Perindopril ind kr (Krka farmaceutici milano srl)

Compresse 30cpr 4mg+

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da10.40 €
Principio attivo:Perindopril erbumina (tert-butilamina)/indapamide
Gruppo terapeutico:Ace inibitori, associazioni
Tipo di farmaco:Farmaco generico
Rimborsabilità:A
Ricetta:Rr - ripetibile 10v in 6mesi
GlucosioNon presente
GlutineNon presente
LattosioNon presente



FOGLIETTO ILLUSTRATIVO
Indicazioni terapeutiche
  • ipertensione essenziale
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    Posologia

    Posologia

    Perindopril e Indapamide Krka 2 mg/0,625 mg compresse

    La dose abituale è di una compressa di Perindopril e Indapamide Krka 2 mg/0,625 mg al giorno in un’unica somministrazione, preferibilmente da assumere al mattino e prima di un pasto. Se dopo un mese di trattamento la pressione non è controllata, la dose può essere raddoppiata.

    Perindopril e Indapamide Krka 4 mg/1,25 mg compresse

    Una compressa di Perindopril e Indapamide Krka 4 mg/1,25 mg al giorno in dose singola, da assumere preferibilmente al mattino, prima di un pasto. Quando possibile, è raccomandata la titolazione della singola dose con i componenti. Perindopril e Indapamide Krka 4 mg/1,25 mg compresse deve essere usato quando la pressione arteriosa non è adeguatamente controllata con

    Perindopril e Indapamide Krka 2 mg/0,625 mg compresse (se disponibile).

    Quando clinicamente appropriato, è possibile prendere in considerazione il passaggio diretto dalla monoterapia a Perindopril e Indapamide Krka 4 mg/1,25 mg compresse.

    Perindopril e Indapamide Krka 8 mg/2,5 mg compresse

    La dose usuale è di una compressa di Perindopril e Indapamide Krka 8 mg/2,5 mg al giorno in dose singola, da assumere preferibilmente al mattino, prima di un pasto.

    Anziani (vedere paragrafo 4.4)

    Il trattamento deve essere iniziato alla normale dose di una compressa di Perindopril e Indapamide Krka 2 mg/0,625 mg al giorno.

    Perindopril e Indapamide Krka 4 mg/1,25 mg compresse

    Il trattamento deve essere iniziato dopo aver preso in esame la risposta della pressione arteriosa e la funzione renale.

    Perindopril e Indapamide Krka 8 mg/2,5 mg compresse

    Negli anziani è necessario correggere la creatinina plasmatica in rapporto all’età, al peso e al sesso.

    Gli anziani possono essere trattati se la funzione renale è normale e dopo aver preso in considerazione la risposta della pressione arteriosa.

    Pazienti con insufficienza renale (vedere paragrafo 4.4)

    In caso di grave insufficienza renale (clearance della creatinina inferiore a 30 ml/min), il trattamento è controindicato.

    In pazienti con insufficienza renale moderata (clearance della creatinina 30–60 ml/min), la dose massima deve essere una compressa di Perindopril e Indapamide Krka 2 mg/0,625 mg al giorno.

    Perindopril e Indapamide Krka 4 mg/1,25 mg compresse

    In pazienti con insufficienza renale moderata (clearance della creatinina 30–60 ml/min) si raccomanda di iniziare il trattamento con una dose adeguata della combinazione libera.

    Perindopril e Indapamide Krka 8 mg/2,5 mg compresse

    In pazienti con insufficienza renale grave e moderata (clearance della creatinina inferiore a 60 ml/min), il trattamento è controindicato.

    Non è necessario modificare la dose nei pazienti con clearance della creatinina uguale o superiore a 60 ml/min.

    La normale pratica medica dovrà prevedere un controllo frequente della creatinina e del potassio.

    Pazienti con insufficienza epatica (vedere paragrafi 4.3, 4.4 e 5.2)

    Il trattamento è controindicato in caso di grave insufficienza epatica.

    Non è necessario modificare la dose nei pazienti con insufficienza epatica moderata.

    Popolazione pediatrica

    Perindopril e Indapamide Krka 2 mg/0.625 mg compresse non deve essere usato nei bambini e negli adolescenti, perché l’efficacia e la tollerabilità di perindopril, in monoterapia o in combinazione, nei bambini e negli adolescenti non sono state stabilite.

    Perindopril e Indapamide Krka 4 mg/1,25 mg non deve essere usato nei bambini e negli adolescenti, perché l’efficacia e la tollerabilità di perindopril, in monoterapia o in combinazione, nei bambini e negli adolescenti non sono state stabilite.

    Perindopril e Indapamide Krka 8 mg/2,5 mg compresse non deve essere usato nei bambini e negli adolescenti, perché l’efficacia e la tollerabilità di perindopril, in monoterapia o in combinazione, nei bambini e negli adolescenti non sono state stabilite.

