Longastatina lar (Italfarmaco spa)

Sospensione iniett polv solv fl 30mg+sir+2

Principio attivo:Octreotide acetato
Gruppo terapeutico:Ormoni ipotalamici
Tipo di farmaco:Farmaco etico
Rimborsabilità:A
Ricetta:Rr - ripetibile 10v in 6mesi
GlucosioNon presente
GlutinePresente
LattosioNon presente



FOGLIETTO ILLUSTRATIVO
Indicazioni terapeutiche
  • carcinoidi
  • tumori endocrini funzionanti gastro–entero–pancreatici
  • acromegalia
  • carcinoide
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    Posologia

    Posologia

    Acromegalia

    Si raccomanda di iniziare il trattamento con la somministrazione di Longastatina LAR 20 mg ad intervalli di 4 settimane per 3 mesi. I pazienti in trattamento con Longastatina per via sottocutanea possono iniziare il trattamento con Longastatina LAR il giorno dopo l’ultima dose di Longastatina per via sottocutanea..

    Successive modifiche nel dosaggio devono basarsi sulle concentrazioni ematiche dell’ormone della crescita (GH) e del fattore di crescita insulino–simile 1/somatomedina C (IGF–1) e sulla sintomatologia clinica.

    Nei pazienti nei quali, entro il periodo di 3 mesi, sia la sintomatologia clinica che i parametri biochimici (GH; IGF–1) non siano stati controllati in modo soddisfacente (concentrazioni di GH ancora superiori a 2,5 mcg /L), la dose può essere aumentata a 30 mg ogni 4 settimane. Se dopo 3 mesi, GH, IGF–1, e/o la sintomatologia non risultassero ancora adeguatamente controllati alla dose di 30 mg, la dose può essere aumentata a 40 mg ogni 4 settimane.

    Nei pazienti dove le concentrazioni di GH si mantengono costantemente al di sotto di 1 microgrammo/L, le concentrazioni sieriche di IGF–1 si normalizzano e si ha la scomparsa della maggior parte dei segni/sintomi reversibili dell’ acromegalia, dopo 3 mesi di trattamento con 20 mg, può essere somministrata Longastatina LAR 10 mg ogni 4 settimane. Tuttavia, particolarmente in questo gruppo di pazienti dove si usa questo basso dosaggio di Longastatina LAR, si raccomanda un adeguato controllo delle concentrazioni sieriche di GH e IGF–1 e dei segni e sintomi clinici.

    Nei pazienti con una dose stabile di Longastatina LAR, si devono effettuare i controlli di GH e IGF–1 ogni 6 mesi.

    Tumori endocrini gastro–entero–pancreatici

    Trattamento di pazienti con sintomi associati a tumori neuroendocrini gastro–entero–pancreatici funzionanti

    Si raccomanda di iniziare il trattamento con la somministrazione di Longastatina LAR 20 mg ad intervalli di 4 settimane. I pazienti in trattamento con Longastatina per via sottocutanea devono continuare il trattamento alla dose risultata in precedenza efficace per 2 settimane dopo la prima iniezione di Longastatina LAR.

    Nei pazienti nei quali, sia la sintomatologia clinica che i parametri biochimici risultano ben controllati dopo 3 mesi di trattamento, la dose può essere ridotta a Longastatina LAR 10 mg ogni 4 settimane.

    Nei pazienti nei quali, sia la sintomatologia clinica che i parametri biochimici risultano solo parzialmente controllati dopo 3 mesi di trattamento, la dose può essere aumentata a Longastatina LAR 30 mg ogni 4 settimane.

    Nei giorni nei quali, durante il trattamento con Longastatina LAR, i sintomi associati ai tumori gastro–entero–pancreatici peggiorano, si raccomanda la somministrazione in aggiunta di Longastatina per via sottocutanea alla dose usata prima dell’inizio del trattamento con Longastatina LAR. Questa evenienza può verificarsi soprattutto nei primi 2 mesi di trattamento, fino a quando non vengono raggiunte le concentrazioni terapeutiche di octreotide.

    Trattamento di pazienti con tumori neuroendocrini in stadio avanzato dell’ intestino medio o con localizzazione del tumore primitivo non nota in cui sono stati esclusi i siti estranei

    all’ intestino medio

    La dose raccomandata di Longastatina LAR è 30 mg somministrata ogni 4 settimane (vedere paragrafo 5.1). Il trattamento con Longastatina LAR per il controllo del tumore deve essere continuato anche in assenza di progressione del tumore.

    Trattamento di adenomi ipofisari secernenti TSH.

