartuati si deve procedere con cautela. La valutazione dei pazienti post–infartuati deve sempre includere un esame della funzionalità renale (vedere paragrafo 4.2).

    L’uso di valsartan nei pazienti post–infartuati induce generalmente una certa riduzione della pressione arteriosa, ma di solito non è necessario interrompere la terapia a causa di ipotensione sintomatica persistente, purché vengano seguite le istruzioni sul dosaggio (vedere paragrafo 4.2).

    Insufficienza cardiaca

    Il rischio di reazioni avverse, in particolare ipotensione, iperpotassiemia e riduzione della funzionalità renale (inclusa l’insufficienza renale acuta), può aumentare quando Valsartan Teva Italia viene assunto in associazione con un ACE–inibitore. Nei pazienti con insufficienza cardiaca, l’associazione tripla di un ACE inibitore, un beta–bloccante e Valsartan Teva Italia non ha dimostrato alcun beneficio clinico (vedere paragrafo 5.1). Questa associazione sembra aumentare il rischio di eventi avversi e non è pertanto raccomandata. Anche la tripla associazione di un ACE–inibitore, un antagonista del recettore dei mineralcorticoidi e valsartan non è raccomandata. L’uso di queste associazioni deve essere effettuato sotto la supervisione di uno specialista e con uno stretto e frequente monitoraggio della funzionalità renale, degli elettroliti e della pressione del sangue.

    È necessaria cautela quando si inizia una terapia in pazienti con insufficienza cardiaca. La valutazione dei pazienti con insufficienza cardiaca deve sempre includere un esame della funzionalità renale (vedere paragrafo 4.2).

    L’uso di Valsartan Teva Italia in pazienti con insufficienza cardiaca induce generalmente una certa riduzione della pressione arteriosa, ma di solito non è necessario interrompere la terapia a causa di ipotensione sintomatica persistente, purché vengano seguite le istruzioni sul dosaggio (vedere paragrafo 4.2).

    Nei pazienti in cui la funzionalità renale può dipendere dall’attività del sistema renina–angiotensina–aldosterone (ad es., pazienti con grave insufficienza cardiaca congestizia), il trattamento con ACE inibitori è stato associato a oliguria e/o progressiva azotemia e, in rari casi, a insufficienza renale acuta e/o decesso. Poiché Valsartan è un antagonista dei recettori dell’angiotensina II, non può essere escluso che l’uso di valsartan possa essere associato a un peggioramento della funzionalità renale. Gli ACE–inibitori e gli antagonisti del recettore dell’angiotensina II non devono essere usati contemporaneamente in pazienti con nefropatia diabetica.

    Storia di angioedema

    Angioedema, incluso edema della laringe e della glottide causando ostruzione delle vie aeree e/o gonfiore del viso, delle labbra, del faringe e/o della lingua è stato riportato in pazienti trattati con valsartan; alcuni di questi pazienti hanno precedente esperienza di angioedema con altri farmaci inclusi ACE inibitori. Valsartan Teva Italia deve essere immediatamente interrotto nei pazienti che sviluppano angioedema, e Valsartan Teva Italia non deve essere ri–somministrato.

    Duplice blocco del sistema renina–angiotensina–aldosterone (RAAS)

    Esiste l’evidenza che l’uso concomitante di ACE–inibitori, antagonisti del recettore dell’angiotensina II o aliskiren aumenta il rischio di ipotensione, iperpotassiemia e riduzione della funzionalità renale (inclusa l’insufficienza renale acuta). Il duplice blocco del RAAS attraverso l’uso combinato di ACE–inibitori, antagonisti del recettore dell’angiotensina II o aliskiren non è pertanto raccomandato (vedere paragrafi 4.5 e 5.1).

    Se la terapia del duplice blocco è considerata assolutamente necessaria, ciò deve avvenire solo sotto la supervisione di uno specialista e con uno stretto e frequente monitoraggio della funzionalità renale, degli elettroliti e della pressione sanguigna.

    Gli ACE–inibitori e gli antagonisti del recettore dell’angiotensina II non devono essere usati contemporaneamente in pazienti con nefropatia diabetica.

    Popolazione pediatrica

    Compromissione renale

    L’uso nei pazienti pediatrici con clearance della creatinina <30 ml/min e nei pazienti pediatrici sottoposti a dialisi non è stato studiato, pertanto valsartan non è raccomandato in questi pazienti. Non è necessario alcun aggiustamento della dose nei pazienti pediatrici con clearance della creatinina >30 ml/min (vedere paragrafi 4.2 e 5.2). La funzionalità renale ed il potassio serico devono essere controllati attentamente durante il trattamento con valsartan. In particolare questo si applica quando valsartan viene somministrato in presenza di altre condizioni (febbre, disidratazione) che possono compromettere la funzionalità renale.L’uso concomitante di ARB – incluso valsartan – o di ACE–inibitori con aliskiren è controindicato nei pazienti con compromissione renale (GFR <60 mL/min/1.73m²) (vedere paragrafi 4.3 e 5.2.).