    Modo di somministrazione

    Uso orale.

    Controindicazioni
  • angioedema
  • altra
  • b
  • ipersensibilit√† ad uno qualsiasi degli eccipienti
  • mg/1,25 mg
  • insufficienza cardiaca
  • torsioni di punta
  • gravidanza
  • diabete mellito
  • altro
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    Interazioni
  • antinfiammatorio
  • clorpromazina
  • acido acetilsalicilico
  • triamterene
  • ipoglicemizzanti): descritto
  • astemizolo
  • antiaritmici
  • pimozide
  • procainamide
  • cisapride
  • diuretici tiazidici
  • terfenadina
  • ciclosporina
  • citostatici
  • sali di potassio
  • insulina
  • butirrofenoni
  • amiloride
  • ipoglicemizzante
  • ipotensivo
  • antipertensivo
  • metadone
  • spironolattone
  • bretilio
  • antipertensivi
  • lassativi
  • digitalici
  • neurolettici
  • tolleranza al glucosio
  • captopril
  • calcio
  • vincamina
  • disopiramide
  • metformina
  • sulfonamidi
  • anestetici
  • amiodarone
  • droperidolo
  • eritromicina
  • mezzi di contrasto iodati
  • chinidina
  • tetracosactide
  • litio
  • corticosteroidi
  • agente
  • idrochinidina
  • dopo
  • agenti
  • antinfiammatori
  • pentamidina
  • sulfamidici ipoglicemizzanti
  • sotalolo
  • aloperidolo
  • evidenziati
  • imipramino
  • immunosoppressori
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    Avvertenze

    Avvertenze speciali

    Comuni a perindopril e Indapamide:

    Solo Perindopril e Indapamide Krka 2 mg/0,625 mg compresse

    Per la combinazione a basse dosi di Perindopril e Indapamide Krka 2 mg/0.625 mg, non è stata evidenziata una significativa riduzione delle reazioni avverse se confrontata con le dosi più basse approvate relativamente ai singoli componenti, tranne per l’ipopotassiemia (vedere paragrafo 4.8).

    Un aumento della frequenza di reazioni idiosincrasiche non può essere escluso se il paziente è trattato contemporaneamente con due farmaci antipertensivi per lui nuovi. Al fine di minimizzare tale rischio, tenere il paziente sotto stretto controllo.

    Litio:

    La combinazione di litio con l’associazione perindopril–Indapamide deve generalmente essere evitata (vedere paragrafo 4.5).

    Correlate a perindopril:

    Duplice blocco del sistema renina–angiotensina–aldosterone (RAAS)

    Esiste l’evidenza che l’uso concomitante di ACE inibitori, antagonisti del recettore dell’angiotensina II o aliskiren aumenta il rischio di ipotensione, iperpotassiemia e riduzione della funzionalità renale (inclusa l’insufficienza renale acuta). Il duplice blocco del RAAS attraverso l’uso combinato di ACE inibitori, antagonisti del recettore dell’angiotensina II o aliskiren non è pertanto raccomandato (vedere paragrafi 4.5 e 5.1).

    Se la terapia del duplice blocco è considerata assolutamente necessaria, ciò deve avvenire solo sotto la supervisione di uno specialista e con uno stretto e frequente monitoraggio della funzionalità renale, degli elettroliti e della pressione sanguigna.

    Gli ACE inibitori e gli antagonisti del recettore dell’angiotensina II non devono essere usati contemporaneamente in pazienti con nefropatia diabetica.

    Neutropenia/agranulocitosi:

    In pazienti trattati con ACE inibitori sono stati riscontrati casi di neutropenia/agranulocitosi, trombocitopenia e anemia. Nei pazienti con funzione renale normale e in assenza di altri fattori complicanti, raramente compare neutropenia. Il perindopril deve essere somministrato con estrema cautela a pazienti con collagenopatie, in terapia con agenti immunosoppressori, trattati con allopurinolo o procainamide, o che presentino una combinazione di questi fattori di complicazione, specialmente in presenza di una pre–esistente compromissione della funzione renale. Alcuni di questi pazienti hanno sviluppato infezioni gravi, che in alcuni casi non hanno risposto a una terapia antibiotica intensiva. Se tali pazienti vengono trattati con perindopril, deve essere periodicamente eseguita la conta dei globuli bianchi e invitare chiedere a tali pazienti di segnalare qualunque episodio di infezione (ad es. mal di gola, febbre).