    Il trattamento con Longastatina LAR deve essere iniziato alla dose di 20 mg ad intervalli di 4 settimane per 3 mesi prima di considerare un aggiustamento della dose. La dose sarà poi regolata sulla base della risposta del TSH e dell’ ormone tiroideo.

    Uso nei pazienti con funzionalità renale compromessa

    La funzionalità renale compromessa non modifica l’esposizione totale ad octreotide (AUC) se somministrato per via sottocutanea come Longastatina. Di conseguenza, non è necessario modificare la dose di Longastatina LAR.

    Uso nei pazienti con funzionalità epatica compromessa

    In uno studio in cui Longastatina è stata somministrata sia per via sottocutanea che endovenosa, si è visto che la capacità di eliminazione del farmaco può essere ridotta in pazienti con cirrosi epatica, ma non in quelli con steatosi epatica. In alcuni casi in pazienti con funzione epatica compromessa può essere richiesto un aggiustamento del dosaggio.

    Uso nei pazienti anziani

    In uno studio con Longastatina somministrata per via sottocutanea non è stata necessaria alcuna modifica del dosaggio in soggetti con età ≥ 65 anni.

    Di conseguenza, non è richiesta alcuna modifica del dosaggio di Longastatina LAR in questo gruppo di pazienti.

    Uso nei bambini

    L’esperienza nell’uso di Longastatina LAR nei bambini è limitata.

    Modo di somministrazione

    Longastatina LAR può essere somministrata solo con iniezioni in sede intramuscolare profonda. La sede per le iniezioni intramuscolari ripetute deve essere alternata tra il gluteo sinistro e quello destro (vedere paragrafo 6.6).

    Controindicazioni
  • ipersensibilità al principio attivo
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    Interazioni
  • calcio
  • agenti
  • antidiabetici
  • terfenadina
  • beta–bloccanti
  • bromocriptina
  • ciclosporina
  • chinidina
  • cimetidina
  • insulina
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    Avvertenze

    Generali

    Poiché i tumori ipofisari GH–secernenti possono talvolta espandersi causando serie complicazioni (ad esempio alterazioni del campo visivo), è essenziale un attento monitoraggio di tutti i pazienti. In caso di espansione del tumore deve essere valutata la possibilità di procedure alternative.

    In pazienti femmine acromegaliche, i benefici terapeutici di una riduzione dei livelli dell’ormone della crescita (GH) e la normalizzazione del fattore di crescita insulino–simile 1 (IGF–1) possono potenzialmente ripristinare la fertilità. Le pazienti in età fertile devono essere informate di utilizzare, se necessario, durante il trattamento con octreotide un’adeguata contraccezione (vedere anche paragrafo 4.6).

    Nei pazienti in trattamento prolungato con octreotide deve essere controllata la funzione tiroidea.

    Durante la terapia con octreotide deve essere controllata la funzione epatica.

    Eventi correlati all’apparato cardiovascolare

    Sono stati riportati casi comuni di bradicardia. Può essere necessario un aggiustamento del dosaggio di farmaci quali beta–bloccanti, calcio antagonisti, o agenti per il controllo del bilancio idro–elettrolitico (vedere paragrafo 4.5).

    Colecisti ed eventi correlati

    L’ octreotide inibisce la secrezione di colecistochinina, determinando una ridotta contrattilità della colecisti e un aumento del rischio di formazione di fango e calcoli. Lo sviluppo di calcoli biliari è stato riportato nel 15 – 30% dei pazienti in trattamento a lungo termine con Longastatina per via sottocutanea. La prevalenza nella popolazione generale (di età compresa tra 40 e 60 anni) è di circa il 5 – 20%. I dati sull’esposizione a lungo termine di pazienti con acromegalia o con tumori gastro–entero pancreatici a Longastatina LAR suggeriscono che il trattamento con Longastatina LAR non aumenta l’incidenza di calcoli biliari rispetto al trattamento sottocutaneo. Un controllo ecografico della colecisti è comunque consigliabile sia prima che a intervalli di 6 mesi durante il trattamento con Longastatina LAR. Se presenti, i calcoli biliari sono generalmente asintomatici; nel caso fossero sintomatici, possono essere trattati tramite dissoluzione con acidi biliari o con intervento chirurgico.

    Metabolismo glucidico

    Per l’azione inibitoria sull’ormone della crescita, sul glucagone e sul rilascio di insulina, Longastatina LAR può influenzare la regolazione del metabolismo del glucosio. La tolleranza glucidica postprandiale può essere alterata. Come segnalato in pazienti trattati con Longastatina per via sottocutanea, in alcuni casi può essere indotto uno stato di iperglicemia persistente come conseguenza della somministrazione cronica del farmaco. E’ stata riportata anche ipoglicemia.

