Nifedipina my (Mylan spa)

Compresse rp 50cpr 20mg rp

Principio attivo:Nifedipina
Gruppo terapeutico:Calcio-antagonisti selettivi con preval.effetto vascolare
Tipo di farmaco:Farmaco generico
Rimborsabilità:A
Ricetta:Rr - ripetibile 10v in 6mesi
GlucosioNon presente
GlutineNon presente
LattosioNon presente



FOGLIETTO ILLUSTRATIVO
Indicazioni terapeutiche
  • cardiopatia
  • ipertensione arteriosa
  • angina da sforzo
  • angina pectoris
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    Posologia

    Il trattamento va possibilmente adattato alle necessità individuali in funzione della gravità della malattia e della risposta del paziente.

    Nei pazienti con funzionalità epatica compromessa, può rendersi necessario un accurato controllo della situazione pressoria e, nei casi gravi una riduzione del dosaggio.

    Salvo diversa prescrizione medica per l’adulto valgono le seguenti direttive posologiche:

    Adulti Dosi orientative
    1. In caso di cardiopatia ischemica –angina pectoris cronica stabile (angina da sforzo) 1 cpr di nifedipina 2 volte al dì
    In alcuni casi può risultare opportuno incrementare la dose fino ad un massimo di 60 mg al dì. In genere le compresse ritardo vanno deglutite intere, con poco liquido, indipendentemente dai pasti. L’ingestione contemporanea di alimenti ritarda l’assorbimento ma non lo riduce.
       
    2. In caso di ipertensione arteriosa 1 cpr di nifedipina 2 volte al dì
       
    In alcuni casi può risultare opportuno incrementare la dose fino ad un massimo di 60 mg al dì. In genere le compresse ritardo vanno deglutite intere, con poco liquido, indipendentemente dai pasti. L’ingestione contemporanea di alimenti ritarda l’assorbimento ma non lo riduce. Intervallo di tempo fra due assunzioni di compresse è di circa 12 ore e non dovrebbe essere inferiore a 4 ore. Qualora in pazienti affetti da angina pectoris non si ottenga un sufficiente risultato terapeutico dopo circa 14 giorni di trattamento, si consiglia su prescrizione medica la somministrazione di nifedipina capsule (10 mg) a rapida azione.

    La sostanza fotosensibile contenuta nella compressa è sostanzialmente protetta dalla luce all’interno e al di fuori della confezione.

    Si consiglia tuttavia di non esporre a lungo le compresse alla luce solare diretta.

    Durata del trattamento

    La durata del trattamento deve essere stabilita dal medico curante.

    In relazione alla pronunciata attività antiischemica ed antiipertesiva della nifedipina, il trattamento dovrebbe essere sospeso gradualmente, in particolare quando vengono impiegati dosaggi elevati.

    Popolazione pediatrica

    La sicurezza e l’efficacia di nifedipina nei bambini al di sotto dei 18 anni di età non sono state stabilite.

    I dati al momento disponibili per l’uso di nifedipina nell’ipertensione sono descritti nel paragrafo 5.1.

    Controindicazioni
  • shock cardiovascolare
  • allattamento
  • gravidanza
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    Interazioni
  • quinupristin
  • calcio
  • diltiazem
  • digossina
  • diuretici
  • altri medicinali
  • segnalati
  • fenitoina
  • noto
  • cisapride
  • carbamazepina
  • nefazodone
  • eritromicina
  • ritonavir
  • interazione
  • idralazina
  • macrolidi
  • ipotensivi
  • chinidina
  • nota
  • fluoxetina
  • metildopa
  • acido valproico
  • succo di pompelmo
  • rifampicina
  • nifedipina
  • dopo
  • agenti
  • antiipertensivo
  • ipotensivo
  • tacrolimus
  • azitromicina
  • fenobarbitale
  • nessuno
  • antipertensivi
  • antibiotici
  • ketoconazolo
  • stati condotti degli studi
  • captopril
  • dalfopristin
  • antimicotici azolici
  • cimetidina
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    Avvertenze

    Per gli effetti della nifedipina sulle resistenze vascolari periferiche è raccomandabile prudenza in caso di pressione sanguigna molto bassa (ipotensione grave con pressione sistolica inferiore a 90 mmHg) ed è necessario controllare attentamente la pressione arteriosa all’inizio della terapia e fino a quando non sia stata raggiunta la posologia di mantenimento.

    Per lo stesso motivo la nifedipina deve essere usata con cautela nei pazienti con insufficienza cardiaca, grave stenosi aortica e in quelli in trattamento con beta–bloccanti o farmaci ipotensivi.

    La nifedipina non deve essere somministrata durante la gravidanza, a meno che le condizioni cliniche della donna richiedano un trattamento con nifedipina. La nifedipina deve essere riservata solo a donne con grave ipertensione che non rispondono alla terapia standard (vedere paragrafo 4.6).