    Ipersensibilità/angioedema

    Un angioedema al volto, alle estremità, alle labbra, alla lingua, alla glottide e/o alla laringe è stato raramente segnalato in pazienti trattati con inibitori dell’enzima di conversione dell’angiotensina, perindopril incluso. Ciò può verificarsi in qualunque momento durante la terapia. In questi casi il trattamento con perindopril deve essere immediatamente interrotto e deve essere intrapreso un controllo appropriato per assicurare la completa risoluzione dei sintomi prima della dimissione del paziente. Nel caso di edema limitato al volto e alle labbra la reazione si è generalmente risolta senza trattamento, sebbene gli antistaminici siano stati utili nell’alleviare i sintomi.

    Un angioedema associato ad un edema laringeo può essere fatale. Nel caso in cui ci sia il coinvolgimento della lingua, della glottide o della laringe, che può provocare l’ostruzione delle vie aeree, deve essere somministrata prontamente una terapia appropriata, che può includere una soluzione di adrenalina sottocutanea a 1:1000 (da 0,3 ml a 0,5 ml) e/o misure per il mantenimento della pervietà delle vie aeree.

    Nei pazienti di razza nera trattati con ACE inibitori è stata riportata una maggiore incidenza di angioedema rispetto ai pazienti di altre razze.

    Pazienti con anamnesi di angioedema non correlato al trattamento con ACE inibitori possono presentare un rischio maggiore di comparsa di angioedema quando trattati con un ACE inibitore (vedere paragrafo 4.3).

    È stato riportato raramente angioedema intestinale in pazienti trattati con ACE inibitori. Tali pazienti presentavano dolore addominale (con o senza nausea o vomito); in alcuni casi non vi era una precedente anamnesi di angioedema del viso e i livelli di C–1 esterasi erano normali. L’angioedema è stato diagnosticato tramite procedure che includevano TAC addominale o ultrasuoni o con la chirurgia e i sintomi si sono risolti dopo la sospensione dell’ACE inibitore. L’angioedema intestinale deve essere incluso nella diagnosi differenziale dei pazienti in trattamento con ACE inibitori che presentano dolore addominale.

    Reazioni anafilattoidi durante il trattamento di desensibilizzazione

    Sono stati riportati casi isolati di gravi reazioni anafilattoidi, con rischio per la vita del soggetto, in pazienti in terapia con ACE inibitori, sottoposti a un trattamento desensibilizzante a base di veleno di imenotteri (api, vespe). Gli ACE inibitori devono essere impiegati con cautela in pazienti allergici in fase di desensibilizzazione ed evitati in coloro che si stanno sottoponendo a immunoterapia con veleno. Tuttavia, tali reazioni potrebbero essere prevenute sospendendo temporaneamente l’ACE inibitore almeno 24 ore prima di intraprendere il trattamento desensibilizzante, in quei pazienti che necessitano sia del trattamento con ACE inibitori che del trattamento di desensibilizzazione.

    Reazioni anafilattoidi durante aferesi delle LDL

    Raramente, in pazienti trattati con ACE inibitori e sottoposti ad aferesi delle lipoproteine a bassa densità (LDL) con destran solfato, sono stati riportati casi di reazioni anafilattoidi a rischio di vita per il soggetto. Queste reazioni sono state evitate sospendendo temporaneamente il trattamento con l’ACE inibitore prima di ogni aferesi.

    Pazienti in emodialisi

    Reazioni anafilattoidi sono state segnalate in pazienti in dialisi con membrane ad alto flusso (ad es. AN 69) e in terapia concomitante con ACE inibitori. In tali pazienti deve essere preso in considerazione l’impiego di un tipo diverso di membrane per dialisi o di una classe diversa di agenti antipertensivi.

    Diuretici risparmiatori di potassio, sali di potassio

    L’associazione di perindopril con diuretici risparmiatori di potassio, sali di potassio deve normalmente essere evitata (vedere paragrafo 4.5).

    Gravidanza

    La terapia con ACE inibitori non deve essere iniziata durante la gravidanza. Salvo che non sia considerato essenziale il proseguimento della terapia con un ACE inibitore, per le pazienti che stanno pianificando una gravidanza si deve ricorrere a trattamenti antiipertensivi alternativi, con comprovato profilo di sicurezza per l’uso in gravidanza. Quando viene diagnosticata una gravidanza, il trattamento con ACE inibitori deve essere interrotto immediatamente e, se appropriato, deve essere iniziata una terapia alternativa (vedere paragrafi 4.3 e 4.6).

    Correlate ad Indapamide

    In caso di ridotta funzionalità epatica, i diuretici tiazidici e tiazido–simili possono provocare un’encefalopatia epatica. In questi casi, la somministrazione del diuretico deve essere immediatamente interrotta.

    Fotosensibilità

    Sono stati riportati casi di reazioni di fotosensibilità con diuretici tiazidici e tiazido–simili (vedere paragrafo 4.8). Se la reazione di fotosensibilità compare durante il trattamento, il trattamento deve essere interrotto. In caso sia comunque necessaria la risomministrazione del diuretico bisogna raccomandare di proteggere le aree esposte al sole o ai raggi UVA artificiali.