    Compromissione epatica

    Come negli adulti, valsartan è controindicato nei pazienti pediatrici con grave insufficienza epatica, cirrosi biliare e in pazienti con colestasi (vedere paragrafi 4.3 e 5.2). L’esperienza clinica sull’uso di valsartan nei pazienti pediatrici con insufficienza epatica lieve o moderata è limitata. In questi pazienti la dose non deve superare 80 mg.

    Gravidanza

    Gravidanza

    L’uso di inibitori dei recettori dell’angiotensina II (AIIRA) non è raccomandato durante il primo trimestre di gravidanza (vedere il paragrafo 4.4). L’uso degli AIIRA è controindicato durante il secondo e terzo trimestre di gravidanza (vedere i paragrafi 4.3 e 4.4).

    L’evidenza epidemiologica sul rischio di teratogenicità a seguito dell’esposizione ad ACE inibitori durante il primo trimestre di gravidanza non ha dato risultati conclusivi; tuttavia non può essere escluso un lieve aumento del rischio. Sebbene non siano disponibili dati epidemiologici controllati sul rischio con antagonisti del recettore dell’angiotensina II (AIIRA), un simile rischio può esistere anche per questa classe di medicinali. Per le pazienti che stanno pianificando una gravidanza si deve ricorrere ad un trattamento antipertensivo alternativo, con comprovato profilo di sicurezza per l’uso in gravidanza, a meno che non sia considerato essenziale il proseguimento della terapia con un AIIRA. Quando viene accertata una gravidanza, il trattamento con AIIRA deve essere immediatamente interrotto e, se appropriato, si deve iniziare una terapia alternativa.

    È noto che l’esposizione ad AIIRA durante il secondo ed il terzo trimestre induce tossicità fetale (ridotta funzionalità renale, oligoidramnios, ritardo nell’ossificazione del cranio) e tossicità neonatale (insufficienza renale, ipotensione, iperkaliemia) (vedere paragrafo 5.3).

    Se dovesse verificarsi esposizione ad un AIIRA dal secondo trimestre di gravidanza, si raccomanda un controllo ecografico della funzionalità renale e del cranio.

    I neonati le cui madri abbiano assunto AIIRA devono essere attentamente seguiti per quanto riguarda l’ipotensione (vedere paragrafi 4.3 e 4.4).

    Allattamento

    Poiché non sono disponibili dati riguardanti l’uso di valsartan durante l’allattamento, l’uso di valsartan non è raccomandato e si devono preferire terapie alternative con comprovato profilo di sicurezza per l’uso durante l’allattamento, specialmente in caso di allattamento a neonati e prematuri.

    Fertilità

    Valsartan non ha avuto effetti avversi sulla capacità riproduttiva di topi maschi o femmine a dosi fino a 200 mg/kg/giorno per via orale. Questa dose è 6 volte la dose massima raccomandata nell’uomo in termini di mg/m² (il calcolo si basa su una dose orale di 320 mg/giorno ed un paziente di 60 kg).

    Effetti Collaterali

    Negli studi clinici controllati in pazienti adulti ipertesi, l’incidenza complessiva delle reazioni avverse (ADRs) era sovrapponibile a quella riscontrata con il placebo ed è consistente con la farmacologia di valsartan. L’incidenza delle ADR non è sembrata correlata alla dose o alla durata del trattamento né è stata individuata alcuna associazione con il sesso, l’età o l’etnia.

    Le ADRs riportate negli studi clinici, nell’esperienza post–marketing e nei risultati degli esami di laboratorio sono elencate nella tabella che segue secondo la classificazione per sistemi e organi.

    Le reazioni avverse sono classificate in base alla frequenza, in ordine decrescente in base alla convenzione seguente:

    Molto comune (≥ 1/10)

    Comune (≥ 1/100, < 1/10)

    Non comune (≥ 1/1.000, < 1/100)

    Rara (≥ 1/10.000, < 1/1.000)

    Molto rara (< 1/10.000)

    Non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

    All’interno di ogni classe di frequenza, gli effetti indesiderati sono riportati in ordine decrescente di gravità.

    Non è possibile attribuire una frequenza alle ADRs segnalate nel corso dell’esperienza post–marketing e nei risultati degli esami di laboratorio e pertanto queste sono riportate con frequenza "non nota".