    In situazioni di emergenza ipertensiva, quale ad esempio l’eclampsia, il farmaco deve essere utilizzato sotto la responsabilità e lo stretto controllo del medico. Si raccomanda un attento monitoraggio della pressione sanguigna anche quando si somministra nifedipina in associazione a solfato di magnesio per via endovenosa, a causa di una possibile eccessiva caduta pressoria, che potrebbe danneggiare sia la madre che il feto.

    La nifedipina non è raccomandata per l’uso durante l’allattamento perché è stato segnalato che viene escreta nel latte materno e gli effetti dell’assorbimento orale di piccole quantità di nifedipina non sono noti (vedere paragrafo 4.6).

    Nei pazienti con funzionalità epatica compromessa può rendersi necessario un accurato controllo e, nei casi gravi, una riduzione del dosaggio.

    La nifedipina viene metabolizzata tramite il sistema del citocromo P450 3A4. Tutti i farmaci che inibiscano o inducano questo sistema enzimatico possono quindi modificare l’effetto di primo passaggio o la clearance della nifedipina (vedere paragrafo 4.5).

    Farmaci, che sono deboli o moderati inibitori del sistema del citocromo P450 3A4 e che quindi possono dare luogo ad un incremento delle concentrazioni plasmatiche di nifedipina, sono ad esempio:

    – antibiotici macrolidi (ad es. eritromicina),

    – inibitori delle proteasi anti–HIV (ad es. ritonavir),

    – antimicotici azolici (ad es. ketoconazolo),

    – gli antidepressivi nefazodone e fluoxetina,

    – quinupristin/dalfopristin,

    – acido valproico,

    – cimetidina.

    In caso di somministrazione contemporanea di questi farmaci, la pressione arteriosa deve essere monitorata e, se necessario, deve essere considerata una riduzione della dose di nifedipina.

    La comparsa di edema periferico in pazienti affetti da insufficienza cardiaca congestizia rende necessaria la differenziazione degli edemi dovuti alla nifedipina da quelli conseguenti ad un peggioramento della funzionalità ventricolare sinistra.

    Durante il trattamento di pazienti diabetici o a rischio diabetico, la glicemia deve essere accuratamente controllata; se compare iperglicemia la terapia deve essere sospesa.

    Nifedipina Mylan Generics contiene lattosio monoidrato. I pazienti con rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, deficit di Lapp–lattasi o malassorbimento di glucosio–galattosio non devono assumere questo medicinale.

    Gravidanza

    Gravidanza

    La nifedipina è controindicata in corso di gravidanza.

    La nifedipina non deve essere somministrata durante la gravidanza a meno che le condizioni cliniche della donna richiedano un trattamento con nifedipina. La nifedipina deve essere riservata solo a donne con grave ipertensione che non rispondono alla terapia standard (vedere paragrafo 4.4).

    Non esistono studi adeguati e ben controllati nelle donne in gravidanza.

    Le informazioni disponibili sono inadeguate ad escludere effetti avversi del farmaco sul nascituro e sul neonato.

    Dall’evidenza clinica disponibile non è stato identificato uno specifico rischio prenatale. Tuttavia, sono stati segnalati aumento dei casi di asfissia perinatale, di parto cesareo così come di prematurità e di ritardo della crescita intrauterina. Non è chiaro se queste segnalazioni siano dovute all’ipertensione di base, al suo trattamento o ad uno specifico effetto del farmaco.

    In studi su animali la nifedipina si è dimostrata in grado di provocare embriotossicità, fetotossicità e teratogenicità.

    La nifedipina si è dimostrata in grado di provocare effetti teratogeni nel ratto e nel coniglio, comprese le anomalie digitali. Tali anomalie sono, verosimilmente, il risultato della compromissione del flusso ematico uterino. La somministrazione del principio attivo ha comportato una varietà di effetti tossici a carico dell’embrione, della placenta e del feto come scarso sviluppo fetale (ratto, topo, coniglio), ridotte dimensioni placentari ed ipotrofia dei villi coriali (scimmia), morte degli embrioni e dei feti (ratto, topo, coniglio) e prolungamento della gestazione/ridotta sopravvivenza neonatale (ratto; non valutati in altre specie). Tutti i dosaggi associati ad effetti teratogeni, embriotossici e fetotossici erano tossici per l’organismo materno e, comunque, risultavano di molte volte superiori la posologia massima indicata per l’impiego umano.

    Allattamento

    La nifedipina viene escreta nel latte materno.

    Poiché non esistono dati sui possibili effetti sul neonato, qualora dovesse rendersi necessario un trattamento con nifedipina durante questo periodo l’allattamento dovrebbe essere interrotto.

    La concentrazione di nifedipina nel latte è quasi comparabile alla concentrazione sierica della madre. Per le formulazioni a rilascio immediato, si raccomanda di ritardare l’allattamento al seno o l’estrazione del latte da 3 a 4 ore dopo la somministrazione del medicinale per diminuire l’esposizione alla nifedipina del neonato (vedere paragrafo 4.4).

    Fertilità

    In singoli casi di fecondazione in vitro i calcio–antagonisti come la nifedipina sono stati associati ad alterazioni biochimiche reversibili in corrispondenza della parte apicale dello spermatozoo, con possibile alterazione funzionale dello sperma. Nei casi di ripetuto insuccesso della fecondazione in vitro, non riconducibili ad altri motivi, i calcio–antagonisti come la nifedipina dovrebbero essere considerati come possibile causa.