    Precauzioni di impiego

    Comuni per perindopril e per Indapamide

    Insufficienza renale:

    In caso di grave insufficienza renale (clearance della creatinina < 30 ml/min), il trattamento è controindicato.

    Perindopril e Indapamide Krka 8 mg/2,5 mg compresse

    In caso di insufficienza renale grave e moderata (clearance della creatinina < 60 ml/min), il trattamento è controindicato.

    In alcuni pazienti ipertesi senza lesioni renali apparenti preesistenti e per i quali gli esami del sangue relativi alla funzionalità renale mostrano una insufficienza renale funzionale, il trattamento deve essere interrotto ed eventualmente ripreso con una ridotta posologia oppure con uno solo dei componenti.

    In tali pazienti la normale pratica medica dovrà prevedere un controllo frequente del potassio e della creatinina, dopo due settimane di trattamento e successivamente ogni due mesi durante il periodo di stabilità terapeutica. Insufficienza renale è stata evidenziata principalmente nei pazienti con grave insufficienza cardiaca o insufficienza renale di base, compresa la stenosi dell’arteria renale.

    Il farmaco è normalmente da evitare in caso di stenosi bilaterale dell’arteria renale o di funzionalità ridotta ad un solo rene.

    Ipotensione e deplezione idrica ed elettrolitica

    Esiste il rischio di improvvisa ipotensione in presenza di preesistente deplezione sodica (in particolare in pazienti con stenosi dell’arteria renale). Pertanto, devono essere sistematicamente effettuati test al fine di evidenziare segni clinici di deplezione idrica ed elettrolitica, che può sopraggiungere in occasione di un episodio intercorrente di diarrea o di vomito. In tali pazienti deve essere effettuato un controllo regolare degli elettroliti plasmatici.

    Una marcata ipotensione può richiedere l’esecuzione di un’infusione endovenosa di soluzione salina isotonica.

    Un’ipotensione transitoria non costituisce controindicazione al proseguimento del trattamento. Una volta ristabilita una volemia ed una pressione arteriosa soddisfacenti, è possibile riprendere il trattamento a dose ridotta oppure con uno solo dei componenti.

    Livelli di potassio

    L’associazione di perindopril e Indapamide non impedisce la comparsa di ipokaliemia, soprattutto nei pazienti diabetici o affetti da insufficienza renale. Come per ogni altro antipertensivo in associazione con un diuretico, deve essere effettuato un monitoraggio regolare dei livelli di potassio plasmatico.

    Eccipienti

    Perindopril e Indapamide Krka non deve essere somministrato a pazienti con rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, deficit di Lapp lattasi o malassorbimento di glucosio–galattosio.

    Correlate a perindopril

    Tosse:

    A seguito di somministrazione degli inibitori dell’enzima di conversione dell’angiotensina è stata riportata la comparsa di tosse secca, le cui caratteristiche sono la persistenza e la scomparsa dopo interruzione del trattamento. In presenza di questo sintomo si deve considerare una possibile eziologia iatrogena. Nel caso in cui la prescrizione di un inibitore dell’enzima di conversione dell’angiotensina sia tuttavia preferita, si può considerare la continuazione del trattamento.

    Popolazione pediatrica

    Nei bambini e negli adolescenti l’efficacia e la tollerabilità di perindopril, da solo o in associazione, non sono state stabilite.

    Rischio di ipotensione arteriosa e/o di insufficienza renale (nei casi di insufficienza cardiaca, di deplezione idrica ed elettrolitica, ecc...).

    È stata osservata una marcata stimolazione del sistema renina–angiotensina–aldosterone, in particolare nel corso di marcate deplezioni di acqua ed elettroliti (dieta a stretto regime iposodico o trattamento diuretico prolungato), in pazienti con pressione arteriosa inizialmente bassa, in caso di stenosi arteriosa renale, di insufficienza cardiaca congestizia o di cirrosi con edema e ascite.

    Il blocco di questo sistema da parte di un inibitore dell’enzima di conversione dell’angiotensina può pertanto provocare, soprattutto a seguito della prima somministrazione e nel corso delle prime due settimane di trattamento, un brusco calo pressorio e/o un innalzamento dei livelli di creatinina plasmatica, segno di un’insufficienza renale funzionale. Occasionalmente questa può essere ad insorgenza acuta, benché rara, e dopo un intervallo di tempo di insorgenza variabile.

    In tali casi, il trattamento deve quindi essere iniziato ad una dose più bassa che sarà progressivamente aumentata.

    Anziani

    Prima dell’inizio del trattamento devono essere controllate la funzionalità renale e i livelli di potassio.