    Nei pazienti con concomitante diabete mellito di Tipo I, è probabile che Longastatina LAR influisca sulla regolazione del glucosio, e il fabbisogno di insulina potrebbe essere ridotto. Nei pazienti non diabetici e nei pazienti con diabete di Tipo II con riserve di insulina parzialmente intatte, la somministrazione per via sottocutanea di Longastatina potrebbe provocare un aumento della glicemia postprandiale. Si raccomanda dunque di monitorare la tolleranza glucidica e la terapia antidiabetica.

    Nei pazienti con insulinoma, poiché octreotide ha una maggiore potenza relativa di inibizione della secrezione dell’ormone della crescita e di glucagone, rispetto all’insulina, e poiché la durata dell’effetto inibitorio sull’insulina è minore, octreotide potrebbe aumentare la severità e prolungare la durata dell’ipoglicemia. Questi pazienti devono essere controllati attentamente.

    Nutrizione

    In alcuni pazienti octreotide può alterare l’assorbimento dei grassi presenti nella dieta.

    In alcuni pazienti in trattamento con octreotide si è osservato una diminuzione consistente dei livelli di vitamina B12 e risultati anormali del test di Schilling. Si raccomanda di effettuare il monitoraggio dei livelli di vitamina B12 durante la terapia con Longastatina LAR in pazienti che abbiano avuto in precedenza episodi di carenza di vitamina B12.

    Gravidanza

    Gravidanza

    I dati relativi all’ uso di octreotide in donne in gravidanza sono in numero limitato (meno di 300 gravidanze esposte) e in circa un terzo dei casi i risultati della gravidanza sono sconosciuti.

    La maggior parte delle segnalazioni sono pervenute dopo la commercializzazione di octreotide e oltre il 50% di gravidanze esposte sono state riportate in pazienti acromegaliche. La maggior parte delle donne è stata esposta a octreotide durante il primo trimestre di gravidanza a dosi variabili da 100 a 1200 mcg /die di Longastatina somministrata per via sottocutanea o da 10 a 40 mg/mese di Longastatina LAR. In circa il 4% delle gravidanze con esito noto, sono state riportate anomalie congenite. Per questi casi non è stata sospettata una relazione causale con l’octreotide.

    Studi su animali non indicano effetti dannosi diretti o indiretti per quanto riguarda la tossicità riproduttiva (vedere paragrafo 5.3).

    Come misura precauzionale, è preferibile evitare di usare Longastatina LAR durante la gravidanza (vedere paragrafo 4.4).

    Allattamento

    Non è noto se l’octreotide venga escreto nel latte materno. Studi su animali hanno mostrato che l’octreotide è escreto nel latte materno. Le pazienti non devono allattare durante il trattamento con Longastatina LAR.

    Fertilità

    Non è noto se l’octreotide ha un effetto sulla fertilità nell’ uomo. Nei maschi nati da madri trattate durante la gravidanza e l’allattamento è stato osservato un ritardo nella discesa dei testicoli. L’octreotide comunque non ha compromesso la fertilità nei ratti maschi e femmine a dosi fino a 1 mg/kg di peso corporeo al giorno (vedere paragrafo 5.3).

    Effetti Collaterali

    Sintesi del profilo di sicurezza

    Le reazioni avverse più frequentemente riportate durante la terapia con octreotide comprendono disturbi gastrointestinali, disturbi del sistema nervoso, disturbi epatobiliari e disturbi del metabolismo e della nutrizione.

    Le reazioni avverse più comunemente segnalate durante gli studi clinici con octreotide sono state diarrea, dolore addominale, nausea, flatulenza, mal di testa, colelitiasi, iperglicemia e stipsi. Altre reazioni avverse riportate comunemente sono state capogiri, dolore localizzato, sabbia biliare, disfunzione tiroidea (diminuzione dell’ormone tireotropo [TSH], diminuzione del T4 totale e del T4 libero), feci molli, alterata tolleranza al glucosio, vomito, astenia e ipoglicemia.

    Tabella delle reazioni avverse

    Le seguenti reazioni avverse al farmaco, elencate nella Tabella 1, sono state raccolte durante gli studi clinici con octreotide:

    Le reazioni avverse al farmaco (Tabella 1) sono elencate secondo la categoria di frequenza, riportando per prima la reazione più frequente, usando la seguente convenzione: molto comune (≥ 1/10); comune (≥ 1/100, < 1/10); non comune (≥ 1/1.000, < 1/100); raro (≥ 1/10.000, < 1/1.000; molto raro (< 1/10.000), comprese le segnalazioni isolate. All’interno di ciascuna classe di frequenza, le reazioni avverse sono riportate in ordine decrescente di gravità.