    Effetti Collaterali

    Gli effetti indesiderati della nifedipina sono, in genere, transitori e di lieve entità e sono da attribuire alla sua azione vasodilatatrice; raramente si rende necessario ricorrere alla sospensione del trattamento o ad un adeguamento posologico.

    Vengono elencate di seguito le reazioni avverse al farmaco (ADRs) segnalate nel corso degli studi clinici condotti con nifedipina verso placebo, e classificate secondo le categorie di frequenza CIOMS III (dati tratti dal database di studi clinici: nifedipina n = 2.661; placebo n = 1.486; status: 22 febbraio 2006 – e dati tratti dallo studio ACTION: nifedipina n = 3.825; placebo n = 3.840):

    Le reazioni avverse classificate come "comuni" sono state osservate con una frequenza inferiore al 3%, con l’eccezione dell’edema (9,9%) e della cefalea (3,9%).

    Le frequenze delle reazioni avverse segnalate con i prodotti a base di nifedipina sono riassunte nella tabella seguente. All’interno di ciascuna classe di frequenza, gli effetti indesiderati sono riportati in ordine decrescente di gravità. Le frequenze sono definite come: comune (≥ 1/100, < 1/10); non comune (≥ 1/1.000, < 1/100) e raro (≥ 1/10.000, < 1/1.000). Le reazioni avverse identificate solo durante la sorveglianza post–marketing e per le quali non è stato possibile definire la frequenza, sono riportate sotto "Non nota".

    Classificazione per sistemi e organi (MedDRA) Comune Non comune Raro Non nota
    Patologie del sistema emolinfopoietico       Agranulocitosi, leucopenia
    Disturbi del sistema immunitario   Reazione allergica, edema allergico/ angioedema (incl. edema laringeo, potenzialmente pericoloso per la vita) Prurito, orticaria, eruzione cutanea Reazione anafilattica/ anafilattoide
    Disturbi psichiatrici   Reazioni ansiose, disturbi del sonno, irritabilità    
    Disturbi del metabolismo e della nutrizione       Iperglicemia
    Patologie del sistema nervoso Cefalea Vertigine, emicrania, capogiro, tremore Parestesia/ disestesia Ipoestesia, sonnolenza
    Patologie dell’occhio   Disturbi visivi   Dolore oculare
    Patologie cardiache   Tachicardia, palpitazioni   Dolore toracico (Angina pectoris)
    Patologie vascolari Edema, vasodilatazione (arrossamento, vampate di calore) Ipotensione, sincope    
    Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche   Epistassi, congestione nasale   Dispnea
    Patologie gastrointestinali Costipazione Dolore gastrointestinale e addominale, nausea, dispepsia, flatulenza, secchezza delle fauci, diarrea Iperplasia gengivale, disturbi gastroenterici (sensazione di ingombro gastro–enterico) Vomito, insufficienza dello sfintere gastroesofageo
    Patologie epatobiliari   Incremento transitorio degli enzimi epatici Alterazione degli indici di funzionalità epatica (aumento della transaminasi, colestasi intraepatica) Ittero
    Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo   Eritema, esantema   Necrolisi epidermica tossica, reazione fotoallergica, porpora palpabile
    Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo   Crampi muscolari, gonfiore articolare   Artralgia, mialgia
    Patologie renali e urinarie   Poliuria, disuria    
    Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella   Disfunzione erettile    
    Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Sensazione di malessere, astenia (stanchezza) Dolore aspecifico, brividi    

    Nei pazienti dializzati con ipertensione maligna ed ipovolemia si può verificare una importante caduta dei valori pressori a causa della vasodilatazione periferica.

    Effetti indesiderati che si possono manifestare in casi sporadici (frequenza d’incidenza ≤ 0,01%) sono: ginecomastia, eritromelalgia, dermatite esfoliativa.

    Sono stati, occasionalmente, segnalati anche: anemia, trombocitopenia, epatite, aumento della fosfatasi alcalina o LDH, disturbi della sfera sessuale, pirosi gastrica, crampi intestinali, insonnia, mal di gola, tosse, asma, rigidità ed infiammazioni articolari, sudorazione, febbre.

    Altre formulazioni di nifedipina: reazione allergica (reazione anafilattica).

    Segnalazione delle reazioni avverse sospette

    La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione dell’Agenzia Italiana del Farmaco Sito web: http://www.agenziafarmaco.gov.it/it/responsabili.

    Eccipienti

    Cellulosa microcristallina, amido, lattosio monoidrato, polisorbato 80, magnesio stearato.

    Rivestimento della compressa: idrossipropilmetilcellulosa, polietilenglicole 4000, titanio biossido (E 171), ferro ossido rosso (E 172).

    Conservazione

    La nifedipina, sostanza fotosensibile, è sostanzialmente protetta dalla luce mediante filmatura e utilizzo di blister colorato. Si consiglia tuttavia di non esporre a lungo le compresse alla luce solare diretta.