    La dose iniziale deve essere adattata ulteriormente in funzione della risposta pressoria, in particolare in caso di deplezione di acqua ed elettroliti, al fine di evitare la comparsa di un’improvvisa ipotensione.

    Pazienti con aterosclerosi nota

    Il rischio di ipotensione è presente in tutti i pazienti, ma si dovrà essere particolarmente prudenti con quei pazienti affetti da cardiopatia ischemica o insufficienza circolatoria cerebrale, iniziando il trattamento a dosaggio ridotto.

    Ipertensione renovascolare

    Il trattamento dell’ipertensione nefrovascolare è la rivascolarizzazione. Tuttavia, gli inibitori dell’enzima di conversione dell’angiotensina possono risultare utili per quei pazienti affetti da un’ipertensione nefrovascolare in attesa di un intervento chirurgico correttivo o quando l’intervento non è possibile.

    Perindopril e Indapamide Krka 2 mg/0,625 mg e 4 mg/1,25 mg compresse

    Se Perindopril e Indapamide Krka è prescritto a pazienti con stenosi dell’arteria renale accertata o sospetta, il trattamento deve allora essere iniziato in ambiente ospedaliero, a bassa dose e sotto stretto controllo della funzione renale e dei livelli di potassio, poiché alcuni pazienti hanno sviluppato un’insufficienza renale funzionale, rivelatasi reversibile con l’interruzione del trattamento.

    Perindopril e Indapamide Krka 8 mg/2,5 mg compresse

    Il trattamento con Perindopril e Indapamide Krka 8 mg/2,5 mg non è indicato in pazienti con stenosi dell’arteria renale sospetta o conclamata, perché il trattamento deve essere avviato in ambiente ospedaliero a una dose inferiore a quella di Perindopril e Indapamide Krka 8 mg /2,5 mg.

    Altre popolazioni a rischio

    In pazienti con grave insufficienza cardiaca (grado IV) o in pazienti con diabete mellito insulinodipendente (tendenza spontanea all’aumento dei livelli di potassio), il trattamento deve essere avviato sotto supervisione medica con una dose iniziale ridotta, quindi Perindopril e Indapamide Krka 8 mg/2,5 mg non è adatto per il dosaggio iniziale. Non deve essere interrotto un eventuale trattamento con beta–bloccanti nei pazienti ipertesi con insufficienza coronarica: l’ACE inibitore deve essere associato al beta–bloccante.

    Pazienti diabetici

    Nei pazienti diabetici precedentemente trattati con agenti antidiabetici orali o insulina, i livelli di glicemia devono essere strettamente controllati durante il primo mese di terapia con un ACE inibitore.

    Differenze etniche

    Al pari di altri inibitori dell’enzima di conversione dell’angiotensina, perindopril può essere meno efficace nel ridurre la pressione arteriosa in pazienti di razza nera rispetto ai pazienti di altre razze, probabilmente a causa di una maggiore prevalenza di ridotte concentrazioni di renina nella popolazione ipertesa di razza nera.

    Intervento chirurgico/anestesia

    In caso di anestesia, ed a maggior ragione se l’anestesia è effettuata con agenti a potenziale ipotensivo, gli inibitori dell’enzima di conversione dell’angiotensina possono provocare ipotensione.

    L’interruzione del trattamento, quando possibile, deve essere praticata un giorno prima dell’intervento chirurgico per gli inibitori dell’enzima di conversione dell’angiotensina a lunga durata d’azione, come il perindopril.

    Stenosi delle valvole aortica o mitralica / cardiomiopatia ipertrofica

    Gli ACE inibitori devono essere utilizzati con cautela in pazienti con ostruzione del tratto d’efflusso del ventricolo sinistro.

    Insufficienza epatica

    In rari casi, gli ACE inibitori sono stati associati ad una sindrome che inizia con ittero colestatico e progredisce verso una necrosi epatica fulminante e (talora) verso la morte. Il meccanismo di tale sindrome non è noto. Pazienti in trattamento con ACE inibitori che sviluppano ittero o un marcato incremento degli enzimi epatici devono interrompere l’assunzione dell’ACE inibitore e ricevere una appropriata assistenza medica (vedere paragrafo 4.8).