    Ipertensione

    Patologie del sistema emolinfopoietico

    Non nota: Diminuzione dell’emoglobina, riduzione dell’ematocrito, neutropenia, trombocitopenia

    Disturbi del sistema immunitario

    Non nota: Ipersensibilità, compresa malattia da siero

    Disturbi del metabolismo e della nutrizione

    Non nota: Aumento del potassio sierico, iponatriemia

    Patologie dell’orecchio e del labirinto

    Non comune: Vertigini

    Patologie vascolari

    Non nota: Vascolite

    Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche

    Non comune: Tosse

    Patologie gastrointestinali

    Non comune: Dolore addominale

    Patologie epatobiliari

    Non nota: Aumento dei valori della funzionalità epatica, incluso aumento della bilirubina sierica

    Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

    Non nota: Edema angioneurotico, eruzione cutanea, prurito

    Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo

    Non nota: Mialgia

    Patologie renali e urinarie

    Non nota: Insufficienza renale e compromissione della funzionalità renale, aumento della creatinina sierica

    Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione

    Non comune: Affaticamento

    Popolazione pediatrica

    Ipertensione

    L’effetto antipertensivo di valsartan è stato valutato in due studi clinici in doppio cieco, randomizzati, condotti su 561 pazienti pediatrici di età compresa tra 6 e 18 anni. Con l’eccezione di isolati disturbi gastrointestinali (come dolore addominale, nausea, vomito) e capogiri, non sono state identificate differenze rilevanti in termini di tipo, frequenza e gravità delle reazioni avverse tra il profilo di sicurezza dei pazienti pediatrici di età compresa tra 6 e 18 anni e il profilo rilevato in precedenza nei pazienti adulti.

    La valutazione neurocognitiva e dello sviluppo dei pazienti pediatrici di età compresa tra 6 e 16 anni complessivamente non ha rivelato influenze negative clinicamente rilevanti dopo il trattamento con valsartan per un periodo di tempo fino ad un anno.

    In uno studio in doppio cieco, randomizzato, condotto su 90 bambini di età compresa tra 1 e 6 anni, al quale ha fatto seguito un’estensione di un anno in aperto, sono stati osservati due morti e casi isolati di un marcato innalzamento delle transaminasi epatiche. Questi casi si sono verificati in una popolazione che aveva significative comorbidità. Non è stata stabilita una relazione causale con valsartan. In un secondo studio, nel quale sono stati randomizzati 75 bambini di età compresa tra 1 e 6 anni, non si sono verificati innalzamenti significativi delle transaminasi o morti con il trattamento con valsartan.

    L’iperkaliemia è stata osservata con maggiore frequenza nei bambini e negli adolescenti di età compresa tra 6 e 18 anni con una sottostante malattia renale cronica.

    Il profilo di sicurezza osservato negli studi clinici controllati nei pazienti post–infartuati e/o con insufficienza cardiaca differisce dal profilo di sicurezza generale osservato nei pazienti con ipertensione. Questa osservazione può essere correlata alla patologia sottostante. Le reazioni avverse osservate nei pazienti post–infartuati e/o con insufficienza cardiaca sono riportate di seguito:

    Post–infarto miocardico e/o insufficienza cardiaca (studiati solo nei pazienti adulti)

    Patologie del sistema emolinfopoietico

    Non nota: Trombocitopenia

    Disturbi del sistema immunitario

    Non nota: Ipersensibilità, compresa malattia da siero

    Disturbi del metabolismo e della nutrizione

    Non comune: Iperkaliemia

    Non nota: Aumento del potassio sierico, iponatriemia

    Patologie del sistema nervoso

    Comune: Capogiri, capogiri posturali

    Non comune: Sincope, cefalea

    Patologie dell’orecchio e del labirinto

    Non comune: Vertigini

    Patologie cardiache

    Non comune: Insufficienza cardiaca

    Patologie vascolari

    Comune: Ipotensione, ipotensione ortostatica

    Non nota: Vasculite

    Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche

    Non comune: Tosse

    Patologie gastrointestinali

    Non comune: Nausea, diarrea

    Patologie epatobiliari

    Non nota: Aumento dei valori di funzionalità epatica

    Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

    Non comune: Edema angioneurotico

    Non nota: Eruzione cutanea, prurito

    Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo

    Non nota: Mialgia

    Patologie renali e urinarie

    Comune: Insufficienza renale e compromissione della funzionalità renale

    Non comune: Insufficienza renale acuta, aumento della creatinina sierica

    Non nota: Aumento dell’azotemia (BUN)

    Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione

    Non comune: Astenia, affaticamento

    Segnalazione delle reazioni avverse sospette

    La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo www.agenziafarmaco.gov.it /it/responsabili.

    Eccipienti

    Contenuto delle capsule

    Silice colloidale anidra

    Sodio amido glicolato (Tipo A)

    Crospovidone (Tipo A)

    Cellulosa microcristallina

    Amido di mais

    Magnesio stearato

    Involucro della capsula

    Titanio diossido (E171)

    Gelatina

    Ferro ossido nero (E172)

    Ferro ossido rosso (E172)

    Solo dosaggio da 160 mg: ferro ossido giallo (E172)

    Inchiostro di stampa

    Gomma lacca

    Glicole propilenico

    Ferro ossido nero (E172)

    Conservazione

    Non conservare ad una temperatura superiore ai 25° C.

    Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dall’umidità.