    Tabella 1 – Reazioni avverse al farmaco riportate negli studi clinici

    Patologie gastrointestinali  
    Molto comune: Diarrea, dolore addominale, nausea, stipsi, flatulenza.
    Comune: Dispepsia, vomito, gonfiore addominale, steatorrea, feci molli, feci chiare.
    Patologie del sistema nervoso  
    Molto comune: Mal di testa.
    Comune: Capogiri.
    Patologie endocrine  
    Comune: Ipotiroidismo, disfunzione tiroidea (diminuzione del TSH, diminuzione del T4 totale e del T4 libero).
    Patologie epatobiliari  
    Molto comune: Colelitiasi.
    Comune: Colecistite, fango biliare, iperbilirubinemia.
    Disturbi del metabolismo e della nutrizione  
    Molto comune: Iperglicemia.
    Comune: Ipoglicemia, alterata tolleranza al glucosio, anoressia.
    Non comune: Disidratazione.
    Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione  
    Molto comune: Reazione nella sede di iniezione.
    Comune: Astenia.
    Esami diagnostici  
    Comune: Aumento dei livelli di transaminasi.
    Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo  
    Comune: Prurito, rash, alopecia.
    Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche  
    Comune: Dispnea.
    Patologie cardiache  
    Comune: Bradicardia.
    Non comune: Tachicardia.

    Le reazioni avverse al farmaco riportate spontaneamente, presentate nella Tabella 2 sono state segnalate su base volontaria e non è sempre possibile determinare in modo affidabile la frequenza o una relazione causale con l’esposizione al farmaco.

    Tabella 2 – Reazioni avverse al farmaco provenienti da segnalazioni spontanee

    Disturbi del sistema immunitario:
    Anafilassi, allergia/ reazioni di ipersensibilità.
    Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo:
    Orticaria.
    Patologie epatobiliari:
    Pancreatite acute, epatite acuta senza colestasi, epatite colestatica, colestasi, ittero, ittero colestatico.
    Patologie cardiache:
    Aritmia.
    Esami diagnostici:
    Aumento dei livelli di fosfatasi alcalina, aumento dei livelli di gamma glutamiltransferasi.

    Descrizione di reazioni avverse selezionate

    Patologie gastrointestinali

    In rari casi gli eventi avversi a carico dell’apparato gastrointestinale possono presentare le caratteristiche di un’occlusione intestinale acuta, con progressiva distensione addominale, grave dolore in sede epigastrica, dolorabilità addominale e reazione di difesa addominale.

    La frequenza degli effetti indesiderati gastrointestinali è nota diminuire nel tempo con la continuazione del trattamento.

    Reazioni nella sede di iniezione

    Nei pazienti in trattamento con Longastatina LAR sono state comunemente riportate reazioni correlate alla sede di iniezione comprendenti dolore, bruciore, rossore, ematoma, emorragia, prurito o gonfiore; comunque questi eventi non hanno richiesto nella maggior parte dei casi nessun intervento clinico.

    Disturbi del metabolismo e della nutrizione

    Anche se l’escrezione è misurata dei grassi fecali può risultare aumentata, non c’è tuttavia ad oggi evidenza che il trattamento a lungo termine con octreotide abbia causato un deficit nutrizionale da malassorbimento.

    Enzimi pancreatici

    In casi molto rari è stata riportata pancreatite acuta entro le prime ore o i primi giorni di trattamento con Longastatina per via sottocutanea che si è risolta con la sospensione del farmaco. Inoltre è stata riportata pancreatite indotta da colelitiasi nei pazienti in trattamento a lungo termine con Longastatina per via sottocutanea.

    Patologie cardiache

    Sia in pazienti con acromegalia sia in pazienti con sindrome carcinoide sono state osservate alterazioni elettrocardiografiche come prolungamento del QT, deviazione assiale, ripolarizzazione precoce, basso voltaggio, transizione R/S, progressione precoce dell’ onda R e alterazioni non specifiche dell’ onda ST–T. Non è stata stabilita la relazione tra questi eventi e il trattamento con octreotide acetato in quanto molti di questi pazienti presentano malattie cardiache sottostanti (vedere paragrafo 4.4).

    Eccipienti

    Flacone: Poli (DL lattide–co–glicolide), mannitolo.

    Siringa preriempita (solvente per uso parenterale): Carmellosa sodica, mannitolo, acqua per preparazioni iniettabili.

    Conservazione

    Conservare il prodotto tra 2° e 8° C, al riparo dalla luce. Longastatina LAR può rimanere a temperatura ambiente il giorno della somministrazione.

    Comunque, la sospensione deve essere preparata solo immediatamente prima dell’iniezione intramuscolare.

    Longastatina LAR deve essere tenuta lontano dalla portata e dalla vista dei bambini.