    Iperpotassiemia

    In alcuni pazienti in terapia con ACE inibitori, perindopril incluso, è stato osservato un aumento delle concentrazioni sieriche di potassio. I fattori di rischio per l’insorgenza di iperpotassiemia includono insufficienza renale, compromissione della funzione renale, età (> 70 anni), diabete mellito, eventi concomitanti, in particolare disidratazione, scompenso cardiaco acuto, acidosi metabolica e uso concomitante di diuretici risparmiatori di potassio (ad es., spironolattone, eplerenone, triamterene o amiloride), integratori di potassio o sostituti del sale contenenti potassio; sono inoltre a rischio più elevato i pazienti che assumono altri farmaci associati ad un incremento del potassio plasmatico (es. eparina). L’uso di integratori di potassio, diuretici risparmiatori di potassio, o sostituti del sale contenenti potassio, può portare, in particolare nei pazienti con funzione renale compromessa, ad un aumento significativo dei livelli plasmatici di potassio. L’iperpotassiemia può causare serie e talvolta fatali aritmie. Se l’uso concomitante degli agenti sopra menzionati è ritenuto opportuno, essi devono essere utilizzati con cautela e deve essere effettuato un frequente monitoraggio del potassio sierico (vedere paragrafo 4.5).

    Correlate ad Indapamide:

    Equilibrio idrico e bilanciamento elettrolitico:

    Livelli di sodio:

    Devono essere controllati prima di iniziare il trattamento e, in seguito, ad intervalli regolari. Un trattamento diuretico può infatti provocare una riduzione dei livelli di sodio, con conseguenze a volte gravi. Il calo dei livelli di sodio può essere inizialmente asintomatico e quindi è indispensabile un controllo regolare. Il controllo deve essere più frequente nei pazienti anziani e nei cirrotici (vedere paragrafi 4.8 e 4.9).

    Livelli di potassio

    La deplezione potassica con ipopotassiemia rappresenta il rischio maggiore dei diuretici tiazidici e tiazido–simili. Il rischio di insorgenza di livelli ridotti di potassio (< 3,4 mmol/l) deve essere prevenuto in alcune popolazioni ad alto rischio quali i soggetti anziani e/o denutriti, che siano o meno in trattamento con più farmaci, i pazienti cirrotici con edema e ascite, i coronaropatici ed i pazienti con insufficienza cardiaca.

    In questi casi, infatti, l’ipopotassiemia potenzia la tossicità cardiaca dei glucosidi digitalici ed il rischio di patologie del ritmo cardiaco.

    Anche i soggetti che presentano un intervallo QT lungo, sia di origine congenita che iatrogena, sono a rischio. L’ipopotassiemia, come pure la bradicardia, agisce come fattore che favorisce la comparsa di gravi patologie del ritmo cardiaco, soprattutto di torsioni di punta, che possono essere fatali.

    In tutti questi casi, è necessario un controllo più frequente dei livelli di potassio. Il primo controllo dei livelli di potassio plasmatico deve essere effettuato nel corso della prima settimana che segue l’inizio del trattamento.

    Se si evidenziano bassi livelli di potassio è necessaria la loro correzione.

    Livelli di calcio

    I diuretici tiazidici e tiazido–simili possono ridurre l’escrezione urinaria del calcio e provocare un leggero e transitorio aumento dei livelli plasmatici del calcio. Un aumento marcato dei livelli di calcio può essere correlato ad un iperparatiroidismo non diagnosticato. In questi casi il trattamento deve essere interrotto prima di esplorare la funzione paratiroidea.

    Glicemia

    Nei pazienti diabetici, è importante effettuare un controllo della glicemia soprattutto in presenza di bassi livelli di potassio.

    Acido urico

    Nei pazienti iperuricemici, può aumentare la tendenza di attacchi di gotta.

    Funzione renale e diuretici

    I diuretici tiazidici e tiazido–simili sono pienamente efficaci solamente se la funzione renale è normale o leggermente compromessa (nell’adulto, livelli di creatinina inferiori a valori dell’ordine di 25 mg/l, ovvero 220 mcmol/l).

    Nel soggetto anziano, il valore dei livelli di creatinina nel plasma deve essere adattato tenendo conto dell’età, del peso e del sesso del paziente, secondo la formula di Cockroft:

    C1cr = (140–età) × peso corporeo/0,814 × livelli di creatinina nel plasma

    con l’età espressa in anni, il peso corporeo espresso in Kg, il valore di creatinina plasmatica espressa in micromol/l.

    Questa formula è valida per i soggetti anziani di sesso maschile e deve essere corretta per le donne moltiplicando il risultato per 0,85.

    L’ipovolemia, dovuta alla perdita di acqua e di sodio causata dal diuretico ad inizio trattamento, provoca una riduzione della filtrazione glomerulare. Ne può derivare un aumento dell’urea ematica e dei livelli di creatinina. Questa insufficienza renale funzionale transitoria non provoca conseguenze indesiderate nel paziente con funzione renale normale, ma può invece aggravare una insufficienza renale preesistente.

    Atleti

    Gli atleti devono sapere che questo prodotto contiene un principio attivo che può determinare una reazione positiva ai test antidoping.

    Gravidanza

    A causa degli effetti dei singoli componenti di questo prodotto di combinazione su gravidanza e allattamento,

    Perindopril e Indapamide Krka deve essere evitato durante il primo trimestre di gravidanza.

    Perindopril e Indapamide Krka è controindicato durante il secondo e il terzo trimestre di gravidanza.

    Perindopril e Indapamide Krka è controindicato durante l’allattamento. Si deve decidere se interrompere l’allattamento o interrompere la terapia con Perindopril e Indapamide Krka tenendo in considerazione il beneficio della terapia per la madre.

    Gravidanza

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    L’uso di ACE inibitori deve essere evitato durante il primo trimestre di gravidanza (vedere paragrafo 4.4). L’uso di ACE inibitori è controindicato durante il secondo e il terzo trimestre di gravidanza (vedere paragrafi 4.3 e 4.4).

    L’evidenza epidemiologica relativa al rischio di teratogenicità, a seguito dell’esposizione ad ACE inibitori durante il primo trimestre di gravidanza non ha dato risultati conclusivi; tuttavia non può essere escluso un piccolo aumento del rischio. Per le pazienti che stanno pianificando una gravidanza si deve ricorrere a trattamenti antiipertensivi alternativi, con comprovato profilo di sicurezza per l’uso in gravidanza, a meno che non sia considerato essenziale il proseguimento della terapia con un ACE inibitore.

    Quando viene diagnosticata una gravidanza, il trattamento con ACE inibitori deve essere immediatamente interrotto e, se appropriato, si deve iniziare una terapia alternativa.

    È noto che nella donna l’esposizione ad ACE inibitori durante il secondo e terzo trimestre di gravidanza induce tossicità fetale (ridotta funzionalità renale, oligoidramnios, ritardo nell’ossificazione del cranio) e tossicità neonatale (insufficienza renale, ipotensione, iperpotassiemia) (vedere paragrafo 5.3). In caso di esposizione agli ACE–inibitori a partire dal secondo trimestre di gravidanza, si consiglia un controllo ecografico della funzione renale e del cranio. I neonati le cui madri abbiano assunto ACE–inibitori dovrebbero essere tenuti sotto stretto controllo per ipotensione (vedere paragrafi 4.3 e 4.4).

    Correlati ad Indapamide

    L’esposizione prolungata al tiazide durante il terzo trimestre di gravidanza può ridurre il volume del plasma materno nonché il flusso sanguigno utero–placentare e quindi provocare ischemia fetoplacentare e ritardo nella crescita. Inoltre, sono stati riportati rari casi di ipoglicemia e trombocitopenia in neonati dovute ad esposizione al termine della gravidanza.

    Allattamento

    Perindopril e Indapamide Krka è controindicato durante l’allattamento.

    Correlati a perindopril

    Poiché non sono disponibili dati riguardanti l’uso di perindopril durante l’allattamento, perindopril deve essere evitato e sono da preferire trattamenti alternativi con comprovato profilo di sicurezza per l’uso durante l’allattamento, specialmente in caso di allattamento di neonati o prematuri.

    Correlati ad Indapamide

    L’Indapamide è escreta nel latte materno. L’Indapamide è strettamente correlata ai diuretici tiazidici per i quali è stata osservata, durante l’allattamento, una diminuzione o anche una soppressione della produzione di latte materno. Possono manifestarsi ipersensibilità ai farmaci derivati delle sulfonamidi, ipopotassiemia e ittero nucleare.

    Effetti Collaterali

    La somministrazione di perindopril inibisce il sistema renina–angiotensina–aldosterone e tende a ridurre la perdita di potassio indotta da indapamide.

    Il due per cento dei pazienti in trattamento con Perindopril e Indapamide Krka 2 mg/0,625 mg compresse presenta ipopotassiemia (livello di potassio < 3,4 mmol/l).

    Il quattro per cento dei pazienti in trattamento con Perindopril e Indapamide Krka 4 mg/1,25 mg compresse presenta ipokaliemia (livello di potassio < 3,4 mmol/l).

    Il sei per cento dei pazienti in trattamento con Perindopril e Indapamide Krka 8 mg/2,5 mg compresse presenta ipopotassiemia (livello di potassio < 3,4 mmol/l).

    I seguenti effetti indesiderati che possono essere osservati durante il trattamento sono stati classificati secondo la seguente frequenza:

    Molto comune (≥1/10)

    Comune (≥1/100, <1/10)

    Non comune (≥1/1.000, <1/100)

    Raro (≥1/10.000, <1/1.000)

    Molto raro (<1/10.000)

    Non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili)

    Patologie del sistema emolinfopoietico:

    Molto raro:

    – trombocitopenia, leucopenia/neutropenia, agranulocitosi, anemia aplastica, anemia emolitica.

    – Anemia è stata evidenziata in pazienti particolari (sottoposti a trapianto di rene, emodializzati) sotto trattamento con inibitori dell’enzima di conversione dell’angiotensina (vedere paragrafo 4.4).

    Disturbi psichiatrici:

    Non comune:

    – Disturbi dell’umore o del sonno

    Patologie del sistema nervoso:

    Comune:

    – Parestesia, cefalea, astenia, sensazioni di capogiro, vertigine.

    Molto raro:

    – confusione.

    Non nota

    – Sincope

    Patologie dell’occhio:

    Comune:

    – alterazioni della visione.

    Patologie dell’orecchio e del labirinto:

    Comune:

    – tinnito.

    Patologie vascolari:

    Comune:

    – ipotensione ortostatica e non (vedere paragrafo 4.4).

    Patologie cardiache:

    Molto raro:

    – aritmia inclusa bradicardia, tachicardia ventricolare, fibrillazione atriale, angina pectoris e infarto miocardico probabilmente secondari a marcata ipotensione in pazienti ad alto rischio (vedere paragrafo 4.4).

    Non nota:

    – Torsioni di punta (potenzialmente fatali) (vedere paragrafo 4.4 e 4.5).

    Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche:

    Comune:

    – con l’utilizzo degli inibitori dell’enzima di conversione dell’angiotensina è stata riferita la comparsa di tosse secca caratterizzata dalla sua persistenza e dalla sua scomparsa alla sospensione del trattamento. Una eziologia iatrogena deve essere presa in considerazione in presenza di tale sintomo. Dispnea.

    Non comune:

    – broncospasmo.

    Molto raro:

    – polmonite eosinofilica, rinite.

    Patologie gastrointestinali:

    Comune:

    – costipazione, secchezza della bocca, nausea, dolore epigastrico, anoressia, vomito, dolore addominale, disturbo del gusto, dispepsia, diarrea.

    Molto raro:

    – pancreatite.

    Patologie epatobiliari:

    Molto raro:

    – epatite, sia citolitica che colestatica (vedere paragrafo 4.4).

    Non noto:

    – in caso di insufficienza epatica, possibilità di comparsa di encefalopatia epatica (vedere paragrafi 4.3 e 4.4).

    Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo:

    Comune:

    – eruzione cutanea, prurito, eruzioni maculopapulose.

    Non comune:

    – angioedema al volto, alle estremità, alle labbra, alle mucose, alla lingua, alla glottide e/o alla laringe, orticaria (vedere paragrafo 4.4).

    – Reazioni di ipersensibilità, principalmente a livello dermatologico, in soggetti predisposti a manifestazioni allergiche e asmatiche.

    – Porpora.

    – Possibilità di aggravamento di un lupus eritematoso acuto sistemico preesistente.

    Molto raro:

    – eritema multiforme, necrolisi epidermica tossica, sindrome di Stevens Johnson.

    – Sono stati riportati casi di reazioni di fotosensibilità (vedere paragrafo 4.4).

    Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo:

    Comune:

    – crampi.

    Patologie renali e urinarie:

    Non comune:

    – insufficienza renale.

    Molto raro:

    – insufficienza renale acuta.

    Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella:

    Non comune:

    – impotenza.

    Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione:

    Comune:

    – astenia.

    Non comune:

    – sudorazione.

    Esami diagnostici:

    Non nota:

    – Elettrocardiogramma con QT prolungato (vedere paragrafi 4.4 e 4.5).

    – Aumento dei livelli di acido urico e dei livelli della glicemia durante il trattamento.

    – Elevati livelli di enzimi epatici.

    – Aumento moderato dell’urea e dei livelli di creatinina plasmatica, reversibile in seguito all’interruzione del trattamento. Tale incremento è più frequente in caso di stenosi dell’arteria renale, ipertensione arteriosa trattata con diuretici, insufficienza renale.

    Disturbi del metabolismo e della nutrizione

    Raro:

    – Ipercalcemia.

    Non nota:

    – Deplezione di potassio con riduzione particolarmente grave dei livelli di potassio in alcune popolazioni a rischio (vedere paragrafo 4.4).

    – Aumento dei livelli di potassio, generalmente transitorio.

    – Iponatremia con ipovolemia che provoca disidratazione e ipotensione ortostatica.

    Segnalazione delle reazioni avverse sospette

    La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo www.agenziafarmaco.gov.it/it/responsabili.

    Eccipienti

    Calcio cloruro esaidrato

    Lattosio monoidrato

    Crospovidone

    Cellulosa microcristallina

    Sodio bicarbonato

    Silice colloidale idrata

    Magnesio stearato

    Conservazione

    2 mg/0.625 mg

    4 mg/1.25 mg

    Non conservare a temperature superiore ai 25° C.

    Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dall’umidità.

    8 mg/2.5 mg

    Non conservare a temperatura superiore a 30° C.

    Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dall’umidità.